Attualità

Cimatti: “Abbiamo bisogno di una nuova Resistenza”

Malapolitica, “dittatura dei Partiti”, finanza e mercati, evasione fiscale: il sindaco di Bassano, nel 67° Anniversario della Liberazione, invita a una nuova Resistenza “che reagisca alle nuove violenze che minano la civile convivenza”

Pubblicato il 25 apr 2012
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“Abbiamo bisogno di una nuova Resistenza”. Lo sottolinea il sindaco di Bassano del Grappa Stefano Cimatti, nel suo intervento alla cerimonia del 67° Anniversario della Liberazione. Per il primo cittadino, infatti, ci sono alcuni aspetti “che uniscono gli anni della Resistenza ai nostri giorni”.
“La Resistenza - ha affermato il sindaco - si è formata per reazione all’odio nazifascista, spinta da alti e nobili ideali, primi tra tutti quelli della democrazia e della libertà. Penso alle tante persone, ai tantissimi giovani, che in nome di un futuro migliore hanno dato la vita e mi chiedo se oggi ci stiamo meritando il loro sacrificio.
La democrazia vive nell’uguaglianza; ma non vedo l’uguaglianza tra cittadini quando l’impegno politico, che si dovrebbe fondare sullo spirito di servizio per la collettività, è divenuto privilegio; quando ogni giorno i mezzi di informazione, pur a volte in maniera tendenziosa, raccontano le furberie, gli sprechi ed i furti ai nostri danni da parte di chi dovrebbe proteggere, con la sua azione, noi ed i nostri figli.”

Il sindaco Cimatti: "C'è da domandarsi se oggi questo sia un Paese libero e democratico, fondato sul lavoro"

“Fare politica - ha proseguito - non è più, come negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale, essere al servizio, ma troppo spesso significa guardare esclusivamente ai propri interessi personali.
Le recenti vicende nordafricane hanno messo in luce le straordinarie ricchezze dei dittatori, accumulate a danno delle popolazioni di quei Paesi. Se essere dittatori significa quindi arricchire sé stessi e i propri accoliti, mi chiedo e vi chiedo: siamo proprio sicuri di essere in democrazia? I Partiti, non dimentichiamolo, sono la base politica su cui in Italia è stata costruita la democrazia. Ebbene, siamo certi che gli attuali Partiti, che hanno perfino privato i cittadini della possibilità di scegliere i propri rappresentanti parlamentari, non abbiano creato oggi una forma di dittatura? Ed a questa situazione si deve opporre una nuova Resistenza ed una nuova Liberazione.”
“C’è un altro aspetto - ha aggiunto Cimatti - che, drammaticamente, unisce gli anni della Resistenza ai nostri giorni: la perdita di vite umane in nome di un ideale.
Oggi non siamo in guerra, ma a perdere la vita vi sono nostri imprenditori, persone che ogni giorno, drammaticamente sempre più numerose, si suicidano in nome del lavoro e di tutti quei valori di serietà, onestà e impegno che non riescono più a trovare nel mondo in cui hanno creduto; persone che si sentono abbandonate e spesso vessate dalle Istituzioni e non riescono più a trovare la serenità per guardare negli occhi i loro familiari e i loro collaboratori.
C’è da domandarsi se oggi questo sia un Paese libero e democratico, fondato sul lavoro. Come possiamo superare, allora, l’inaccettabile distanza tra chi gode di immeritati privilegi e chi fatica a vivere malgrado la correttezza e l’impegno?”.
“Oggi - è ancora un passo del discorso - la guerra non si fa più con le armi, ma con la finanza ed i mercati, e da un po’ di tempo, non solo in Italia, ma in tutta Europa, ne stiamo combattendo una, talmente grave da rischiare di compromettere la solidità e l’equilibrio del nostro Paese.
Siamo ora chiamati a grandi sacrifici economici, ora appena iniziati con qualche aumento dei carburanti e qualche maggiore addebito nella busta paga, e che a breve, con l’IMU e le atre tasse, si manifesteranno nella loro pesantissima dimensione. Dobbiamo accettare questi sacrifici, se non vogliamo, come avvenuto recentemente in Grecia, assistere a massicci licenziamenti che portano inevitabilmente a tensioni sociali, se non vogliamo vedere quasi azzerati i risparmi investiti in titoli di stato, vedere scomparire dall’oggi al domani le tredicesime e subire forti tagli retributivi.”
“Abbiamo perciò bisogno di una nuova Resistenza, che ripudiando ogni forma di lotta armata, reagisca alle nuove violenze che minano la nostra civile convivenza: l’indifferenza, il qualunquismo, l’apatia, la noncuranza: sentimenti che nascono dalla rassegnazione e dall’assuefazione al peggio - ha concluso il sindaco -. E dobbiamo combattere tutti insieme con determinazione l’evasione fiscale, che crea inaccettabili distorsioni e premia i furbi, penalizzando i cittadini onesti.”

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