Ultimora
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Teste di palo
Considerazioni a ruota libera sui pali della città di Bassano del Grappa
Pubblicato il 10 apr 2018
Visto 5.157 volte
Spesso le opere d'arte, o comunque le espressioni della creatività, emanano un forte potere evocativo. Magari all'insaputa del loro stesso autore: dipende da come le percepisce chi le osserva. Ed è quello che ha percepito il vostro umile cronista passando per piazzotto Montevecchio e trovandosi di fronte una delle composizioni urbano-vegetali dell'edizione 2018 del concorso “Giardini a Bassano”. Si tratta del giardino n. 14, realizzato dalla Cooperativa Sociale Avvenire e intitolato “L'ara”. “È un giardino simbolico - spiega la brochure di presentazione della Pro Bassano, che organizza la manifestazione - che accoglie l'Uomo camminatore colto nella riflessione del percorso della propria Vita.”
Al centro dell'allestimento è collocato un muretto semicircolare “con varie specie di piante coltivate in consociazione” che funge, metaforicamente, da altare. E dai due lati dell'ara parte un doppio colonnato fiorito composto da pali di legno di castagno.
I pali sono avvolti da una spirale “che richiama il DNA della Vita”, formata da scarpe usate “ad indicare il cammino dell'Uomo” che fungono da contenitori per le piante fiorite.
Il giardino di piazzotto Montevecchio. Foto Alessandro Tich
Non c'è che dire: davvero un'opera simbolica. Non solo per i significati filosofici che la composizione “verde” di piazzotto Montevecchio intende esprimere, ma anche per l'associazione di idee che l'altare palificato ha stimolato in chi vi scrive.
Perché vedere in un unico colpo d'occhio tutti quei totem di castagno ha richiamato alla mia mente la considerazione di quanto il concetto di “palo”, e non solo di legno, sia insito tra le pieghe della cronaca e dell'attualità di questa città. E non solo perché si tratta di una città impalata in molti suoi aspetti, ma anche perché sto parlando di un vero e proprio elemento fisico che in un modo o nell'altro caratterizza il passato e il presente di Bassano del Grappa. Mi riferisco innanzitutto, ovviamente, alla più straordinaria e maestosa palafitta che abbiamo a disposizione: il nostro Ponte Vecchio.
Andrea Palladio (I Quattro libri dell'architettura, libro III, capitolo IX “Del Ponte di Bassano”, Venezia, 1570) scrive che ha ordinato “il Ponte di legname” sopra “la Brenta fiume uelocissimo” e che il fiume, nel luogo dove è stato fatto il Ponte, “è largo cento e ottanta piedi”. “Questa larghezza - scrive ancora il sommo architetto - si diuide in cinque parti eguali; percioche fortificate molto bene tutte due le ripe, cioè i capi del ponte con traui di Rouere, e di Larice, si fecero nel fiume quattro ordini di pali, distanti l'uno dall'altro trentaquattro piedi e mezo.” Segue, in poco più di una paginetta, la descrizione di tutte le altre successive operazioni - coi vari ordini di travi sovrapposte, ciascuno con una sua precisa funzione - eseguite per realizzare “tutta l'opera commodissima, e bella”: un esempio di sintesi da cui diversi esperti e commentatori di oggi avrebbero molto da imparare. Ma anche un testo che ci insegna che alla base del meraviglioso gioco di incastri e di sostegni che ha generato il Ponte di Bassano ci siano quei “quattro ordini di pali” da cui è partito il concepimento architettonico dell'opera.
Sono l'inizio di tutta la storia, anche se prima del Palladio esistevano già altri ponti tra le due sponde del Brenta e anche se nei secoli, come si sa, il Ponte “palladiano” è stato modificato in vari elementi nel corso delle ristrutturazioni. Ed oggi che stiamo ancora attendendo l'avvio effettivo dei sospirati lavori di restauro sulle prime due stilate, altre variazioni sul tema si impongono alla pubblica attenzione.
Anche i non addetti ai lavori, ad esempio, sanno ormai dell'esistenza delle “teste di palo”, che nulla hanno a che fare con i pali dei secoli passati. Sono le teste “affioranti” degli otto pali di fondazione in cemento armato per ciascuna stilata conficcati in alveo nel corso del restauro del 1990-91, sopra le quali andrebbe a sua volta inserita (manteniamo il verbo al condizionale, visti gli interrogativi tecnici non ancora risolti) la grande trave reticolare di fondazione in acciaio inox prevista dal progetto esecutivo. Un progetto a riguardo del quale viene anche da chiedersi se le teste di palo, simbolo di un'ostinazione di cemento armato, non siano anche coloro che lo hanno approvato prima ancora di risolvere ogni dubbio - vedasi ancoraggio della trave reticolare di impalcato alla proprietà Nardini, tuttora sub judice - sulla fattibilità di tutte le sue fasi operative. Ovvero come costruirsi in anticipo i pali tra le ruote.
Ecco dunque, egregi lettori, quali pensieri a ruota libera affiorano da questa fase di “asciutta” dopo aver visto i dieci pali di legno che fungono da colonnato del giardino-altare di piazzotto Montevecchio. Una visione che, in questa città, mi fa sentire all'improvviso circondato da pali di ogni tipo. Pali del Ponte Vecchio, antichi e nuovi; pali dei lampioni di illuminazione pubblica in piazza che sorreggono lampade in parte accese e in parte spente; pali delle indicazioni turistiche in centro storico che attendono ancora di essere unificate; pali usurati del Ponte Nuovo da cui continuano ad affiorare i ferri dell'armatura; pali raffazzonati come quello davanti alla chiesa di San Francesco ancora tenuto in piedi, dallo scorso mercatino di Natale, da un provvisorio disco di legno.
Ma anche - e qui mi ripeto per l'ennesima volta - progetti di città e di territorio che non contengono palizzate e che non sono tutti di competenza esclusiva dell'Amministrazione comunale, ma che idealmente fanno parte della stessa famiglia.
Teatro civico, Bassano Stadium, restauro definitivo del Tempio Ossario, Tribunale della Pedemontana, restyling del brolo di Palazzo Bonaguro, nuova strada del piano Mar, rivitalizzazione del centro storico affidata a un City-manager, progetto per il Marchio d'Area. Tutti annunciati a suo tempo in pompa magna e tutti rimasti, per un motivo o per l'altro e fino a nuovo ordine, indiscutibilmente al palo.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.228 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 20.220 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 20.137 volte
Attualità
01 ago 2026
Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola
Visto 18.883 volte
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.141 volte
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.472 volte
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Visto 3.997 volte
Politica
07 ago 2026
Futuro Nazionale conferma il sostegno all'amministrazione Finco
Visto 1.328 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.228 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.334 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.327 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.004 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.735 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.479 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.369 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.284 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 21.046 volte