Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 22-10-2016 14:27
in Il "Tich" nervoso | Visto 6.417 volte

C'è posta per te

Viva l'Italia: ecco come viene consegnata la corrispondenza a Bassano

C'è posta per te

Foto Alessandro Tich

Questa mattina sono andato in redazione e ho aperto il portone di ingresso, che dà su via Roma a Bassano, dello stabile dove si trova la sede di Bassanonet.
Ma appena messo piede oltre l'uscio, ho dovuto fare un balzo degno di un apprendista della disciplina del salto in lungo.
E questo per evitare che le suole delle mie scarpe finissero sopra quello che era letteralmente sparso, in bella profusione, sullo zerbino di entrata: un cumulo di posta indirizzata ai vari destinatari dell'edificio. Bollette, comunicazioni bancarie, inviti, materiale promozionale: di tutto e di più.
Abbandonato all'ingresso di una palazzina che ospita appartamenti privati e alcuni uffici, in un punto dove può passare chiunque. Ho quindi raccolto buste e plichi - non prima di aver fotografato la scena, per testimoniare anche visivamente quello che scrivo - e le ho smistate ai destinatari, collocandole nelle rispettive caselle postali.
Cos'è successo? Molto probabilmente questo: il postino questa mattina ha suonato ai campanelli e non ha trovato nessuno.
E siccome non corrisponde più al vero il fatto che il postino suona sempre due volte, ha infilato la posta sotto la fessura della porta chiusa e se ne è andato via. Tanto c'è sempre il primo mona che aprirà la porta e farà il lavoro di smistare la corrispondenza al posto suo. E quel mona, nella fattispecie, oggi sono stato io.
Ne scrivo perché questo attentato alla privacy postale non è la conseguenza di una giornata storta del portalettere, restio a ritornare al punto di recapito almeno una seconda volta prima di rientrare all'ufficio postale dopo la faticosa mattinata di lavoro e prima del meritato riposo nel pomeriggio.
Non è infatti la prima volta che accade. E allora i casi sono due: o i postini di turno in centro storico a Bassano sono degli scioperati, oppure - ipotesi molto più plausibile - il (dis)servizio postale italiano oggi non può fare di più.
Ed è molto probabile che sia verosimile la seconda opzione.
Sono infatti tempi di grandi cambiamenti in seno a Poste Italiane. I portalettere del Bel Paese si trovano oggi di fronte alla cosiddetta “Riforma del Servizio postale universale”, voluta dal legislatore nazionale, che prevede la consegna della corrispondenza a giorni alterni - ovvero un giorno sì e un giorno no - in buona parte del territorio italiano.
“Tale modello - ha spiegato il viceministro dell'Economia e delle Finanze Luigi Casero - è in linea con la normativa europea e con il processo di trasformazione del servizio postale universale, che tiene conto del contesto di mercato e dell'evoluzione dei bisogni degli utenti.”
Tradotto in italiano (anche se...con parole straniere): oggi la posta ordinaria è stata soppiantata dallo sviluppo della tecnologia con email, social network, sms, WhatsApp e altri sistemi di messaggeria telefonica che rendono obsoleta la comunicazione cartacea. E persino i vecchi e cari biglietti di Auguri di Natale, sostituiti dai messaggi natalizi sullo smartphone o su Facebook, fanno già parte della preistoria.
“Oggi - hanno spiegato fonti di Poste Italiane - cittadini, imprese e famiglie hanno a disposizione strumenti avanzati e meno costosi che rispondono bene alle esigenze immediate di invio e ricezione dei messaggi. Di conseguenza, l’utilizzo della posta dei privati si è ridotto e la corrispondenza tradizionale è diventata strumento in prevalenza commerciale. Così come sono drasticamente diminuiti i contributi pubblici a sostegno del servizio postale.”
Risultato: la posta ordinaria, che ancora oggi è il servizio postale più utilizzato, prevede un tempo medio di consegna di quattro giorni.
Ma è cambiato il modo di consegnarla: col recapito previsto a giorni alterni, i postini devono gestire delle zone di consegna raddoppiate rispetto a prima.
E nei centri di smistamento postale le giacenze si accumulano, arrivando il mese scorso alla mezza tonnellata di corrispondenza ferma negli uffici postali di Bassano del Grappa. Come denunciano inoltre i sindacati di categoria, nell'ultimo anno in provincia di Vicenza si contano 176 postini in meno.
E nel Vicentino i portalettere sono attualmente circa 700, a fronte di un bacino di utenza di oltre 870mila abitanti.
Chiamata a un simile aggravio di competenze, da Nord a Sud, la categoria dei postini è in subbuglio. E ha indetto per il prossimo venerdì 4 novembre, con manifestazione a Roma, una giornata di sciopero nazionale per protestare “contro la riforma del Servizio postale universale che ai cittadini e agli addetti ai lavori sta causando numerosi disservizi”.
Ecco perché questa mattina il portalettere di turno in centro storico a Bassano ha ficcato sotto la fessura del portone d'ingresso la posta da recapitare, abbandonando la corrispondenza al proprio destino e strafregandosene del suo effettivo ritiro da parte dei destinatari.
Con la consegna della posta ogni due giorni e il conseguente accumulo di giacenze al centro di smistamento PT di Bassano, buste e plichi non sono più comunicazioni di carta da portare a destinazione, ma è zavorra di cui liberarsi.

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