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Lillo a Sanremo
Redazione
Bassanonet.it
Bassano in prestito
Dopo la rinata sinergia con Marostica, Bassano si riavvicina a Possagno. Concesso in prestito gratuito alla Gipsoteca il bozzetto originale di Canova delle “Tre Grazie” per la mostra sul restauro del gruppo scultoreo. E Possagno ringrazia
Pubblicato il 09-12-2013
Visto 4.037 volte
“Oltre alla mostra interessante e attrattiva piace molto il dialogo e la sinergia fra Bassano e Marostica, le due perle della pedemontana. Auspico anche il crollo dei confini provinciali e maggior dialogo fra Bassano e Possagno legate dal Canova.”
Scriveva così qualche giorno fa il nostro utente occhirossi11, postando un commento al nostro articolo “Dino e i suoi fratelli” dedicato alla mostra sui dinosauri di Palazzo Bonaguro.
Il post si riferisce, in particolare, alla collaborazione attivata tra i Comuni di Bassano del Grappa e Marostica in occasione dell'evento espositivo: i turisti che arrivano nella Città degli Scacchi col biglietto della mostra bassanese potranno visitare il Castello Inferiore con ingresso ridotto a 3 euro e con accesso gratis per i bambini sotto i 6 anni. Nella sede al Castello della Pro Marostica è stato inoltre allestito un corner promozionale della mostra di Bassano.
Il gesso "inglese" delle Tre Grazie di Antonio Canova, danneggiato dalla guerra nel 1917, in mostra a Possagno dopo il suo restauro tecnologicamente avanzato (foto Alessandro Tich)
Una nuova puntata della rinata sinergia tra le due municipalità, concretizzatasi di recente col “Percorso naturalistico dal Brenta alle colline tra Bassano e Marostica” promosso congiuntamente sempre dai due Comuni nell'ambito del Progetto AQuAS1 e oggetto della mostra esplicativa attualmente allestita all'Urban Center di Bassano: primo esempio di un più ampio progetto di marketing territoriale che dalle due città in riva al Brenta e sotto il Pausolino intende allargarsi all'intero comprensorio.
Abbiamo citato il commento postato dal nostro utente perché si tratta di un intervento che è davvero “sul pezzo”. Perché neanche a farlo apposta, mentre venerdì mattina a Palazzo Bonaguro era il corso la presentazione alla stampa della mostra “Dinosauri in Carne e Ossa” al Museo Gipsoteca di Possagno si svolgeva in contemporanea il vernissage della mostra-evento “Le Grazie di Antonio Canova”, dedicata all'avveniristico restauro del calco in gesso del celeberrimo gruppo scultoreo canoviano. Con la partecipazione, non casuale, del sindaco di Bassano del Grappa Stefano Cimatti.
In occasione della mostra di Possagno, infatti, la nostra città ha concesso in prestito gratuito alla Gipsoteca il bozzetto originale in terracotta delle Tre Grazie, modellato da Antonio Canova nel 1812 e dal 2003 di proprietà del Comune, ovvero del Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa. Il bozzetto - fondamentale per la ricostruzione del percorso storico-creativo del capolavoro canoviano - è esposto in una sala dedicata della rassegna possagnese, assieme al secondo bozzetto dell'opera conservato al Museo di Belle Arti di Lione.
“Ringraziamo la città di Bassano e il sindaco di Bassano, presente alla vernice di questa mattina, per il prestito gratuito del bozzetto” - ha dichiarato in serata, nel suo intervento all'inaugurazione ufficiale della mostra alla Gipsoteca (alla presenza, tra gli altri, di numerosi invitati bassanesi), il vicepresidente della Fondazione Canova di Possagno Renato Manera. Un'affermazione che - nell'ottica dei non sempre idilliaci rapporti tra Bassano e le altre vicine “perle” della Pedemontana o dell'ex cosiddetto Esagono, soprattutto di altre province - non suona certo come una frase di circostanza.
Per la città di Bassano si tratta comunque di un bel biglietto da visita: il Museo Gipsoteca di Possagno - diretto dal marosticense Mario Guderzo, già direttore del Museo Civico di Bassano - richiama infatti ogni anno una media di 30mila visitatori. E anche questa volta, alla mostra speciale sulle Tre Grazie, non mancherà il grande pubblico: l'elemento clou della rassegna è infatti il calco in gesso che Antonio Canova realizzò su una delle due versioni in marmo - e cioè quella “inglese” - del suo gruppo scultoreo, commissionata dal Duca di Bedford e attualmente esposta alla National Gallery of Scotland di Edimburgo.
Fortemente danneggiato - soprattutto nei volti e nei busti delle tre figure femminili - dal bombardamento di Possagno durante la Grande Guerra nel 1917, il gesso è ritornato oggi al suo splendore originale grazie al restauro “tecnologico” in 3D, col procedimento del reverse engineering, dell'azienda specializzata Unocad di Altavilla Vicentina che ha ricomposto le parti mancanti, perfettamente combacianti con i punti di rottura delle statue semidistrutte, dopo avere scansionato il marmo originale al Museo di Edimburgo.
Lo stesso procedimento che ha permesso di restituire alla loro completezza originale altri due preziosi gessi di Possagno colpiti dalla guerra, già protagonisti di altrettante mostre molto gradite dai turisti: la Danzatrice con i Cembali e il Principe Lubomirski come Amore.
Bassano in prestito, dunque, per un evento artistico e culturale di grande spessore. Prove tecniche di un dialogo che, come i gessi danneggiati di Canova, è utile ricostruire.
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