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Redazione
Bassanonet.it
Il Tribunale ritenta con l'“ABC”
Il Comitato Istituzionale a salvaguardia del Tribunale di Bassano, col governatore Luca Zaia, sigla un documento con tre proposte rivolte al presidente del Tribunale di Vicenza Carbone per il rientro dell'attività giudiziaria in città
Pubblicato il 07 apr 2014
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Ci sono la “Proposta A”, la “Proposta B” e la “Proposta C”. Un po' come “la busta numero 1, la busta numero 2 e la busta numero 3” del mitico Mike Bongiorno.
E come nei quiz del compianto conduttore Tv, c'è da scegliere fra una delle tre: e il destinatario della fatidica decisione è il dott. Oreste Carbone, presidente del Tribunale di Vicenza, sede accorpante del soppresso Tribunale di Bassano del Grappa.
E' quanto prevede il documento elaborato dal Comitato Istituzionale per la Salvaguardia del Tribunale di Bassano del Grappa, recante appunto le “proposte per il rientro dell'attività giudiziaria nella sede di Bassano”.
Da sin.: Manuela Lanzarin, il presidente di Confcommercio Luca Chenet, Tamara Bizzotto e il governatore Luca Zaia all'atto della firma del documento in sala consiliare a Bassano (foto Alessandro Tich)
E non si tratta di un'iniziativa fantasy legata a un qualche pio desiderio di riattivare gli uffici giudiziari in città, ma di una concreta proposizione di tre alternative per applicare quanto già disposto dall'allora ministro della Giustizia Cancellieri col Decreto Ministeriale del 6 febbraio scorso.
Un provvedimento che - di fronte all'evidenza della situazione a catafascio “organizzativo e funzionale” venutasi a creare a Vicenza proprio a seguito dell'accorpamento del Tribunale di Bassano - ha autorizzato l'ulteriore utilizzo per cinque anni “dei locali ospitanti il Tribunale di Bassano del Grappa a servizio del Tribunale di Vicenza”. Un Decreto che - in altre parole - ha disposto il mantenimento in vita del Tribunale di Bassano per un altro quinquennio come dépendance del Tribunale di Vicenza “per la trattazione di tutti gli affari, anche sopravvenuti, individuati nei provvedimenti tabellari, organizzativi e di coordinamento delle attività giurisdizionali adottati per il Tribunale di Vicenza”.
Tradotto dal giuridichese: se i locali delle due sedi del Tribunale di Vicenza (Borgo Berga e Contrà Santa Corona) scoppiano di faldoni giudiziari, rendendo impossibile la gestione del caos, bisogna smaltire i procedimenti riportandoli in parte a Bassano.
Non è proprio quello che volevano i sostenitori del ripristino del Tribunale e del circondario giudiziario di Bassano del Grappa, ma - come sempre - piuttosto che niente è meglio il piuttosto. Il grosso problema è che a due mesi dall'emissione di quel Decreto Ministeriale, nulla si è mosso dal fronte vicentino. Vicenza continua ad essere sepolta da un'overdose di procedimenti arretrati e sopravvenuti, Bassano continua a rappresentare un inutile vuoto a perdere e le trasferte da Bassano a Vicenza di chi - professionista o cittadino - è interessato da cause e atti giudiziari in corso sono all'ordine del giorno.
Da cui l'impellente necessità di far rientrare una volta per tutte a Bassano l'attività giudiziaria.
Lo sostiene il Comitato Istituzionale bassanese, i cui promotori - il Comune di Bassano e alcuni altri Comuni dell'ex circondario, l'Ordine degli Avvocati di Bassano e gli altri Ordini professionali interessati nonché le categorie economiche del territorio - hanno persino dato disponibilità “ad assumersi gli oneri fino a 100.000 euro (trasloco, arredi, personale applicato) derivanti dal trasferimento a Bassano di tutta o almeno buona parte dell'attività giudiziaria già svolta nell'ex circondario, comprese le sopravvenienze, nonché di taluni affari civili dell'intero circondario di Vicenza”.
Della serie: che cosa volete di più. E pur di permettere al Tribunale di Bassano di tornare a funzionare come disposto dal Ministero è previsto per l'appunto anche un supporto in termini di risorse umane supplementari: e cioè impiegati e stagisti da dislocare agli uffici giudiziari bassanesi - in un numero da 6 a 11 - messi a disposizione dal Comune di Bassano, dal Comune di Cismon “o altro Comune della Vallata”, da Etra e dai Carabinieri volontari in congedo. Più altri due dipendenti della Regione Veneto dislocati a servizio del Tribunale di Vicenza.
Anche la Regione, infatti, è della partita. Nei giorni scorsi il presidente Luca Zaia ha scritto una lettera al presidente del Tribunale di Vicenza Carbone per sollecitarlo a prendere una decisione riguardo alla sede di Bassano del Grappa.
