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United Colors of Bruno Pedrosa
“Presagi Pressàgios Omens”: al Museo Civico di Bassano una sorprendente mostra antologica del grande artista brasiliano, e bassanese di adozione
Pubblicato il 22 feb 2013
Visto 3.969 volte
Sono proprio contento che per la riapertura del Museo Civico di Bassano sia stata allestita una mostra del mio amico Bruno Pedrosa.
Bruno se lo merita davvero: ha esposto in oltre quarant'anni in più di 150 mostre nei vari angoli del pianeta, e ora finalmente le sue opere trovano una giusta e meritata collocazione nel Museo della sua città di adozione.
Già: perché se molti veneti e bassanesi - costretti al destino dell'emigrazione - hanno trovato in Brasile la nuova terra di elezione, Pedrosa, brasiliano di Cedro nello stato di Cearà, ha trovato la sua seconda casa a Bassano del Grappa.
Bruno Pedrosa. Sullo sfondo il dipinto "Fenice, rinasco dalle ceneri" - Olio su tela, 2009 (foto Alessandro Tich)
Dal Nordest del Brasile al Nordest italiano: un percorso controcorrente, da autentico cittadino del mondo, costellato di esperienze culturali e di incontri con i più influenti linguaggi dell'arte contemporanea che trovano la sintesi nel suo stile inconfondibile.
Bruno Pedrosa è un personaggio interessante: con quel suo volto da antico patriarca, reso austero dalla biblica barba, da cui in realtà traspare una brillante ed affabile disposizione d'animo. Conversare con lui, su qualsiasi argomento, è un'occasione piacevole. Inevitabile per chi, come lui, guarda le cose del mondo con inesauribile curiosità ed apertura mentale. Una propensione alla fiducia e alla positività, anche in questi tempi di pessimismo dilagante, che si riflette nella trentina di opere - fra dipinti su tela, pastelli e tempere su carta, sculture - della mostra personale antologica “Bruno Pedrosa - Presagi Pressàgios Omens” che il Museo di Bassano gli dedica, fino al 7 aprile, per celebrare degnamente la ritrovata apertura delle sue sale espositive.
Basta leggere qualche titolo dei lavori esposti, frutto della ricerca espressiva dell'ultimo decennio: “Domani è un altro giorno”; “Fenice, rinasco dalle ceneri”; “Trovo i miei versi intingendo nel calamaio del cielo” oppure “Radici ritrovate”. Messaggi forti di una speranza invincibile, ovvero presagi di un futuro che fa intravvedere ancora la luce, che Pedrosa combina magistralmente tra segno, colore, tecnica e materia.
L'autore ci conferma che l'Arte, per chi ne fruisce come spettatore, è innanzitutto emozione e suggestione: i suoi colori, intensi e sgargianti, talvolta mescolati in perfetto equilibrio e talvolta accostati in aperto contrasto, sono un'assoluta sferzata di vitalità visiva. Che, dagli occhi, arriva dritta al cuore. Suggestioni che vengono evocate anche dal gesto dinamico dell'atto creativo: nel dipinto “Just listen to the rhythm of a gentle bossa nova”, i tratti del pennello sembrano ritmati dalla musica di Jobim.
Radici e tradizione, cultura e memoria, ricerca e mestiere: la tavolozza di Pedrosa affonda in tutti questi elementi, che si fondono e sovrappongono per esplodere in composizioni pittoriche e materiche di straordinaria modernità.
Curata da Maurizio Vanni, la personale conclude un itinerario che ha già portato la mostra, prima di approdare a Bassano, nelle due città-simbolo della formazione di Pedrosa: Fortaleza, capitale dello stato del Cearà e Rio de Janeiro, dove l'autore ha studiato e ha compiuto i primi passi verso la celebrità artistica. E dopo una terza tappa a Lucca, presso il Lu.C.C.a. Centro di arte contemporanea, l'esposizione giunge al traguardo - perché di ambìto traguardo si tratta - del Museo di Bassano del Grappa. Città dove l'artista, assieme alla sua bella famiglia, ha scelto di vivere. E di cui si dichiara profondamente innamorato.
United Colors of Bruno Pedrosa: vale davvero la pena di fare un salto a Bassano per scoprire l'energia creativa di questo sorprendente autore contemporaneo e per provare, di fronte alle sue opere, un'esperienza visiva ed estetica che fa bene allo spirito.
Obrigado, Bruno.
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