Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 09-09-2013 13:22
in Attualità | Visto 2.372 volte

Parole in riva al mare

Passerella di politici alla cerimonia inaugurale dei “Mestieri in Strada” di Confartigianato in piazza a Bassano. E tra gustosi cioccolatini e rilassanti poltrone a sdraio, emerge per l'ennesima volta la questione del Tribunale

Parole in riva al mare

Foto Alessandro Tich

Anche il relax vuole la sua parte.
E così, alla 23sima edizione dei “Mestieri in Strada” di Confartigianato a Bassano del Grappa, uno degli articoli esposti che richiama maggiormente l'attenzione del pubblico è la “poltrona del mare”: una chaise longue a dondolo la cui oscillazione, grazie a una cassa armonica contenuta al suo interno, riproduce il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggia.
Ci si sdraia, si appoggia la testa sopra un cuscinetto, si cerca il giusto baricentro, si distendono le braccia prima indietro e poi avanti: e parte il dondolio che crea la suggestione di un rasserenante riposo sul bagnasciuga.
La rinfrancante sdraio “marina”, progettata da un architetto, è solo uno dei tanti prodotti artigiani messi in luce in occasione della tradizionale vetrina dell'associazione di categoria, che quest'anno presenta una ventina di espositori dislocati tra piazza Garibaldi e via Jacopo Da Ponte e suddivisi in quattro aree tematiche: fashion, casa, green e alimentare.
E siccome o Francia o Spagna basta che se magna, è proprio quest'ultimo settore a catalizzare l'attenzione della gente, col cioccolato “dal vivo” preparato in varie forme di dolcetti e cioccolatini e offerto ai passanti da una pasticceria di Bassano e con lo stand dei ristoratori artigiani, dispensatore di assaggi e stuzzichini e anche di una lezione-degustazione sul risotto, nel pomeriggio, tenuta dallo chef Riccardo Antoniolo attorniato dai colleghi cuochi dei ristoranti del gruppo.
A me però ha colpito la poltrona-lettino in stile “onda su onda”: e il rilassante eco della risacca, poco dopo le 10.30, fa quasi da contraltare agli interventi che si susseguono alla cerimonia inaugurale della manifestazione.
Un'inaugurazione in vecchio stile, condotta secondo l'immutabile copione di sempre, coi rappresentanti della politica locale - alcuni dei quali reduci dai reciproci battibecchi di questi giorni sul tema del Tribunale - schierati tutti insieme appassionatamente di fronte all'altrettanto immancabile schiera di sindaci e amministratori del comprensorio.
Ed è proprio il tema del Tribunale, e della decisione del ministro della Giustizia di mantenerlo in vita apparente per altri due anni e per lo smaltimento delle sole vecchie cause civili prima di staccare la spina, a emergere inevitabilmente in buona parte dei discorsi inaugurali.
Ad accendere la miccia - parlando per primo al microfono - è il presidente del mandamento di Bassano di Confartigianato Sandro Venzo, secondo il quale “il prezzo più alto per la chiusura del Tribunale lo pagheranno le aziende”. Da qui l'annuncio del presidente di categoria: “Ci affiancheremo alle prossime proteste per mantenere il presidio di giustizia in città”.
E se l'europarlamentare leghista Mara Bizzotto coglie la palla al balzo invitando a “non piangerci addosso e continuare la battaglia”, la senatrice del Pd Rosanna Filippin ribadisce imperterrita la convinzione che “la battaglia del Tribunale è persa solo per il momento, ma se saremo tutti uniti potremo ancora vincerla”.
L'assessore regionale del PdL Elena Donazzan, di cui non passano inosservate le scarpe da ginnastica tricolori, concentra invece la sua attenzione sull'esempio positivo dato delle nostre imprese artigiane nonostante i tempi di difficoltà. Fornendo lo spunto al collega Nicola Finco, consigliere regionale della Lega, che tuona contro il sistema: “Basta con gli aiuti dello Stato alle grandi aziende, che portano i capitali all'estero.”
“Siamo la generazione del fare, e non solo del dire” - conclude il presidente degli artigiani Venzo, invitando il mondo della politica a “tornare con i piedi per terra” e a dare “meno proclami e più fatti”.
Un'evidente tirata di orecchie e un asserito richiamo alla concretezza a una classe dirigente appiattita su se stessa che tuttavia si stempera in un baleno nei sorrisi di rito della successiva “bicchierata delle autorità” intervenute all'inaugurazione.
Datemi una chaise longue: ho voglia di mare.

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