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Film a luci spente

Lo sfogo di un cittadino bassanese che in una lettera trasmessa in redazione, prendendo spunto dallo spegnimento notturno dell'illuminazione pubblica, critica le scelte di risparmio e di spesa dell'Amministrazione comunale

Pubblicato il 04-11-2013
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“Mi permetto inviare un articolo personale in merito allo spegnimento della pubblica illuminazione a Bassano del Grappa, con preghiera di pubblicazione.”
Recita così il testo dell'email inviata in redazione da Francesco Spigarolo, già presidente del Consiglio di Quartiere Angarano e oggi “semplice cittadino” di Bassano del Grappa, che in quanto tale ha affidato a una lettera trasmessa agli organi di informazione locali il suo pensiero sulle politiche di risparmio e di spesa dell'Amministrazione comunale.
Riportiamo di seguito la sua comunicazione:

Un lampione dell'illuminazione pubblica in un quartiere di Bassano (foto Alessandro Tich)


LETTERA IN REDAZIONE

Come anticipato dall'Amministrazione Comunale di Bassano sui media, con lo scopo di avere dei risparmi per le casse comunali, da qualche giorno l'illuminazione pubblica viene interrotta dall'una di notte fino al mattino e questo in teoria, almeno a quanto si è letto, dovrebbe durare fino al 31 dicembre, speriamo del 2013.

A causa di tale decisione tutta Bassano, ad eccezione di alcune vie centrali, rimane nel buio totale con comprensibilissimi disagi e timori per gli abitanti ma, ancor più grave, con l'incoraggiamento che viene dato alla delinquenza purtroppo sempre più in aumento, per compiere furti o rapine nelle abitazioni o attività commerciali e sulle quali giornalmente veniamo edotti dagli organi di informazione.
Trovo molto discutibile e deleteria tale decisione presa da un'Amministrazione che da un lato dice di essere costretta da esigenze di bilancio richiamando in causa sempre la legge di stabilità, di essere carica di debiti avuti in eredità dalla precedente Amministrazione ma che nel contempo sta scriteriatamente, ma questa è opinione personale, spendendo milioni di euro per opere alcune utili, soprattutto appariscenti, altre del tutto inutili, ma certamente discutibili e procrastinabili nel tempo.
Ho presieduto un Consiglio di Quartiere per molti anni e volutamente estraniatomi a dicembre dello scorso anno, quindi conosco bene il meccanismo e capisco la necessità del tornaconto, visibilità ed immagine elettorale (maggio si avvicina).

Va certamente anche riconosciuto che in democrazia chi vince le elezioni ha il potere, diritto e dovere di governare e decidere su come amministrare una città. Sarà poi il cittadino sovrano a trarne le valutazioni e conclusioni.

Trovo però avvilente che si progettino e realizzino solo delle opere viarie o parchi del costo complessivo di svariati milioni di euro e non si intervenga su altre, laterali o attigue a queste, molto più bisognose, dai costi molto più contenuti e lasciate vergognosamente da sempre nel degrado. Vedi ad esempio Via Marco Sasso, Via Golini, Via Cavallare, i gradoni di Via Sabbionara ecc. ecc.
E' avvilente che per questione di costi, almeno così viene detto, non si possa far funzionare la fontana-rotatoria di Piazzale Diaz che è un elegante biglietto di presentazione di entrata in Città.
E' avvilente che serva un anno o più per realizzare opere che imprese più specificatamente preparate o attrezzate realizzerebbero in metà tempo ed in conseguenza di ciò le attività commerciali ivi operanti stanno soffrendo a causa dei lavori e difficoltà di transito (ma questo doveva essere fatto a monte) e si sono viste quasi azzerare il volume di affari. La tassazione però resta intatta.
In conclusione, è preoccupante che un'Amministrazione preferisca finanziare tali opere a scapito di altre molto ma molto più necessarie o non tollerabili, come lo spegnimento della pubblica illuminazione.

L'Amministrazione dice che non ha soldi? Può cominciare con l'eliminazione dei tanti sprechi: nella P.A., negli edifici di proprietà comunale, certi esagerati rimborsi per sovvenzioni ed attività o iniziative di poca importanza, il finanziamento totale e la fornitura gratuita di acqua, luce, illuminazione degli impianti, gas e riscaldamento a vari locali e centri anche sportivi dati in gestione gratuita a vari Enti ed anche a taluni Consigli di Quartiere quando questi introitano in proprio il noleggio degli impianti stessi sia per attività sportive che di festicciole ed hanno le casse di molto in attivo. Perché sprecare e far gravare sulla Comunità questi oneri che si traducono in molte decine di migliaia di euro?

Sono soltanto considerazioni di un cittadino.
Francesco Spigarolo

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