E lo stesso Zaia interviene in sala consiliare a Bassano per aggiungersi ai firmatari del documento del Comitato Istituzionale - tra cui il sindaco di Bassano Cimatti e la presidente del consiglio comunale Tamara Bizzotto, il presidente dell'Ordine degli Avvocati Francesco Savio, Dino Secco per la Provincia, il vicesindaco di Rosà Manuela Lanzarin per Etra e ancora i referenti dell'Ordine Dottori Commercialisti, del Consiglio Notarile Distrettuale Vicenza Bassano, del Collegio Geometri di Vicenza e delle categorie economiche bassanesi (Associazione Industriali, Apindustria, Confartigianato e Confcommercio) - da inoltrare al dirigente di vertice del Tribunale di Vicenza.
Vi risparmiamo i dettagli del documento: un malloppo di 16 pagine corredato di dati e tabelle e specificamente rivolto agli addetti ai lavori. Basterà dire che per riattivare l'attività giudiziaria a Bassano la proposta del Comitato comprende appunto tre opzioni, che sintetizziamo di seguito:
“Proposta A”: Trasferimento nella sede di Bassano del Grappa di tutti gli affari civili del Circondario di Vicenza (ex circondari di Vicenza, Schio e Bassano del Grappa) attualmente trattati nella vecchia sede di Contrà Santa Corona, nonché della segreteria, anch'essa ubicata nella vecchia sede del Tribunale.
Tale proposta prevede il fabbisogno, e quindi il trasferimento a Bassano, di tutti i magistrati in servizio nella sede di Contrà Santa Corona e di tutto il personale amministrativo impiegato nella stessa sede.
“Proposta B”: Rientro nella sede di Bassano del Grappa delle sopravvenienze di tutti gli affari civili e dei procedimenti del “dibattimento penale monocratico” dell'ex circondario di Bassano nonché di una sezione dell'ufficio di segreteria.
Con il previsto fabbisogno, per il Civile, di “due ulteriori giudici togati” in aggiunta agli altri due togati e ai due giudici onorari già in sede e di 6 impiegati in servizio a Vicenza (provenienti da Bassano), di due funzionari in alternanza tra Bassano e Vicenza e di altri 6 impiegati messi a disposizione dagli enti rappresentati dal Comitato. Previsto invece, per il Penale, il fabbisogno di “un solo giudice togato nei giorni di udienza” e di tre impiegati, di cui due precedentemente in servizio a Bassano e un carabiniere volontario messo a disposizione dal comitato.
“Proposta C”: Oltre a quanto indicato nella “Proposta B”, rientro nella sede di Bassano del Grappa anche delle sopravvenienze dell'intero circondario di Vicenza (ex circondari di Vicenza, Schio e Bassano del Grappa) limitatamente ai Decreti Ingiuntivi ed alle Esecuzioni Mobiliari.
Con l'ulteriore previsto fabbisogno “di tre giudici togati” e di 5 giudici onorari (già addetti alle esecuzioni mobiliari di Vicenza ed ex Schio) e di una dotazione di personale complessiva - e comprensiva della precedente “Proposta B” - di 10 impiegati già provenienti dalla sede di Bassano, due funzionari da applicare in alternanza tra Bassano e Vicenza, e 11 dipendenti forniti dagli enti rappresentati dal Comitato.
“La sopravvivenza per cinque anni del Tribunale di Bassano è condizionata alla decisione del presidente del Tribunale di Vicenza - commenta all'incontro per la firma del documento il presidente dell'Ordine degli Avvocati Francesco Savio -. Decisione che dal 6 febbraio non arriva. A Vicenza ci sono resistenze notevolissime a toccare qualsiasi cosa. Le nostre sono proposte tese a migliorare il sistema della giustizia vicentina.”
“La Regione c'è - rimarca il governatore Luca Zaia -. Incontrerò presto il nuovo ministro Orlando per riparlare di questa partita. Il presidente Carbone sul tavolo non ha delle richieste, ma delle proposte. Dovrà fare il presidente fino in fondo e decidere il futuro del Tribunale di Bassano. E' fondamentale tenere alta la guardia. E' scandaloso che questo territorio venga trattato come il Bronx della periferia dell'impero, dal Tribunale alla caserma dei Carabinieri.”
Il sindaco Cimatti approfitta della presenza di Zaia - oltre a ringraziarlo per l'impegno sul Tribunale e “per esserci stato vicino sin dal primo giorno di questa disgrazia che ci è capitata” - per rilanciare il suo appello per una “Grande Bassano”: “E' una proposta di aggregazione di Comuni contermini. Mettendoci assieme supereremmo i 100mila abitanti diventando, abolite anche le province, la sesta città del Veneto.” Cimatti ne parla in quanto “non ricandidato” e quindi senza il rischio che la proposta venga in qualche modo strumentalizzata, lanciando la palla all'attenzione della Regione Veneto.
Si tratta di un'idea allo stato ancora embrionale e che dovrà semmai essere presa in carico dall'Amministrazione che verrà: ma per uscire dal Bronx della periferia dell'impero, campanili permettendo, potrebbe essere una via percorribile.
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