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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Elezioni 2024

Big Bang

Elezioni amministrative: non tutti i big e volti noti della politica bassanese hanno ottenuto il risultato sperato

Pubblicato il 20-06-2024
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Una cosa è certa: comunque vada il ballottaggio, e cioè che vinca Roberto Campagnolo oppure Nicola Finco, in consiglio comunale ritorneranno alcune vecchie conoscenze ma ci sarà anche un importante apporto di volti nuovi.
Il che è indiscutibilmente un bene, perché ogni stanza ha bisogno di un ricambio d’aria.
Alcuni consiglieri e anche assessori comunali uscenti (in ordine alfabetico di cognome: Giovanni Cunico, Lucia Fincato, Roberto Gerin, Riccardo Torre, Bruno Trevisan, Marco Vidale, Mavì Zanata, Mauro Zen) non si sono ripresentati al giudizio degli elettori bassanesi, più Claudio Mazzocco che si è candidato a sindaco, senza fortuna, a Mussolente.

Angelo Vernillo, Giovannella Cabion, Antonio Guglielmini, Luigi Tasca

Tutti gli altri si sono invece ricandidati per tentare il bis.
Come spesso accade, chi esce da un’amministrazione in chiusura - sia dal fronte di maggioranza che di opposizione - e si ripropone agli elettori per quella successiva parte da una posizione di apparente vantaggio, favorito dall’esposizione e presenza mediatica in cinque anni di attività consiliare o, di più ancora, di giunta comunale.
Ma non sempre la circostanza della “visibilità” corrisponde ad una garanzia per il consenso dei cittadini in quello che è poi il confronto diretto all’interno delle singole liste: il gioco delle preferenze.
E a farne le spese, anche in questa tornata elettorale amministrativa al primo turno, sono stati alcuni big e volti noti della politica bassanese che non hanno ottenuto il consenso sperato.

Partiamo dal risultato in modalità “delusione” che appare essere quello più eclatante.
È quello di Angelo Vernillo, volto noto tra i più noti in città, capogruppo uscente e bandiera comunicativa di Bassano Passione Comune, per cinque anni frontman assoluto delle opposizioni consiliari, protagonista e coprotagonista nell’ultimo quinquennio di un’infinita serie di conferenze stampa e già candidato sindaco nel 2019.
Certamente i consensi generali della sua lista (1.375 voti, pari al 6,90%, in netta flessione rispetto al 9,36% di cinque anni fa) sono stati erosi dalla novità della lista civica è il Momento che ha pescato, e in modo assai più gratificante, nello stesso bacino di “sensibilità”.
Ed è un dato, questo, che può dare spunto a ulteriori riflessioni.
Ma andando poi a vedere la graduatoria delle singole preferenze di lista, salta all’occhio lo scarso raccolto di Vernillo rispetto a tutto quanto seminato in tutti questi anni di presenza costante, impegnata e puntuale nell’attività politica consiliare e di conseguente e altrettanto puntuale visibilità mediatica.
E cioè 100 preferenze tonde tonde, appena al quinto posto nella hit parade dei consensi della sua civica, superato da Riccardo Poletto, dalla giovane rivelazione Giovanni Campagnolo, da Anna Taras e da Luana Milan.
Comunque vada l’esito del ballottaggio, e cioè sia che vinca Campagnolo (2 seggi per Bassano Passione Comune) o che vinca Finco (1 seggio), Angelo Vernillo non farà parte del prossimo consiglio comunale.
È la fine del “Vernillismo”, come ho già scritto in un precedente editoriale.
Non ancora invece del “Polettismo” perché Riccardo Poletto può comunque appendere in bacheca le 545 preferenze ricevute, anche se in calo rispetto alle 715 del 2019.

