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Valerio Nastro Azzurro
A proposito dell'inaugurazione della nuova ala del municipio di Tezze sul Brenta
Pubblicato il 23 apr 2012
Visto 5.072 volte
Porcaccia la miseria: a forza di seguire gli sviluppi del caso “Ros@' 2012 - Lega Nord” a Rosà, che ci hanno tenuto particolarmente impegnati nella giornata di sabato, ci siamo persi un evento imperdibile: l'inaugurazione della nuova ala del municipio e della biblioteca di Tezze sul Brenta, avvenuta pure nella giornata di sabato.
Intendiamoci: qualora avessimo anche presenziato all'evento, ci saremmo andati senza essere invitati. Il sindaco di Tezze sul Brenta Valerio Lago fa infatti parte di quel ristretto, ma rappresentativo gruppo di esponenti istituzionali del Carroccio locale che evita accuratamente di inviare comunicati e informazioni alla nostra redazione.
Apprendiamo pertanto dai giornali del clamoroso siparietto allestito per l'occasione, col primo cittadino che senza fascia tricolore ha tagliato un nastro di colore azzurro, precisando nel suo discorso che “il colore del nastro è quello dell'acqua del nostro fiume, il Brenta” e che il rifiuto di indossare la fascia tricolore “è una protesta contro lo Stato che toglie le risorse ai cittadini e strozza gli enti locali”.
Il sindaco di Tezze sul Brenta Valerio Lago (foto Alessandro Tich)
Al fatidico taglio del nastro sono intervenuti, a fianco del sindaco, l'europarlamentare Mara Bizzotto e il consigliere regionale Nicola Finco. Non però Daniela Sbrollini, deputato del Partito Democratico, che ha contestato pubblicamente il gesto, definendolo “un comportamento anti-italiano”, “un'esclusiva ostentazione di simboli leghisti” e “una rivendicazione della sola solidarietà di corrente di partito” e alla fine ha disertato la cerimonia.
Un colpo di teatro che ha suscitato l'inevitabile coda di reazioni, trovando spazio - altrettanto inevitabilmente - nelle cronache nazionali. A livello locale, il commento più pepato arriva per voce di Stefano Giunta, coordinatore di FLI per l'area bassanese, che definisce i protagonisti dell'originale episodio “Quattro amici al bar”.
“Ad un osservatore distratto - scrive Giunta in una nota - la cerimonia pubblica che si è svolta a Tezze sul Brenta sarà sembrata l'inaugurazione di un bar: il nastro azzurro evocava infatti a pieno titolo una famosa marca di birra, e i presenti con la forbice in mano ricordavano gli amici della famosa canzone di Gino Paoli”.
“L’amaro bilancio che possiamo trarre da questa infelice sceneggiata - afferma ancora l'esponente di Futuro e Libertà - è soltanto uno: lungi dall’essere riuscita a risolvere i problemi dell’Italia con la fallimentare esperienza del governo Berlusconi, la Lega non ha più argomenti e pensa di risolvere le gravi emergenze del Paese offendendo il Tricolore.”
Il sindaco Lago, in realtà, ha toccato un nervo scoperto della comune sensibilità dei primi cittadini, colpiti dai tagli sempre più pesanti dei trasferimenti dello Stato e al contempo trasformati in impopolari esattori delle nuove tasse sulla casa imposte dal governo Monti.
Ma Valerio Nastro Azzurro dovrebbe ricordarsi di essere il sindaco anche dei suoi concittadini che non hanno votato per lui, che utilizzeranno i nuovi spazi del municipio e della biblioteca, e che molto probabilmente non si sentono ancora di appartenere all'autoproclamato popolo della Padania. La birra che ha spillato, per un verso o per l'altro, schiuma di rabbia.
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