Pubblicità

Opera Estate Festival

Pubblicità

Opera Estate Festival

Luigi MarcadellaLuigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it

Lavoro

Una su due ce la fa

Le aziende venete non trovano personale. Secondo i dati di Confindustria il 54,4% dei posti disponibili resta scoperto

Pubblicato il 09-09-2023
Visto 6.585 volte

Pubblicità

Opera Estate Festival

Per dirla alla Gianni Morandi, solo un’azienda veneta su due ce la fa.
Stiamo parlando delle offerte di lavoro per il mese di settembre che, secondo le rilevazioni di Confindustria, lasciano scoperto un posto disponibile su due.
Tecnicamente si parla di “mismatch”, ovvero lo scostamento tra domanda e offerta di lavoro, la frattura tra le professionalità ricercate dalle aziende e il “saper fare” della forza lavoro sul mercato.

In Veneto le imprese prevedono nel mese di settembre 52mila assunzioni (+1,2%), ma il 54,4% delle richieste è destinato a restare scoperto.


Gli ultimi dati, elaborati in questo caso da Confindustria Veneto Est, disvelano un problema per il funzionamento dell’economia veneta che potrebbe diventare nel medio termine una criticità strutturale della nostra economia. Sono 51.940 i lavoratori ricercati dalle imprese in Veneto per il mese di settembre: 10.070 a Padova, 9.940 Treviso, 7.990 Venezia e 1.950 Rovigo (sono le quattro province raggruppate da Confindustria Veneto Est), 610 in più (+1,2%) rispetto a quanto programmato un anno fa. Per l’intero trimestre settembre-novembre 2023 le assunzioni previste sfiorano 138mila, in aumento dello 0,8% (1.080 in più) rispetto all’analogo periodo 2022.

«Continua però a crescere – scrive Confindustria Veneto Est - la difficoltà di reperimento segnalata dalle imprese: su 52mila assunzioni previste dopo la pausa estiva, ben 28.260 sono considerate dagli stessi imprenditori “difficili” da realizzare. Siamo al 54,4%: un “mismatch” che ormai riguarda più di un’assunzione su due, in aumento di sei punti percentuali rispetto a dodici mesi fa (era intorno al 35% prima del Covid, nel 2019), con punte comprese tra il 70% e l’80% per molte figure tecnico-scientifiche, ingegneristiche, informatiche e di operai specializzati».

Una delle cause principali del “mismatch” nel mercato del lavoro regionale è riconducibile in parte alla formazione scolastica: i percorsi di studio scelti dalle giovani generazioni non producono le competenze che il sistema produttivo regionale richiede. A questo si aggiunge inoltra una demografia impietosa che restringe anno dopo anno la platea di ragazze e ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro, a prescindere dal bagaglio di competenze scolastiche e professionali. Su questo specifico aspetto del lavoro, il dato dell’economia veneta risulta peggiore della media nazionale. A livello nazionale si registra infatti un “mismatch” al 47,6%, nel Sud e Isole al 43,5% e nel Centro al 45,9%, mentre il valore nel Nord Ovest (47,4%) si mantiene vicino alla media. Fonti Unioncamere-ANPAL alla mano, tra le principali regioni in termini di flusso di assunzioni, il Veneto segnala la più alta difficoltà di reperimento, rispetto a Lombardia (122mila contratti e difficoltà di reperimento pari a 46,5%), Lazio (56mila e 38,0%), Emilia Romagna (49mila e 51,9%) e, infine, Campania (42mila e 41,0%).

«Un bollettino che conferma come causa prevalente del mismatch la “mancanza di candidati”, a seguire la “preparazione inadeguata”.
Tutto ciò in un mercato del lavoro che sta tenendo; e con un numero di Neet in Veneto (ragazzi che non studiano, non lavorano) pari al 13,9% (il più basso d’Italia) e un abbandono scolastico in calo ma al 9,3%.
Segnali da non trascurare, vista anche la denatalità in atto (perdiamo 10.000 studenti l’anno), alla vigilia del nuovo anno scolastico che prenderà avvio il 13 settembre.
Non possiamo perdere altro tempo: solo una formazione più aderente al mondo del lavoro può garantire il futuro dei giovani e la competitività del sistema produttivo. I nostri talenti infatti sono un bene prezioso, e purtroppo sempre più raro, dobbiamo saperli formare, trattenere e offrire loro le giuste opportunità, in termini di carriera oltre che economiche. L’investimento in competenze, in primis tecnico-scientifiche, è quindi strategico: più si è formati, e più lo si è in linea con i fabbisogni delle aziende, più si avrà maggior qualità in termini di lavoro e salario», afferma Francesco Nalini, Consigliere delegato Confindustria Veneto Est per l’Education.

Press Edition New

Bassanonet.it Press Edition

Più visti

1

Politica

05-07-2024

È giunta l’ora

Visto 11.625 volte

2

Politica

08-07-2024

Giada adesso

Visto 10.364 volte

3

Politica

09-07-2024

Via col Momento

Visto 10.279 volte

4

Politica

05-07-2024

Luigi VII

Visto 10.233 volte

5

Attualità

05-07-2024

Giro attorno al Fondo

Visto 10.084 volte

6

Manifestazioni

08-07-2024

Sold Out per i Take That al Marostica Summer Festival

Visto 8.114 volte

7

Manifestazioni

07-07-2024

Emma Marrone: una femme fatale sul palco di Marostica

Visto 7.554 volte

8

Lavoro

05-07-2024

Si amplia l’offerta dell’ITS Academy Meccatronico

Visto 6.578 volte

9
10

Industria

08-07-2024

Le mappe dei tesori

Visto 5.880 volte

1

Elezioni 2024

12-06-2024

Per chi suona la campagna

Visto 31.284 volte

2

Elezioni 2024

19-06-2024

Ultime lettere di Elena Pavan

Visto 29.077 volte

3

Elezioni 2024

21-06-2024

Facoltà di voto

Visto 28.587 volte

4

Elezioni 2024

19-06-2024

Impegno per Roberto

Visto 27.800 volte

5

Elezioni 2024

15-06-2024

Tutti insieme apparentemente

Visto 25.333 volte

6

Elezioni 2024

17-06-2024

Tribuno del popolo

Visto 24.917 volte

7

Elezioni 2024

18-06-2024

Press conference

Visto 24.166 volte

8

Elezioni 2024

24-06-2024

Gratta e Finco

Visto 22.513 volte

9

Elezioni 2024

20-06-2024

Big Bang

Visto 22.324 volte

10

Elezioni 2024

17-06-2024

La confederAzione

Visto 21.950 volte