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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Libri

Nebbia su Enego

Di recente dichiarazioni illustri e pubblicazioni editoriali gettano un'ombra sulla cartolina del paese dell'Altopiano

Pubblicato il 12 ago 2010
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"Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei resta ad aspettarti" C. Pavese da La luna e i falò. E’ questa la bella massima che troneggia nel sito del Comune di Enego, il Comune più orientale dell’Altopiano, un paese che affonda lunghe radici nell’antichità e che tutti conosciamo per le sue bellezze naturali e paesaggistiche: tra le altre la piana di Marcesina, la contrada di Godeluna, Valmaron, i sentieri tra i boschi... Si insinua un dubbio in questi giorni, un’ombra sulla cartolina: Diego Dalla Palma ha dichiarato di avere preso la decisione di volersene andare da Enego, e non per un legittimo desiderio di internazionalità maturato negli anni sull’albero delle mille luci della sua brillante carriera ma anche per allontanarsi dalla meschinità, dalla cattiveria delle malelingue e dalla maldicenza che intossicano l’esistenza e che popolano Enego. Contemporaneamente sorge all’orizzonte un'altra neoautrice, Antonietta Zugno, che pubblica un “diario sofferto” dal titolo “Ho acquistato una casa, ho perso la felicità”: il paese dove l’ha acquistata è lo stesso, l’infelicità a suo dire è stata causata dall’ostilità diffusa di tanti abitanti del luogo. Solo terreno da mobbing d’alta quota, o la spiacevole coincidenza di un’esperienza comune? Certo, il binomio gente di montagna-gente chiusa e riservata esiste, ma è esperienza di tutti che superato l’impatto del nuovo approdato all’isola, il paragone col porto è improprio ma calzante, e accordata la fiducia, i legami creati con chi vive tra i monti sono veri, profondi, seguono il respiro ampio comune a chi vive da vicino e con quotidianità la natura. Le tinte fosche nel quadro ci saranno certamente, come talvolta oscurano i labirinti di scale dei nostri condomini o imbrattano i portici delle piazze cittadine, e ciò rammarica, il dedalo dei rapporti umani peraltro è sempre intricato e irto di rovi se non è inclusivo, ma il far salire la nebbia su un intero paese...

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