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Enogastronomia

Cibo da pista

Panini d’autore in alta quota tra una sciata e l’altra il pasto dello sciatore.

Pubblicato il 14 feb 2013
Visto 3.883 volte

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La neve abbondante degli ultimi giorni oltre a provocare disagi in pianura garantisce ai gestori degli impianti sciistici il prolungarsi della stagione. Impianti che, per gli amanti degli sport invernali, diventano sempre più una sorta di parchi giochi invernali per soddisfare ogni esigenza e per ogni fascia d’età. In tale contesto emerge la realtà dei rifugi alpini che da sempre danno sostegno ai loro clienti di passaggio. Tra discese e cadute si arriva all’ora di pranzo e qui si aprono le grandi variabili della giornata per capire come soddisfare al meglio le proprie esigenze. La prima scelta ricade sul panino confezionato dal negozio di alimentari del paese che, salvo cadute e schiacciamenti vari, dovrebbe essere la scelta più sana. Il meno previdente o il più pigro, si lascia rapire dai vapori delle piastre roventi incastonate tra muri di neve con il rischio però di trovarsi dinnanzi a prodotti di discutibile qualità che verranno digeriti probabilmente al momento del disgelo. Oppure accade di trovare sorprendentemente un rifugio come quello di Col dei Baldi sul comprensorio del Monte Civetta a quasi 2000 mt di altezza dove i gestori propongono panini lavorati con maestria ed amore con un tocco da cuoco di grande spessore. Dalla scelta della materia prima, alla metodologia di cottura, il pane fragrante e le cotture tutte espresse danno vita a panini dai tratti intensi e nel contempo delicati. Troppo spesso il turista si trova nella condizione di doversi adattare e rimanere vittima, consapevole, di proposte culinarie speculative e decisamente poco attente alla qualità. I ragazzi del Col dei Baldi, con grande sorpresa, dimostrano di volere proporre il loro territorio con orgoglio e passione facendo passare il senso dell’accoglienza ai loro clienti. In un contesto come questo di cibo da strada, o meglio cibo da pista, le attenzioni riservate sono quelle che vorremmo trovare in un grande ristorante ma che sicuramente non ci aspetteremmo in un rifugio di montagna. La differenza tra fare le cose fatte bene e in maniera dozzinale è sottile per questo sarebbe auspicabile trovarsi più spesso in questa condizione. Così nella posizione più privilegiata per vedere il paradiso tra il Monte Civetta e la Marmolada mi godo questo meraviglioso panino imbottito, tra le altre cose, di grande amore.

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