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Enogastronomia

Olio Dante

Romano d'Ezzelino diventa “Città dell'Olio”, aderendo all'omonima associazione nazionale. Il sindaco Bontorin: “Nuove opportunità per questa nostra eccellenza gastronomica e produttiva che viene finalmente riconosciuta”

Pubblicato il 09 lug 2021
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C'è anche Romano d'Ezzelino tra le “Città dell'Olio” dello Stivale. Ce ne sono attualmente 25 nel Veneto e 375 in tutta Italia. Paese che vai, olio che trovi. Olio extravergine di oliva, si intende. L'adesione del Comune ezzelino all'Associazione Nazionale Città dell'Olio è stata deliberata lo scorso 16 giugno e lo scorso 1 luglio è stata ufficialmente formalizzata dall'associazione che si pone - tra le altre cose - il compito di divulgare la cultura dell'olivo e dell'olio di oliva di qualità, nonché di tutelare e promuovere l'ambiente ed il paesaggio olivicolo sul territorio nazionale.
L'annuncio del conferimento del titolo di “Città dell'Olio” viene dato alla stampa sul Colle di Dante a Romano, descritto dal sommo poeta per voce di Cunizza da Romano nel Canto IX del Paradiso. Luogo evocativo e suggestivo a prescindere. Olio Dante.
“È un nuovo punto di partenza - afferma nell'occasione il sindaco Simone Bontorin - per contribuire a costruire un percorso condiviso nella valorizzazione di una delle eccellenze gastronomiche e produttive di Romano che finalmente viene riconosciuta.” “Sappiamo quanto valga la riconoscibilità di un marchio e quanto sia buono l'olio di Romano - continua il sindaco -. Questa è una possibilità che ci permette di aprire nuove opportunità. Il ritorno alle attività agricole di molte persone, anche giovani, deve essere incentivato e per poterlo fare il prodotto deve essere riconosciuto e valorizzato.”

Gli intervenuti alla conferenza stampa sul Colle di Dante a Romano (foto Alessandro Tich)

A Romano d’Ezzelino sono coltivati circa un migliaio di olivi concentrati sulla zona collinare del territorio comunale, che presenta un microclima più temperato rispetto alle frazioni di pianura. L'olivicoltura viene praticata a livello professionale da una decina di aziende, alle quali si aggungono numerosi piccoli produttori che svolgono l'attività part-time.
“Sono piccoli produttori che hanno una passione sfrenata per questo lavoro - sottolinea il presidente della sezione Coldiretti di Romano d'Ezzelino Alessandro Finco -. Come Coldiretti è da tempo che si porta avanti il discorso della rintracciabilità, del chilometro zero, dell'etichettatura e della manutenzione del territorio.”
Che l'olivicoltura sia una voce importante della produzione agricola della nostra terra lo confermano i dati della Cooperativa Monte Asolone di Pove del Grappa, che gestisce uno dei principali frantoi del territorio e che è rappresentata in conferenza stampa dalla responsabile del frantoio Michela Alberton: 625 soci, tra cui due aziende della Dop “Veneto del Grappa” e una decina di aziende biologiche. L'anno scorso sono stati trattati oltre 12.500 quintali di olive mentre la produzione media annua veleggia tra i 40 e i 50 quintali di olio.
Parole di soddisfazione per il risultato conseguito da Romano d'Ezzelino vengono espresse da Orio Mocellin, l'ex sindaco di Pove del Grappa che oggi, tra i suoi incarichi, ricopre anche quello di consigliere e membro di giunta dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio. “L'obiettivo dell'associazione - spiega - è valorizzare la qualità e i territori e far crescere la cultura dell'olio nelle scuole.” Ma anche “difendere la pianta dalla mosca dell'olivo”, grazie anche a un sistema di cattura del dannoso insetto sperimentato assieme all'Istituto Agrario “Parolini” di Pove. Nell'occasione Mocellin omaggia ai presenti la riedizione aggiornata, fresca di stampa, del libretto “L'olivo e l'olio della Pedemontana del Grappa”: un'utile guida sulle principali questioni relative all'olivicoltura e al suo prodotto, rivolta in primis ai produttori, ma anche agli appassionati e ai curiosi.
Romano d'Ezzelino entra dunque a far parte delle “Città dell'Olio” di casa nostra, che in Veneto sono prevalentemente comprese in una fascia territoriale che parte dal Garda veronese, attraversa la pedemontana vicentina (Marostica, Pove del Grappa, Solagna, Bassano del Grappa) e raggiunge i Comuni della pedemontana trevigiana del Grappa e dei Colli Asolani per arrivare fino a Vittorio Veneto. “Con Romano d'Ezzelino - dichiara ancora Mocellin - si è completato l'anello della pedemontana.”
E così, dal dantesco colle che “non surge molt'alto” e che si trova “in quella parte de la terra prava italica che siede tra Rialto e le fontane di Brenta e di Piava”, parte il rilancio della valorizzazione del tipico prodotto locale. Tutto chiaro? Di più: liscio come l'olio.

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