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Al Palazzo delle Competenze presentazione e casting del film “C-14”, della casa di produzione bassanese Eriadorfilm: il primo thriller cinematografico sulla Sacra Sindone, che sarà girato anche a Bassano, ambientato nel 2033

Pubblicato il 29-10-2025
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Nel 2033, egregi lettori, cadrà un anniversario mica da poco: i duemila anni dalla morte di Gesù Cristo.
Nell’occasione, avverrà la prossima ostensione pubblica (l’ultima si è tenuta nel 2015, mentre quella dell’anno giubilare in corso è stata solo digitale) della Sacra Sindone, il lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino, che dopo avere avvolto il corpo di un uomo con segni di maltrattamenti compatibili con la flagellazione e la crocifissione, è a sua volta avvolto da secoli da un impenetrabile alone di mistero.
E proprio nel 2033 sarà ambientato “C-14”: il primo thriller cinematografico sulla Sacra Sindone, attualmente in fase di pre-produzione.

Giuseppe De Concini, Marco Bartolotta, Giulia Belluco, Chiara Valenzano e Antonello Belluco in conferenza stampa

Un film che intende intrecciare fede, scienza, storia e tensione drammatica, in una narrazione dal respiro internazionale.
A produrlo sarà Eriadorfilm, società di Bassano del Grappa guidata dalla 35enne Giulia Belluco, manager con precedenti esperienze in U.S.A., affiancata dalla 28enne producer e “braccio destro” Chiara Valenzano e dal 32enne executive producer Marco Bartolotta.
Eriadorfilm - casa di produzione originariamente di Padova, poi acquisita nel 2023 da Giulia Belluco e trasferita a Bassano - è attiva su scala globale e vanta collaborazioni con realtà come Paramount+, Warner Bros, Magnolia e Hallmark.
La regia di “C-14” sarà affidata ad Antonello Belluco, padre di Giulia, che firma anche la sceneggiatura insieme allo scrittore Giuseppe De Concini.
Ma da cosa nasce l’idea di affrontare per il grande schermo, proprio qui in Veneto, un argomento così affascinante e insieme così insidioso come quello del “Sacro lino”, il velo più enigmatico e controverso della cristianità?

La conferenza stampa di annuncio ufficiale del progetto cinematografico viene convocata nella mattinata di sabato 25 ottobre al Palazzo delle Competenze, in un momento di assoluta congestione del traffico nell’edificio di via Angarano in città.
L’incontro coi cronisti avviene infatti e innanzitutto in contemporanea con il casting per il film medesimo, aperto ad attori professionisti e ad aspiranti attori, che proseguirà anche domenica 26.
Ma non solo: alla stessa ora, in un’altra sala del Palazzo, è fissato l’incontro elettorale del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e del candidato governatore del centrodestra Alberto Stefani con le categorie economiche del territorio. E anche questo, se vogliamo, è un film con il suo copione.
Al Palazzo delle Competenze si forma così un assembramento umano di varia natura, con ingresso condiviso e percorsi separati. Fantastico.
In conferenza stampa, il regista e sceneggiatore Antonello Belluco esordisce raccontando che tutto è nato da un incontro con il sindonologo dell’Università di Padova prof. Giulio Fanti sul ritrovamento di una moneta d’oro dell’epoca dell’imperatore bizantino Giustiniano II, datata 692 d.C., che raffigura il volto di un uomo con 20 punti di somiglianza con il volto dell’uomo della Sindone.
Un’analogia che ha messo ulteriormente in discussione la già contestata datazione della Sindone eseguita nel 1988 da tre Università con il metodo del C-14 (Carbonio-14), secondo la quale l’origine del lenzuolo risale al 1300 d.C.
E studi recenti, compiuti con la tecnologia dei raggi X ad ampio angolo, hanno comprovato che la tela risalirebbe invece al primo secolo dopo Cristo.
Ce n’è quanto basta, dunque, per costruire un bel “thrillerone” cinematografico su questo grande enigma non ancora risolto, la cui sceneggiatura è il frutto di un complesso lavoro durato cinque anni.
“La Sindone è una reliquia sottaciuta anche dalla Chiesa - osserva il co-sceneggiatore Giuseppe De Concini -. Comunque sia, nessuno ne aveva mai parlato attraverso un linguaggio immediato di immagini, luce e capacità attoriale. Saranno messe in evidenza le opposizioni scientifiche, per una visione interrogativa del mistero della Sindone che colpisce sia i credenti che i non credenti.”
Quello del film sarà in ogni caso un racconto reso credibile dai “tanti studi scientifici a supporto”.
“Sarà come un “Codice Da Vinci” - dichiara il regista Belluco - ma senza bugie.”

In cantiere grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura, “C-14” si svilupperà attorno a una trama che vedrà comparire sul grande schermo ben 80 personaggi, tra protagonisti e ruoli secondari.
Del cast faranno parte due attori internazionali, di cui non vengono ancora resi noti i nomi, e per il resto tutti attori italiani: Eriadorfilm punta infatti e dichiaratamente alla distribuzione dell’opera anche nel mercato europeo e statunitense.
La figura centrale della storia sarà un professore universitario “destabilizzato dal sistema” per una sua scoperta sulla Sindone, in continua lotta tra il bene e il male.
Ci saranno anche il Papa (ma il nome che avrà nel film è ancora top secret) e nientemeno che un Anticristo.
“Ma nel film non ci sono “i buoni” e “i cattivi” - precisa Giuseppe De Concini -. Come nella vita reale, i personaggi lo sono sempre in parte e in parte, a seconda del contesto e della situazione.”
A Bassano del Grappa e a Marostica saranno allestite le location di molte scene del film. Altre riprese saranno fatte a Bolzano, dove è previsto un secondo casting della produzione.
I primi ciak di “C-14” sono programmati per febbraio 2026, con cinque settimane di riprese. L’intenzione è quella di presentarlo in anteprima a settembre alla Mostra del Cinema di Venezia per poi farlo uscire nelle sale a novembre 2026.
Non si tratta dell’opera di esodio per la società di produzione bassanese.
Tra le altre cose, Eriadorfilm ha già al suo attivo una collaborazione nella produzione della seconda stagione del docu-reality show statunitense “The Family Stallone” e nello spin-off ambientato in Italia (e girato in Molise) della serie tv “Maine Cabin Masters”.
Sta inoltre realizzando un docufilm su Fabio Viale, scultore contemporaneo del marmo di Torino, con la speciale partecipazione di Vittorio Sgarbi e di Rocco Siffredi (accidenti, che accoppiata): il documentario, firmato da Giulia Belluco, sarà presentato in anteprima a Bassano del Grappa e quindi a Torino o Milano.
Ma è innegabile che girare un film sulla Sacra Sindone rappresenta un salto di qualità da affrontare con l’asta e con l’opportuna rincorsa, nell’auspicio che la risposta di quel “grande pubblico” a cui è destinato fornisca il materasso su cui cadere con la soddisfazione di aver superato la prova.

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