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Valdastico Nord, de profundis per la Nuova Valsugana

Trento dice “sì” alla Val Nord, ma a condizione di spostare l’allacciamento all’Autobrennero a Trento Sud, di creare una bretella di collegamento tra la Valdastico e la Valsugana a Levico e di eliminare il progetto della Nuova Valsugana

Pubblicato il 01 lug 2015
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Scadeva ieri il termine per l’approvazione del progetto definitivo della Valdastico Nord posto dall’Europa alla società A4 Brescia-Padova per avere diritto alla proroga della concessione autostradale fino al 2026.
Ma l’intera questione beneficia di una proroga, dopo l’apertura formale della Provincia Autonoma di Trento, disposta a superare la posizione del “no” incondizionato sulla Valdastico Nord per cercare di trovare finalmente un’intesa.
Con la delibera del Cipe, riunitosi ieri a Roma, è stato dato quindi avvio alla procedura di intesa, grazie alla quale il Ministero delle Infrastrutture cercherà di ottenere dalla Commissione Europea una proroga di altri 18 mesi dei termini per la presentazione del progetto definitivo, in modo da poter modificare l’attuale progetto in base alle richieste formulate dalla Provincia di Trento.

Il tracciato della bretella di collegamento richiesta da Trento tra la Valdastico Nord e la statale Valsugana all'altezza di Levico Terme (fonte immagine: ladige.it)

I trentini, in particolare, chiedono che lo sbocco della A31 Valdastico sulla A22 del Brennero non sia più posizionato a Besenello, come previsto dal progetto preliminare, ma al casello di Trento Sud.
La Provincia di Trento chiede inoltre la realizzazione di una bretella di collegamento tra la Valdastico Nord e l’attuale statale Valsugana, ovvero tra il casello di Trento Sud e Levico Terme.
Una richiesta, quest’ultima, che sancisce il “de profundis” per la superstrada a pedaggio Nuova Valsugana, per la quale è già in corso alla Regione Veneto una procedura di project financing: Trento si oppone infatti a un’infrastruttura che porterebbe altro traffico sulla Valsugana trentina e - a compensazione della propria approvazione alla Valdastico Nord - vuole che lo Stato si impegni a impedirne la realizzazione.
L’iter prevede ora 45 giorni di tempo per il comitato paritetico Stato-Regione Veneto-Provincia di Trento che dovrà cercare le soluzioni tecniche condivise sulla Valdastico Nord e quindi altri 30 giorni per la relativa delibera del Cipe, dopo i necessari passaggi nel consiglio provinciale trentino perché servirà una specifica legge.
Quello di Trento, sulla Val Nord, è dunque un “sì”: ma condizionato a un sistema di nuove connessioni interregionali con il Veneto - compresa anche la rete ferroviaria -, alla decompressione della Valsugana e a un sistema di viabilità che non sia solo di attraversamento del territorio.

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