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Alcuni giorni fa (venerdì 10 novembre, alle ore 16.20, come da scheda dati del mio telefonino), transitando a piedi per il quartiere San Vito a Bassano, mi sono imbattuto sulla maleodorante scena che vedete fotografata qui sopra. Cumuli di immondizie lasciati sulla strada davanti ai cassonetti della differenziata.
Una dimostrazione di “mancato decoro” di cui la prima responsabile, prima ancora degli enti addetti alla raccolta dei rifiuti e alla nettezza urbana, è l'inciviltà delle persone.
In quel punto di San Vito ci vado spesso (c'è il supermercato dove faccio solitamente la spesa) e a onor del vero la situazione davanti a quei cassonetti non si è più ripetuta.
Foto Alessandro Tich
Ma le circostanze hanno voluto che immortalassi quella che comunque è un'immagine significativa di un degrado urbano che nell'esteso nonché più popoloso quartiere di Bassano, con ben 6500 residenti, può essere sempre in agguato.
Anche se adesso, proprio in tema di mantenimento dei decoro dei luoghi pubblici del rione, è in corso il progetto “Puliamo San Vito”, promosso proprio dal consiglio di quartiere, che vede impegnati i richiedenti asilo ospitati in via Monte Sabotino per 50 lunedì all'anno.
Ho letto pertanto con interesse l'intervista rilasciata oggi al “Corriere del Veneto” dal presidente del consiglio di quartiere Ezio Calmonte, alla vigilia dell'assemblea di quartiere convocata per domani alle 20.30 nella sala parrocchiale, a fianco del bar.
Un intervento che sostanzialmente, per farne un sunto, punta il dito sulla carenza di servizi che affligge il rione: in primis la mancanza di una palestra, la mancanza di un punto prelievi, l'illuminazione pubblica a singhiozzo con strade lasciate al buio, la viabilità da sistemare soprattutto in alcuni punti a rischio sicurezza.
Ci si mette poi la questione della ex caserma Fincato, al limite nord del quartiere e oggi di proprietà del Comune, sui cui destini l'Amministrazione comunale ha improvvisamente visto la luce prevedendone l'utilizzo come sede di un centro europeo di formazione per la Protezione civile e come nuova sede del comando di Polizia Locale ma senza che - come lamenta Calmonte - il consiglio di quartiere e conseguentemente i cittadini siano stati coinvolti e consultati, a norma di regolamento dei quartieri, e preventivamente informati.
Davvero ben poca cosa, sotto il profilo dell'attenzione posta dal governo comunale, nei confronti di un rione che per dimensioni urbane, per la presenza dello stadio, per concentrazione abitativa e per numero di residenti (e quindi anche di votanti) costituisce di fatto una città nella città.
E in mezzo a tante carenze e anche opere ancora incompiute (lavori per la nuova passerella pedonale sopra la ferrovia tra via IV Armata e via Gramsci, davvero una barzelletta se non ci fosse ben poco da ridere), risuona invece come manna dal cielo la notizia...del decennio. E cioè che sulla rotatoria provvisoria dei record, allestita da quasi dieci anni all'incrocio tra via Monte Pertica e via Santa Chiara, i “new jersey” bianchi e rossi che dal 2008 fanno parte del paesaggio locale dovrebbero essere a breve rimossi e sostituiti da un rondò di gomma-cemento di diametro inferiore.
A San Vito, insomma, qualcosa eppur si muove.
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