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Nasce a San Zeno di Cassola la “Città Giardino” del neonato gruppo Com'è, primo esperimento di Comunità Mercato per l'incontro diretto tra produttore e consumatore. Un progetto sintetizzato dall'acronimo WEBB: Valori, Verde, Eco, Bio e Baratto

Pubblicato il 21-09-2013
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Il suo nome è Com'è, ed è l'acronimo di Comunità Mercato.
Non un negozio o un punto commerciale qualsiasi, ma il primo esperimento di Centro Economico Locale (CEL) del nostro territorio che favorisce l'incontro diretto di produttori e consumatori.
E' l'innovativa filosofia del progetto della “Città Giardino” del neonato gruppo Com'è, inaugurata ieri a San Zeno di Cassola in quella che per 40 anni è stata la sede della storica “Casa del Giardino” della famiglia Perin.

Uno scorcio della Comunità Mercato "Città Giardino" di San Zeno di Cassola subito dopo l'inaugurazione (foto Alessandro Tich)

Un intervento con il quale una cordata composta da otto imprese del comprensorio in qualità di soci fondatori - coordinate dalla Fondazione Etica ed Economia di Bassano del Grappa - ha rilevato l'attività in crisi della nota azienda locale del settore garden rivoluzionando i termini della proposta commerciale alla base della nuova avventura imprenditoriale. Il cui dichiarato e ambizioso obiettivo è proprio quello di reagire alla crisi economica mettendo in campo un nuovo modello di interazione tra produttore e consumatore finale: eliminando la catena distributiva, ampliando l'offerta e vendendo a prezzi maggiormente competitivi.
Visti i tempi che corrono, è senza dubbio una sfida non da poco.
Ma Martina Contarin, giovanissimo amministratore delegato del Gruppo Com'è Srl, esprime pubblicamente la sua fiducia: “Abbiamo la presunzione di cambiare le cose - dichiara nel suo intervento alla cerimonia inaugurale -. La “Città Giardino” sarà la casa delle imprese del territorio che incontreranno direttamente i consumatori.”
L'elemento cardine del progetto è infatti il coinvolgimento in veste di partner dei produttori e fornitori, obbligatoriamente locali - dei vari settori merceologici dei comparti floricoltura e giardinaggio, animali, arredo casa, alimentare eccetera -, compresi nel raggio di 33 chilometri dal CEL di San Zeno e disposti ad occupare uno spazio della Comunità Mercato fornendo i loro prodotti in conto vendita.
Il ricavato della vendita al consumatore finale sarà suddiviso per 2/3 al produttore, e per 1/3 al distributore del prodotto ovvero all'organizzazione della “Città Giardino”.
Le aziende dei produttori e fornitori che hanno accettato di aderire con questa formula al nuovo Centro Economico Locale - artisti, artigiani, agricoltori, allevatori e imprese di commercio e servizi - sono già una trentina.
Un'altra trentina sono le imprese e i professionisti che partecipano all'iniziativa come collaboratori: tutti destinati a entrare a far parte della squadra come futuri soci. Un progetto di aggregazione economica che nell'intento dei suoi promotori è sintetizzato dall'acronimo WEBB: Valori, Verde, Eco, Bio e Baratto.
Quest'ultimo aspetto, in particolare, sottolinea la caratteristica dello “scambio” che contraddistingue la nuova rete di impresa: alcuni imprenditori, ad esempio, sono entrati nella compagine societaria del gruppo contribuendo al capitale sociale non in forma di denaro versato ma scambiando le ore di lavoro - e quindi la propria professionalità - nei lunghi mesi di preparazione dell'iniziativa.
Un'avventura non facile, ma proprio per questo affrontata con spirito positivo: alla faccia della crisi, delle incertezze delle imprese e delle paure dei consumatori, tuttora schiacciati tra l'incudine del crollo del potere d'acquisto e il martello dell'annunciato aumento dell'Iva.
A dare la carica in tal senso - nel corso dell'inaugurazione - è Valeria Bergamo, vedova del fondatore della vecchia e gloriosa “Casa del Giardino” Costantino Perin, che prima di consegnare simbolicamente le chiavi del capannone all'Ad della nuova società Martina Contarin ripercorre in breve la storia dei sacrifici e delle difficoltà affrontate e superate in tanti anni di attività e ripete più volte, applaudita da tutti i presenti e con la voce spezzata dalla commozione, il suo motto: “Non dobbiamo arrenderci mai”. Motto ripreso e fatto suo dal presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Com'è Gino Eger, che sottolinea i valori di solidarietà e di interscambio della Comunità Mercato nella valorizzazione dei prodotti e dei servizi, battendo una nuova strada in un contesto economico e sociale “dove niente sarà più come prima”.
Si taglia finalmente il nastro: il primo centro Centro Economico Locale del Bassanese apre ufficialmente le porte. Nessuna vendita e quindi nessun incasso - per decisione degli amministratori - in occasione dell'affollato giorno inaugurale, ma “un momento di condivisione”. Che vuole essere, dichiaratamente, solo l'inizio di un lungo percorso: quello di un Social Community Project che intende proporsi come “un modello di economia reale replicabile”.

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