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Sacconi: “Dobbiamo favorire le associazioni in rete tra imprese”

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali a Bassano per visitare la Baxi. “I prossimi anni saranno dedicati all'infrastrutturazione del Paese”

Pubblicato il 11 mar 2011
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Un tuffo dove l'acqua è più blu. Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, è giunto oggi pomeriggio nel Bassanese - accompagnato dall'assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan - per una veloce visita a due aziende del territorio che nonostante i tempi di crisi procedono a gonfie vele.
Primo appuntamento a Tezze sul Brenta, dove l'esponente di governo ha visitato il mobilificio “Prestige”. Seconda visita alla Baxi di Bassano del Grappa, industria produttrice di caldaie murali: 770 dipendenti, 265 milioni di euro di fatturato annuale, 4 milioni di investimenti nel 2011 per la Ricerca e Sviluppo e punta di diamante del gruppo BDR Thermea, gigante olandese del settore.
Accolto dal direttore generale dell'azienda ing. Alberto Favero e atteso dai referenti delle categorie economiche bassanesi e delle organizzazioni sindacali - oltre a un parterre di “notabili” del PdL - il ministro ha compiuto un giro a passo spedito tra i reparti produttivi, toccando con mano una delle realtà positive dell'economia locale.

L'assessore regionale Elena Donazzan e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi in visita alla Baxi

“Entrambe le aziende che ho visitato oggi - ha dichiarato il ministro del Lavoro - ci dicono come il nostro tessuto produttivo abbia capacità di rigenerazione. Noi dobbiamo supportare questa capacità sostenendo reti di forme associate, attraverso il decreto attuativo del governo sulle associazioni in rete fra imprese, con reti di supporto sotto l'aspetto finanziario, burocratico e fiscale. Bisogna produrre sistemi di impresa, fusioni tra piccole e medie imprese e associazionismo in rete per costruire sistemi capaci di reggere al mercato globale”.
“Abbiamo già sperimentato la crisi negli anni '80 - ha aggiunto l'esponente di governo -, ma era più faticosa perché c'erano stagnazione ed inflazione insieme.
Oggi le imprese del Nordest hanno saputo reagire nel contesto della crisi attraverso la riorganizzazione e la razionalizzazione dei costi, con conseguenze di carattere occupazionale. La razionalizzazione è il percorso per crescere, ma proteggendo i lavoratori interessati. E' il ragionamento che stiamo facendo per la Zanussi.”
“Le parti aziendali - ha ancora detto - devono cercare di realizzare percorsi condivisi attraverso scambi che convergano a destini condivisi. Le imprese devono sviluppare le condizioni per adeguare velocemente l'organizzazione produttiva e del lavoro all'evoluzione del mercato. I lavoratori devono quindi condividere le fatiche, ma anche gli esiti. La detassazione del salario di produttività va in questa direzione.”
Il sindaco Cimatti, in una breve sosta del tour aziendale, ha sottolineato al ministro le carenze infrastrutturali del nostro territorio, e nella fattispecie della ferrovia Venezia-Trento.
“Come regione abbiamo perso l'Expo, abbiamo perso le Olimpiadi - ha spiegato il sindaco alla stampa -. La grande occasione è ora la candidatura del Veneto a capitale europea della cultura 2019, che potrebbe rilanciare lo sviluppo delle infrastrutture. Abbiamo tre ministri veneti nel governo, speriamo bene.”
Teresa Cadore, presidente dell'Unione del Commercio, avvicinando Sacconi a nome delle categorie economiche bassanesi si è spinta persino oltre.
“Ho detto al ministro - ci ha raccontato la presidente - che per uscire da questa empasse dobbiamo puntare sulle infrastrutture. Io sogno un collegamento Abano-Trento, che creerebbe un asse tra Bassano e il turismo termale in un territorio che oggi è schiacciato tra i due poli costituiti da Verona e Treviso. E poi ho aggiunto che serve un forte segnale per dare veri incentivi alle aggregazioni d'impresa, di cui alcuni comparti produttivi, come ad esempio il settore orafo, hanno davvero bisogno.”
“I prossimi anni saranno dedicati molto all'infrastrutturazione del Paese - ha affermato Sacconi -. Dobbiamo salvare risorse per l'aumento della dotazione infrastrutturale ed energetica. La disciplina di bilancio non deve guardare solo alla stabilità, ma all'allocazione delle risorse pubbliche e anche private. Questo è possibile se il quadro istituzionale è stabile, in tutti i suoi settori. Mi riferisco anche alla giustizia: gli investimenti in project financing hanno anche bisogno di una giustizia finanziaria certa e stabile.”
“Il Paese - ha concluso il ministro - ha bisogno di certezze. Non possiamo più compensare le incertezze con la leva del disavanzo pubblico.”

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