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5 Stelle diviso 2
Separati in casa: le due anime del Movimento 5 Stelle in vista del voto amministrativo a Bassano
Pubblicato il 19 mar 2014
Visto 3.611 volte
Problema: quanto fa 5 Stelle diviso 2?
Lasciate stare la calcolatrice: è un problema che non ha soluzione e non è ancora stato inventato il teorema per trovarla.
Perché è semplicemente impossibile che due liste in corsa contemporaneamente alle elezioni amministrative nella stessa città ricevano entrambe la certificazione del blog beppegrillo.it per presentarsi con il simbolo del Movimento 5 Stelle.
L'ormai storica foto di Francesco Celotto e Flavio Ferrazzi, all'epoca entrambi candidati al Parlamento per il M5S, prima della rottura all'interno del Movimento a Bassano (foto: archivio Bassanonet)
Eppure, nella logica elettorale delle amministrative bassanesi, il problema che abbiamo posto poc'anzi ha una ragione d'essere. Perché all'interno di un Movimento spaccato in due sul piano locale - indipendentemente dai rapporti di forza e dal numero degli iscritti da una parte e dall'altra - non potrà che scaturire un inevitabile braccio di ferro per essere accreditati a concorrere in campagna elettorale e sulla scheda del voto con il logo pentastellato.
Una questione che al momento, tuttavia, si sta ancora sviluppando in linea teorica.
Da una parte, il Movimento 5 Stelle del Grappa che fa capo a Francesco Celotto ha annunciato la costituzione di una “pre-lista” - ancora senza nome - da cui uscirà la lista definitiva che si presenterà agli elettori di Bassano, comunicando inoltre i nomi di una terna di “cittadini” (Alessandro Ceccon, Gianpietro Frinzi, Alessandro Mursia) dalla quale sarà prescelto il candidato sindaco.
Dall'altra, il Movimento 5 Stelle di Bassano del Grappa risulta ancora, sul piano elettorale, “non pervenuto”. Anche se il suo referente Flavio Ferrazzi, da noi incontrato nei giorni scorsi, assicura che ben presto “arriveranno notizie”.
Stiamo dunque ancora parlando di una prima lista (M5S del Grappa) in fase di gestazione e di una presumibile seconda lista (M5S di Bassano) che verrà.
Ma verrà anche il momento - e ormai mancano solamente poco più di due mesi al voto - in cui tutti i nodi arriveranno al pettine: a Bassano si presenteranno i “5 Stelle 1” e i “5 Stelle 2” e soltanto uno dei due gruppi separati in casa potrà correre con il logo del “MoVimento” di Beppe Grillo. Un aspetto non secondario, dal punto di vista della croce da mettere sulla scheda, visto che nella stessa giornata si voterà anche per le elezioni europee.
Anche se, sul presunto “effetto traino” del cosiddetto voto congiunto - e cioè il consenso per lo stesso simbolo sia nel voto europeo che in quello amministrativo - saremmo molto, ma molto prudenti. Per eleggere i nostri rappresentanti a Strasburgo - che una volta eletti, per cinque anni scompariranno dai nostri radar - può influire infatti anche la componente ideologica, se non persino anti-politica nel senso nobile del termine, che può indirizzare il consenso secondo generiche logiche di schieramento.
Ma per eleggere gli amministratori della nostra città, con i quali invece ci confronteremo tutti i giorni, non sarà assolutamente così.
Servono programmi concreti e nomi credibili. Serve un'assicurazione di coesione interna, a beneficio della stabilità di governo, che né il Movimento 5 Stelle a livello nazionale né tantomeno locale - alla luce dei fatti - ha dimostrato finora di saper garantire. Serve anche il coraggio di smarcarsi dalle modalità innovative della diffusione del verbo del M5S, sapendo che molti elettori in città sono ancora esclusi dalle dinamiche del consenso digitale. E serve soprattutto prendere atto che qualora si presentino due liste generate dalla stessa base - una col logo a 5 Stelle, l'altra col logo di una probabile civica - ciò non potrà che confondere le idee di molti aventi diritto al voto.
Avessimo scritto questo intervento l'anno scorso, sull'onda del boom grillino alle politiche, le nostre parole sarebbero state completamente diverse.
Ma ora l'effetto-novità del Movimento 5 Stelle è svanito, e il grande compito dei suoi candidati locali (dell'una e dell'altra parte) sarà quello di convincere gli elettori bassanesi - la cui componente moderata e conservatrice è ben lungi dall'essere estinta - che una città alternativa è possibile.
E attenzione a non prendere a modello i toni del leader: a Bassano chi di “Vaffa” ferisce, di “Vaffa” perisce.
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