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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Una dolce passione
Presentato da Guido Martinetti a Palazzo Roberti il libro che racconta la storia di Grom
Pubblicato il 12 lug 2012
Visto 3.367 volte
Guido Martinetti, fondatore assieme a Federico Grom delle Gelaterie Grom, ha presentato ieri alla libreria Palazzo Roberti il libro dove sono narrati, a due voci, un viaggio imprenditoriale e l’avventura che ha portato due giovani amici a realizzare un progetto lavorativo di successo.
Nella pubblicazione, intitolata Grom. Storia di un'amicizia, qualche gelato e molti fiori, edita da Bompiani, è raccontata a tappe la storia di un’alleanza che ha avuto inizio una decina di anni fa, e che in pochissimo tempo ha portato dall’apertura di un piccola gelateria a Torino a imporre l’impresa creata da due giovani come marchio di eccellenza sulla scena del food internazionale. L’intuizione felice da cui ha avuto origine il progetto è nata dalla lettura di una dichiarazione di Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food, che riportata in un articolo denunciava un aspetto negativo nella produzione di quella che si poteva considerare un’eccellenza alimentare italiana: “qui non si fa più il gelato come una volta“. Martinetti, un giovane enologo, tolti di mezzo il passito dal retrogusto nostalgico, dalla constatazione dell’intenditore ha fatto fiorire l’idea da cui ha avuto inizio l’impresa: “Facciamolo noi”, “Che cosa?”, “Il gelato come una volta”. Il noi è riferito a Federico Grom, un giovane manager amico di Martinetti, perché il libro, come si dichiara nel titolo, racconta anche la storia di un’amicizia, di una condivisione di intenti e di passione ma soprattutto di lavoro. Informandosi, studiando, selezionando le migliori materie prime, operando scelte in controtendenza, cioè rinunciando a utilizzare additivi e coltivando direttamente la frutta biologica (l’azienda agricola che hanno fondato si chiama Mura Mura - piano piano), i due soci sono riusciti a creare un gelato che ha come primo ingrediente l’attenzione alla qualità.
La cura al dettaglio emerge anche nell’aspetto del libro – come ha sottolineato nel corso della presentazione Lorenzo Parolin –, la stampa a colori è un tentativo di restituire non solo con le parole, e come può farlo un’opera di carta, l’amore degli autori per un mondo fatto di gusti, di profumi, di sapori buoni. La confezione del libro rappresenta l’involucro d’affetto destinato al racconto di un sogno sfociato in un progetto che è stato in parte realizzato, “ma in cui si può sempre agire considerando amica l’idea dell’imperfezione”, ha aggiunto Martinetti al termine dell’incontro.
da sx Lorenzo Parolin e l'autore Guido Martinetti a Palazzo Roberti
Nella presentazione è piaciuto il proposito dell’autore di non fare un marketing facile di alcuni aspetti della filosofia che muove il progetto, ha anche evitato con determinazione di ammantare il racconto con l’aura dell’impegno civile e di indossare l’aureola sospetta del guru; Martinetti ha invece parlato senza reticenze delle difficoltà incontrate, dei momenti di scoraggiamento che sono stati superati, ma archiviati per memoria e insegnamento nel libro; ha denunciato la tassazione iniqua in vigore nel nostro Paese e alcune prassi illegittime che sfuggono al controllo statale e che costituiscono un ostacolo reale all’intraprendenza dei giovani e ai loro investimenti. Di certo si è letto nelle sue parole il racconto felice, non scontato, dell’incontro con una dolce passione.
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