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Cronaca

Com'è profondo il Mare

La nuova inchiesta della Procura di Venezia, che indaga sulla superstrada a pedaggio in project “Via del Mare”, scuote la Regione. Zaia ne sospende l'iter. Fracasso (Pd): “Ora Zaia sospenda anche il progetto della Nuova Valsugana”

Pubblicato il 28 gen 2015
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“Non aspettiamo nuovamente la magistratura. Il presidente Zaia sospenda subito anche il progetto della Nuova Valsugana. Se si può fare per la Via del Mare, si può - e si deve - fermare anche la Valsugana.”
Così il consigliere regionale del Pd Stefano Fracasso - dopo aver avanzato assieme al consigliere Ruzzante, durante la seduta di oggi della VII Commissione regionale, la richiesta al presidente Zaia di riferire urgentemente al Consiglio - interviene a seguito dell’inchiesta aperta sul progetto dell’Autostrada del Mare e sulla decisione del presidente della Regione Veneto di sospendere l’iter.
“Una decisione che arriva tardi - aggiunge Fracasso -. Come Pd avevamo chiesto ancora nel 2013 una sospensione del procedimento. Purtroppo Zaia non ci ha dato ascolto e ora fa qualcosa solo dopo l’intervento della magistratura.”

Il tracciato della superstrada a pedaggio in project "Via del Mare", sospesa dal governatore Zaia

“Visti i precedenti - dichiara ancora il consigliere regionale del Partito Democratico -, torno a chiedere al presidente, come ho già fatto a dicembre con un’interrogazione, di interrompere l'iter della nuova Valsugana in project, per riprendere l'ipotesi di una variante che risolva i problemi viabilistici della valle, senza trasformarla in una nuova occasione di speculazione finanziaria ai danni dell'ambiente, del bilancio del Veneto e degli interessi regionali complessivi. Una decisione che risponderebbe anche alla richiesta dei sindaci del territorio che sono contrari a quest’opera.”
Le dichiarazioni di Fracasso si riferiscono alla nuova scossa di terremoto giudiziario che sta facendo sussultare Palazzo Balbi a Venezia: l'inchiesta avviata dalla Procura di Venezia per il reato di turbativa d'asta contestato all'amministratore delegato di Veneto Strade Silvano Vernizzi e ad altri cinque dirigenti della Regione Veneto - l'ex segretario generale della Programmazione Adriano Rasi Caldogno, attuale direttore generale dell'Ulss 2 di Feltre; i veneziani Paola Noemi Furlanis e Antonio Strusi; il trevigiano Stefano Angelini e il vicentino Mauro Trapani - relativamente all'affidamento alla società Adria Infrastrutture S.p.A.,partecipata in maggioranza da Mantovani S.p.A., dell'incarico per la realizzazione in project financing della Via del Mare, superstrada a pedaggio di collegamento tra il casello dell'Autostrada A4 di Meolo e Jesolo e i litorali.
Ancora nell’aprile 2007 la società “Adria Infrastrutture S.p.A.”, la società “Strade del Mare S.p.A.” e il Consorzio “Via del Mare” - in qualità di proponenti - avevano congiuntamente presentato alla Regione Veneto una proposta di finanza di progetto per la sua progettazione, costruzione ed esercizio, ottenendo nel corso del 2009 - a seguito dell’esame dell’apposita Commissione e della valutazione del previsto “Nucleo di Valutazione” - la dichiarazione di “pubblico interesse”. Il progetto preliminare era stato quindi approvato nel 2013 (bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDecreto.aspx?id=246247) e sono poi seguite le procedure di gara che erano ancora in corso fino alla decisione di ieri del governatore Zaia - a seguito della nuova inchiesta della Procura veneziana - di sospendere l'iter dell'infrastruttura in project.
I magistrati intendono fare luce sulle modalità con le quali si è arrivati alla dichiarazione di “pubblico interesse” - dopo l'Ok del “Nucleo di Valutazione” degli investimenti di cui faceva parte anche Vernizzi - per il project promosso dalla cordata che comprendeva Adria Infrastrutture: la società che aveva la sua figura di riferimento in Claudia Minutillo, ex segretaria del governatore Giancarlo Galan e poi “grande accusatrice” del medesimo, indagata per false fatturazioni e concorso in corruzione nelle inchieste giudiziarie sulla tangentopoli veneta.
Il nuovo pentolone scoperchiato dagli inquirenti, ancora alle fasi iniziali, ha ridato fiato alle opposizioni in Regione, che prendendo spunto dall'inchiesta sulla “Via del Mare” hanno allargato il tiro sollecitando la sospensione anche del project della Nuova Valsugana.
La correlazione tra le due opere in project non è solo un “parallelo” di natura politica. L'anello di congiunzione è rappresentato proprio da Adria Infrastrutture. “Creatura” di Piergiorgio Baita, l'ex dominus degli appalti veneti, ai tempi in cui era il massimo dirigente della Mantovani, Adria Infrastrutture S.p.A. (con socio di maggioranza Mantovani S.p.A.) era stata costituita per la gestione degli utili, conseguenti all'esazione dei pedaggi, dei lavori in project financing della Mantovani medesima. Superstrada Valsugana compresa.
Com'è profondo il Mare.

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