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Pedemontana, il M5S denuncia Vernizzi
Il Movimento 5 Stelle dell'Area Pedemontana Veneta presenta un esposto alla Polizia di Stato contro il Commissario della Spv, per la mancata divulgazione dei dettagli della convenzione economica dell'infrastruttura
Pubblicato il 28 giu 2012
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Il Movimento 5 Stelle di Bassano del Grappa e dell'Area Pedemontana Veneta comunica di avere denunciato, a mezzo esposto, il commissario straordinario per la Spv (Superstrada Pedemontana Veneta) Silvano Vernizzi.
Oggetto dell'esposto, la mancata presentazione pubblica da parte di Vernizzi della convenzione economica del progetto dell'infrastruttura.
Ne dà notizia il M5S di Bassano del Grappa, con un comunicato che riportiamo di seguito:
Il Commissario di governo per la Spv Silvano Vernizzi (foto Alessandro Tich)
COMUNICATO
Spv, il M5S di Bassano “denuncia” Vernizzi alla magistratura penale
Alla fine non ci hanno dato altra scelta. Dopo otto mesi di indicibili silenzi e dopo otto mesi di carte negate, sebbene ci spettino, per legge abbiamo deciso di denunciare a mezzo esposto il commissario Spv Silvano Vernizzi davanti alla autorità penale. Nell'ottobre dell'anno scorso infatti avevamo raccolto più di un migliaio di firme per chiedere il dettaglio della convenzione vigente tra commissario e Sis sul progetto Pedemontana Veneta. Lo stesso avevamo fatto per il piano economico e finanziario. Si tratta di documenti che in ossequio alla legge sulla trasparenza (241/90 e successive modifiche) e in ossequio alle direttive europee in materia di grandi opere a massiccio impatto ambientale (2003/4/CE) debbono essere note ai cittadini interessati dal passaggio delle opere stesse. Per questo motivo stamani abbiamo depositato un esposto al commissariato di polizia di Mestre, esposto che rendiamo di dominio pubblico. Le argomentazioni di chi sostiene che quelle carte non possono essere rivelate perché parte di un accordo pattizio fra vari soggetti tra cui alcuni privati non è giuridicamente fondata e nasconde solo malafede. Il project financing che soggiace al progetto Spv è una modalità prevista dal codice dei contratti pubblici e quindi è di per sé consultabile dalla cittadinanza. Si tratta di un concetto ripreso più volte anche dall'ingegner Ivan Cicconi, uno dei massimi esperti di appalti pubblici in Italia che è, per assurdo, consulente di moltissimi enti regionali.
Va detto che siamo furenti per il comportamento del presidente regionale Luca Zaia (Lega), dell'assessore ai trasporti Renato Chisso (Pdl) e dello stesso Vernizzi i quali verso il fronte critico all'attuale tracciato della Spv hanno tenuto un atteggiamento arrogante, codardo e ipocrita, sprezzante verso lo stato di diritto. Ribadiamo poi il nostro più sentito disprezzo per il tentativo di manovra emendatoria patrocinato da Zaia con l'avallo dell'onorevole leghista Manuela Lanzarin (sindaco di Rosà) la quale in barba alle sentenze del Tar (che lo hanno giuridicamente affossato) ha cercato di tenere in vita un struttura commissariale considerata cosa passata persino dal ministero dell'Economia.
Rileviamo peraltro anche l'assenza totale dei politici del territorio nel centrodestra come nel centrosinistra, che non hanno mosso un dito per spingere chi di dovere a rivelare le carte segrete. L'unica eccezione è costituita dall'eurodepudato Andrea Zanoni dell'Idv, dal consigliere regionale Pietrangelo Pettenò di Rc e dal consigliere regionale democratico Laura Puppato. Ma nel frattempo dove sono finiti gli altri? Dove il consigliere Stefano Fracasso, dove l'onorevole Daniela Sbrollini? Dove l'onorevole Stradiotto? Dove, tanto per rimanere nel Pd, il segretario regionale Rosanna Filippin? E dove ancora i consiglieri regionali Idv? Dove i parlamentari veneti Antonio Borghesi e soprattutto Massimo Donadi? E ancora, perché dopo le notizie preoccupanti uscite sulla stampa i membri della commissione antimafia a cominciare dal democratico Lumìa sino all'onorevole Di Pietro non hanno intimato, potendolo fare, all'ingegner Vernizzi di aprire i cassetti?
In ultimo rileviamo anche la cocciuta testardaggine con la quale la Confindustria del Veneto si accanisce nel sostenere infrastrutture nate morte come la Spv, in un periodo in cui solo la convivenza intelligente col territorio e un nuovo patto con la cittadinanza può assicurarci quel poco o tanto benessere che scelte scriteriate ci faranno presto perdere. Noi comunque non ci muoveremo di un millimetro. Guarderemo con attenzione e severità anche all'operato della magistratura. Non è solo na questione di giustizia. La nostra regione e il nostro Paese non si possono più permettere un altro ventennio in mano a lobby e poteri forti che oltre alla dignità e al senso del bene comune hanno pure perso l'appuntamento con la storia e con la modernità.
Movimento 5 Stelle Area Pedemontana Veneta (www.meetup.com/AreaPedemontana/)
(Comunicato trasmesso dal portavoce Francesco Celotto)
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