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Pubblicato il 31-10-2013 17:50
in Enogastronomia | Visto 2.640 volte

L'ABC della cucina vicentina incontra la Tigre

Astuni, Boschetto e Chemello, rappresentanti della cucina vicentina, invitati a un esclusivo incontro a Milano con l'alta gastronomia cinese. “Un'esperienza importante per un mercato che si sta espandendo anche nella nostra provincia”

L'ABC della cucina vicentina incontra la Tigre

Il trio vicentino con Li Yao Yun, pluridecorato chef cinese

L'ABC della cucina vicentina incontra la Tigre. ABC sta per Roberto Astuni, presidente della Magnifica Confraternita dei Ristoratori De.Co.; Sergio Boschetto, referente per la ristorazione di VicenzaE' e Antonio Chemello, chef della Confraternita del Bacalà. La Tigre è la Cina, la potenza dell'Est che punta a far conoscere la sua cucina di eccellenza, oltre ai luoghi comuni dei Ristoranti Cinesi, e che sta guardando con sempre maggiore attenzione alle tipicità dei fornelli di casa nostra.
I tre rappresentanti della cucina vicentina sono stati invitati a un esclusivo incontro a Milano, riservato a un gruppo selezionato di esperti e intitolato CuCINA-Mi, incentrato su una degustazione di alta gastronomia cinese.
L'incontro è stato organizzato dalla Fondazione Italia Cina, dalla Camera di Commercio Italo-Cinese con l’alto patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese in Italia, approfittando della visita nel nostro Paese dei 12 più importanti chef cinesi, impegnati in un tour enogastronomico dello Stivale promosso da un grande produttore di salsa di soia di Hong Kong, Lee Kum Kee.
I 12 chef - capitanati da Li Yao Yun, pluridecorato chef cinese - hanno preparato un menù di alta cucina cinese “adattandolo” però ai prodotti italiani. Ecco allora l’antipasto di pesce e carne con funghi Mu zer, la zuppa "Gigli d'acqua" preparata con un saporitissimo brodo di gallina vecchia e polpettine dolci di carne, pesce e verdure. Poi è stata la volta dai classici gamberi in agro e frutta fresca. 
Sono poi stati serviti due piatti a base di carne, il primo un manzo scottato con peperoni, il secondo un’anatra alla birra. Prima di concludere con il classico riso, servito con salsa di ostriche, gamberetti e capesante è stata la volta dell’involtino “cento fiori” con petali di cicoria, gamberetti e halibut. Presente tra gli chef anche Chen Wei, discendente diretto del cuoco dell'ultimo Imperatore. 
Uno show di tecniche culinarie millenarie al quale sono stati presenti diversi produttori di eccellenze italiane (Parmigiano Reggiano, olio extra vergine, tartufo, ecc.), una ristretta delegazione di addetti ai lavori, personalità della finanza milanese e personalità cinesi, tra cui anche il Console Generale in Italia, sig.ra Liao Juhua.
Ospite della serata anche Luigi Taglienti, chef del Trussardi Alla Scala, invitato a “valutare” il lavoro degli chef, che ha apprezzato non solo i gusti particolari del cibo, ma anche lo show iniziale quando uno degli chef è riuscito a tagliare a julienne una fettina di lonza appoggiata sopra ad un palloncino gonfiato, usando un affilatissimo coltello.
Astuni ha potuto illustrare ai commensali del suo tavolo, non solo i prodotti De.Co. ma tutte le tipicità vicentine che stanno vivendo un momento di felice notorietà grazie all'impegno di tante tante persone. Ha voluto poi sottolineare quanto la provincia di Vicenza sia “attiva” con il mercato cinese: infatti proprio questi giorni una grande produzione sta girando un film a Vicenza, assistita da VicenzaE’.
Chemello ha avuto “vita facile”, nel senso che il bacalà alla vicentina è conosciuto ormai in tutto il mondo quindi ha ricevuto dai commensali elogi per quello che la sua Confraternita sta facendo nella promozione di questo piatto europeo che dallo scorso anno ha avuto il riconoscimento De.Co. da parte dell’Amministrazione di Sandrigo.
Boschetto invece ha spiegato quello che VicenzaE’ sta facendo nella ristorazione nell’ambito del mercato turistico cinese e di come stia promuovendo anche la cultura e le tecniche per l’accoglienza di questo mercato finora a noi sconosciuto organizzando, per i soci, corsi per l’accoglienza dei turisti asiatici.
“E’ stata un’esperienza importante per questo mercato che si sta espandendo anche nella nostra provincia – ha commentato Astuni -. La prima cosa da imparare sono le distanze culturali che abbiamo con questo paese e, se vorremo essere “attraenti” per questo mercato, dovremo esserlo non solo per le nostre opere d’arte, la cultura ed enogastronomia ma dovremo anche conoscere i loro rituali come ad esempio come comportarsi quando ci si presenta e quando si è seduti a tavola. Ad esempio, inizia a mangiare sempre l’ospite e non siedono mai allo stesso tavolo persone di rango diverso.”
“In virtù di ciò che abbiamo visto ed ascoltato - prosegue Chemello -, cercheremo di approfondire non solo le loro esigenze culinarie ma il modo di rapportarsi con i turisti cinesi per far si che trovino nel nostro territorio risposte alle loro necessità affinché non facciano i loro “quartieri” come spesso accade, evitando così le nuove Chinatown.”
“Abbiamo anche in questo caso un potenziale enorme da mettere sul banco – conclude Boschetto -. A fine serata abbiamo portato i saluti di VicenzaE’ e dei nostri rispettivi Comuni, con scambio di biglietti da visita, secondo il loro rituale. Lo scambio di biglietti da visita è un momento importante e ritualizzato. E' obbligatorio porgere e ricevere il biglietto con due mani e posare sul tavolo quello appena ricevuto. Mettere i biglietti ricevuti nelle tasche della giacca, o peggio, dei pantaloni è vissuto come uno sgarbo, è meglio tenerli in mano.”
Insomma: un corso accelerato sulla cucina ma anche sulle abitudini della Tigre, che da una parte propone oggi la sua alta arte culinaria e dall'altra rappresenta un enorme potenziale per il turismo locale, sempre alla ricerca di nuove opportunità.

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