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Laura Vicenzi

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I segreti di Shakespeare

Si occupa dell’enigma il prof. Antonio Zappador. Appuntamento venerdì 5 febbraio alle ore 17 all’Ateneo di Treviso

Pubblicato il 05 feb 2010
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Chi era davvero William Shakespeare, quali segreti nasconde la sua vita? Il “privato” di William Shakespeare, il grande drammaturgo che pare sia passato anche per Bassano, ha degli aspetti ancora enigmatici. Di certo si sa che è morto il 23 aprile 1616. Se occupa nel corso della quinta assemblea dell’anno accademico dell’Ateneo di Treviso venerdì 5 febbraio alle ore 17 il professor Antonio Zappador nel suo intervento dal titolo “L’identità di William Shakespeare? L’enigma continua…”. Zappador parlerà della teoria secondo la quale alcuni studiosi continuano a mettere in dubbio con forza l'attribuzione stratfordiana sull’identità di Shakespeare sostenendo che mancano prove concrete che dimostrino che l'attore e uomo d'affari noto come Shaksper di Stratford abbia anche creato il complesso di opere letterarie che oggi porta il suo nome. Uno dei dubbi sollevati è l'elevato livello culturale dell'autore che le opere shakespeariane mettono in evidenza, e significativamente un ricchissimo vocabolario di circa 29.000 parole diverse. Diversi critici trovano difficile credere che un borghese del XVI secolo, privo di una particolare istruzione, potesse avere una conoscenza così profonda della lingua inglese, della politica, del diritto e delle lingue straniere, in particolare del francese. E sono molte le identificazioni proposte in alternativa: Francis Bacon, politico e filosofo empirista; Christopher Marlowe, drammaturgo; il Conte di Oxford; Edward de Vere, il Conte di Derby (di nome William); Mary Sidney, contessa di Pembroke, una delle donne più colte del tempo; Elisabetta I che avrebbe scritto assieme ad altri per non esporsi; Walter Raleigh, esploratore e scrittore vicino alla regina, poi Lord Fulk Greville, scrittore contemporaneo di Shakespeare. E infine l’identificazione più stupefacente: Michelangelo e John Fiorio, padre e figlio, nobili di origine siciliana ed eruditi che vissero in Inghilterra: da queste teorie ne viene sconvolta addirittura la sepoltura che sarebbe ubicata nella chiesa di St. Mary a Warwik, tra Londra e Birmingham. All’incontro seguirà un intervento del prof. Alfio Centin intitolato “Un giudizio di Giovanni Gentile su Maria Montessori”.

palazzo dell’Umanesimo Latino

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