Ultimora
Geopolitica
25 lug 2026
Il Canada si aggiunge al Regno Unito, Giappone e Italia per il programma di sviluppo di un caccia di sesta generazione
25 Jul 2026 10:51
Rubavano oggetti da auto e furgoni, Carabinieri arrestano 5 persone
25 Jul 2026 10:33
Si finge maresciallo e tenta di truffare un anziano, arrestato 21enne
25 Jul 2026 10:06
Cgia, con guerra del Golfo stangata da 29 miliardi per famiglie italiane
24 Jul 2026 20:02
Barbera, 'Buttafuoco è molto rispettoso della mia autonomia'
24 Jul 2026 15:26
Rfi, completati i lavori in 7 stazioni sulla linea Legnago-Rovigo
24 Jul 2026 20:43
Il ritorno di Johnny Depp nei panni di Scrooge
24 Jul 2026 18:28
La pecora Shaun diventa nera, horror e ironia per il film di Halloween
25 Jul 2026 10:53
Giornalista carbonizzato a Eboli, Salvini all'attacco: 'E' un tunisino clandestino l'assassino di Es
25 Jul 2026 10:48
Cgia, con la guerra del Golfo una stangata da 29 miliardi per le famiglie italiane
25 Jul 2026 10:44
Istat, i caregiver sono oltre 12 milioni, le donne più impegnate
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Modalità lettura 1 - n.19
Una recensione di Bugiarda no, reticente, di Franca Valeri
Pubblicato il 17 ago 2020
Visto 1.747 volte
Scorrere i titoli di tante opere artistiche espresse in una vita, seppur lunga come è stata quella di Franca Valeri — si può fare in velocità anche su Wikipedia — dà la cifra non solo della varietà del suo talento, ma anche della propensione al lavoro di una donna che si ricorda come “la Signorina snob”.
Tra queste c’è un libriccino, intitolato Bugiarda no, reticente (Einaudi, 2010, 103 pagine, 10 euro) in cui la Valeri parla di sé malvolentieri, col birignao, ma lo fa in vero con un’onestà da occhi negli occhi e con una certa dose di spietatezza di quella che solo le persone davvero ironiche sanno ben maneggiare. La Valeri — nientemeno che da Valéry (Paul) — avverte il lettore già dall’inizio, dichiarandosi poco sicura che sia interessante scrivere della sua vita anche per chi la scrive, dato che l’ha vissuta e la conosce già. La “fecondazione assistita” che ha riempito le vetrine dei librai non ha bisogno di un altro fiocco, rosa tra l’altro, e da lì parte un aneddoto che parla della madre Cecilia, una donna le cui affermazioni erano considerate storiche in famiglia che voleva un maschio, Cesare, e che si è accontentata a metà prezzo di lei, Alma Franca Maria, preferendo apertamente il fratello alla bambina — ma niente psicoanalisi, per carità. Lei, Franca, avrebbe voluto assomigliare al padre “raffinato, esterofilo, antifascista e goloso” dal quale ha ereditato la passione per fondant e marron glacé.
Tra i primi ricordi, da una bambina che poteva indossare vestiti che arrivavano da Parigi e recarsi alla Scala e contare sulla servitù e passare d’estate tre mesi in hotel a Riccione e poi da ragazzina al Lido di Venezia all’Hotel Des Bains e poi qualche settimana d’inverno sulle Dolomiti un po’ di sano snobismo ce lo si aspetta, ma di sottofondo alla lettura di tanti aneddoti snocciolati come sempre con quella pepata dose di ironia suona sempre una nota triste, non nostalgica, solo triste. D’altra parte, l’amore per la musica attraversa tutte le pagine di questo breve racconto di sé forse sì un po’ bugiardo, reticente di sicuro. C’è il ricordo di un “Requiem” di Verdi a Firenze che è come una folgorazione e che si alza sopra il frastuono delle prime bombe della guerra, perché c’è anche la cacofonia dei brutti decenni del Novecento, a suonare in tragedia. Franca detestava le imitazioni ma iniziò proprio con quelle, perfezionando un personaggio che ricalcava i passi felpati delle signore bene e che fu incarnato dalla Signorina snob, e nell’amore per l’assurdo che ha accompagnato anche la Signora e la Vecchia Signora snob. Arriva poi Cesira, la manicure milanese, con il suo ostinato e dolente ottimismo; poco dopo è nata la signora Cecioni, romana, sarta mal maritata. Tre pilastri che hanno retto per anni il suo teatro, afferma la Valeri, che aggiunge: “il lavoro è quel meraviglioso individuo (dai più odiato) che ci accompagna, e che pretende la fedeltà forse più difficile”. C’è una parentesi parigina, seguita da una dedicata ai Caffè.
Franca Valeri
Le digressioni sono tante, quasi totalizzanti, l’autobiografia procede non sempre in ordine cronologico e con un andamento natatorio che a rapide bracciate, quando meno ce lo si aspetta, scende in profondità inattese. Aprile il più crudele dei mesi le porta via i genitori. Il matrimonio allegro con Vittorio (Caprioli) è seguito dagli anni d'amore vissuti con un musicista traditore che la chiamava “asino”, ma sono i sodalizi, quello con Peppino, e le amicizie che hanno come base il lavoro o i rapporti con la figlia adottiva e gli animali da compagnia, a essere raccontati con più dolcezza. «La nostra generazione è nata in puro lino, e sia pure con un golfino addosso di pura lana anche rattoppato, ha attraversato percorsi autenticamente impervi. Era preparata… Quando non si faceva uso del termine “evento” succedevano veramente tante cose». Non si trovano i discorsi che ci si potrebbe attendere da una donna sulla soglia dei novant’anni (tanti ne aveva quando è uscito il libro) sull’era meglio quando eravamo giovani noi, ma si avverte una sorta di inquietudine sulla mancanza di avvenire (non di futuro) che si respira ai nostri giorni.
Il segreto di tanta longevità, accanto alla genetica? L’assenza di frequentazione con la noia, scrive la Valeri, la scelta di non dissipare le parole, assieme a un amore per il bello, in ogni sua forma, che si rivela da tanti riferimenti all’arte, ai libri, alla musica, alla moda. Questa autobiografia che nelle sue ultime pagine afferma il desiderio di un graffito, è imbastita di allusione e in fine di una reticenza calcolata con esattezza.
Leggere la vita di Franca Valeri, fa ribadire con lei: «La comicità è un lavoro di cervello».
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.518 volte
Politica
20 lug 2026
Mail dei Quartieri: Pietrosante presenta un'interrogazione in vista del Consiglio
Visto 18.500 volte
Politica
20 lug 2026
Caso Parolini e aree agricole, l'opposizione di Bassano porta in Consiglio due atti sulla gestione del territorio
Visto 17.890 volte
Geopolitica
21 lug 2026
Il Vietnam nella strategia giapponese per l'Indo-Pacifico
Visto 14.867 volte
Politica
21 lug 2026
Provincia di Vicenza, FdI frena sulla “Casa dei Comuni”: al centro l’asse Possamai-Finco
Visto 14.073 volte
Politica
21 lug 2026
La sfida del suolo verde per la corsa a Capitale della Cultura 2029
Visto 13.400 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 12.019 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 11.869 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 30.250 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 22.485 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.131 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 21.796 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.775 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.518 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 21.207 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.201 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.072 volte