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Ad Alive i Joy Division raccontati e cantati da tre ospiti speciali

Il guru dell'indipendente italiana Giorgio Canali con il chitarrista dei Frigidaire Tango, Steve Dal Col, e la “detective” di Salvatores, Angela Baraldi

Pubblicato il 07 dic 2010
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La new-wave, i Joy Division, gli anni ottanta italiani più scuri e disincantati e poi gli anni novanta, la gloriosa stagione dell'indipendente, i CCCP, i CSI, la scoperta dei talenti più significativi degli ultimi ventanni di musica italiana con la “m” maiuscola. Di tutto questo, e di chissà cos'altro, si parlerà ad Alive, nella puntata imperdibile che registreremo come di consueto al Caffè dei Libri questo venerdì 10 dicembre alle ore 19.

Il protagonista indiscusso è certamente Giorgio Canali, che intercettiamo nell'occasione di un live unico allo Shindy Club, in compagnia di Steve Dal Col dai Frigidaire Tango e della cantante e attrice Angela Baraldi per un tributo ai Joy Division.

Angela Baraldi.

Giorgio Canali, nato a Predappio nel 1958, nei primi anni ottanta milita in diversi gruppi punk della scena romagnola (fra cui i Potemkin). Lavora anche come tecnico del suono con PFM e Litfiba, poi viene in contatto con i CCCP di Giovanni Lindo Ferretti ed entra nella formazione.
Dopo lo scioglimento dei CCCP si trasferisce in Francia, dove lavora come produttore e chitarrista. Nel 1992 fonda con i reduci dell'esperienza CCCP il Consorzio Suonatori Indipendenti (C.S.I.), alla storia come unico gruppo indie a raggiungere la vetta della classifica degli album più venduti con Tabula Rasa Elettrificata e parallelamente lavora all’esordio da solista, che esce nel 1998:Che fine ha fatto Lazlotòz.
Nel 1999 realizza la colonna sonora per il film “Guardami” di Davide Ferrario e produce l’album di debutto dei Verdena, l'ultimo urlo di successo della indie italiana anni novanta.
Dopo la fine dei C.S.I., pur militando nei P.G.R. con Gianni Maroccolo e Giovanni Lindo Ferretti, costituisce un ensemble di musicisti stabile, i Rossofuoco, con il quale realizza tra iI 2002 e il 2009 quattro album (l'ultimo dal titolo Nostra signora della dinamite), e compie frequenti esibizioni dal vivo.
Certamente uno dei portabandiera dell'etichetta indipendente più importante italiana di oggi, La Tempesta, a fianco di Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori e di Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, è protagonista di numerose collaborazioni, come musicista e produttore, con diversi gruppi della scena italiana (segue anche la produzione de L'illusione del volo dei Frigidaire Tango) e nel 2008 si conferma ancora una volta Re Mida di giovani talenti producendo lo splendido esordio discografico di Le Luci della Centrale Elettrica.
Per Steve Dal Col non servono presentazioni: bassanese, fondatore di una band che ha fatto la storia della new-wave, i Frigidaire Tango, racconterà dalla viva voce i fermenti, le idee e i bisogni di una generazione artistica che è passata alla storia. Chitarrista e produttore, Steve è uno dei pochi Frigidaire a non aver mai mollato la musica: negli ultimi anni fa la spola tra L'Avana e Bassano del Grappa, e sta dietro a una serie di progetti artistici molto interessanti, cubani e italiani. La collaborazione e l'amicizia storica con Giorgio viene sancita dal suo ingresso in pianta stabile nei Rossofuoco.
Angela Baraldi, invece, che per l'occasione vestirà i panni e la voce del compianto Ian Curtis, la ricordiamo certamente come la detective scura e incattivita di Quo Vadis, Baby di Gabriele Salvatores. In realtà, è una delle cantanti più attive del panorama bolognese. Nasce dal circuito underground della città, per poi collaborare con alcuni big della musica italiana: Dalla, Morandi, gli Stadio, De Gregori, Antonacci e Carboni tra gli altri. A fine anni novanta, con ben tre album all'attivo e una discussa partecipazione a Sanremo, comincia a dedicarsi parallelamente alla recitazione, fino alla parte nel film del regista di Mediterraneo e nella serie tv ripresa dal film stesso per Sky.

Sarà un momento certamente irripetibile per il nostro podcast Alive: un salto all'indietro di trent'anni per riscoprire i sogni e le sensazioni della nuova onda che in pochi anni ha letteralmente investito la musica mondiale.

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