E che dire di Maria Giovanna Cabion, per tutti Giovannella, assessore comunale uscente alla Cultura?
Subentrata in corso d’opera come assessore esterno nella giunta Pavan nel luglio del 2020, in quattro anni (o se preferite in poco più di due, considerando il Covid) ha retto saldamente il timone del suo assessorato e ha rovesciato la cultura istituzionale bassanese come un calzino.
Sotto la sua gestione, grazie anche e soprattutto ad una direttrice del calibro di Barbara Guidi, il Museo Civico ha vissuto un vero e proprio rinascimento.
Il bilancio di mandato della Cabion può esibire diverse medaglie: prima fra tutti la grande mostra “Io, Canova. Genio Europeo”, oltre 81.000 visitatori, che ha consentito alla città di Bassano, come anche nel caso di altri eventi espositivi, di sviluppare turismo culturale e conquistare una visibilità mediatica nazionale.
Io personalmente ritengo che Giovannella Cabion sia stata un ottimo assessore alla Cultura: sempre attiva, sempre presente, sempre sul pezzo.
Ma evidentemente la cultura, per quanto se ne possa scrivere e parlare e anche motivatamente bene, non è un fattore rilevante del consenso elettorale.
Guarda caso, Elena Pavan e la sua coalizione sono state maggiormente penalizzate nelle periferie, ovvero in tutte le sezioni elettorali in destra Brenta, relative ai quartieri che non vengono toccati dai grandi eventi culturali del Comune, fatta eccezione per qualche data delle rassegne collaterali di Operaestate, e per i quali le questioni prioritarie sono altre.
Risultato finale: fedelissima ad oltranza della Pavan e candidata come capolista nella civica Elena Pavan Sindaco, Giovannella Cabion ha raccolto appena 136 preferenze, superata in lista da Paola Teosini e Marco Alberto Melis, misconosciuti al grande pubblico, e dalla altrettanto nota e candidata last-minute Ilaria Brunelli che pur dimezzando i voti ottenuti nel 2019 ha conquistato la medaglia di bronzo.

Antonio Guglielmini, consigliere di maggioranza uscente con #PavanSindaco, ricandidatosi nella lista di Fratelli d’Italia e pavaniano Doc, rappresenta la prova scientifica dell’inesistente correlazione tra “visibilità di mandato”, ovvero visibilità sui media, e consenso elettorale potenziale.
Per numeri generali, stiamo parlando del recordman di visualizzazioni su Bassanonet: quasi ogni nostro articolo che lo ha riguardato, e non solo in campagna elettorale, ha superato le 20.000 letture.
Ci siamo anche chiesti in redazione i motivi di un così grande successo mediatico, ma non siamo stati in grado di darci una risposta.
Vi indico solamente il numero di visualizzazioni, al momento in cui sto scrivendo, dei nostri ultimi cinque articoli su Antonio Guglielmini, in ordine cronologico decrescente: “Centrodestra Brenta” (26.986 letture), “Guglielmix” (32.949), “Desert Storm” (19.141), “Coalizione da Tiffany” (20.078), “Sant’Elena” (21.484).
Eppure, a fronte di cotante decine e decine di migliaia di clic, Guglielmini ha raggranellato al primo turno solamente 55 voti.
Niente di che, a pari merito con Nicola Giangregorio e con Aldo Moretto, superato nell’ordine nella hit parade delle preferenze di lista da Andrea Zonta, Stefano Monegato, Stefano Giunta, Gianluca Pietrosante, Deniz Caron.
Anche lui, indipendentemente dall’esito del ballottaggio, non tornerà in consiglio comunale.
Sono dell’avviso che lo scarso responso nei suoi confronti sia stato anche motivato dalla proposta progettuale che porta la sua firma e che è “scoppiata” all’improvviso in campagna elettorale.
Vale a dire quella per la soluzione dei parcheggi in destra Brenta, con demolizione di una scuola, dismissione di un’altra e costruzione di un nuovo plesso scolastico unificato, presentata senza che ci sia già un accordo con la parrocchia della Ss. Trinità e senza che le rappresentanze delle scuole interessate siano state preventivamente coinvolte e informate.
Una mossa fin troppo azzardata. Firmato: professor Senno Dipoi.

Se a destra c’è chi può oggettivamente mangiarsi le unghie, a sinistra non sorride Luigi Tasca, finito appena al settimo posto (64 voti) nel novero delle preferenze della lista del Partito Democratico.
Figura di punta del PD bassanese, segretario cittadino del partito, subentrato in consiglio comunale nel settembre dell’anno scorso alla dimissionaria Chiara Campana, in tutti questi cinque anni non ha fatto mai mancare le sue critiche all’amministrazione Pavan, espresse da una lunga serie di comunicati stampa redatti insieme al sempre attento e puntuale responsabile comunicazione del Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico Domenico Riccio, candidato come capolista e anch’egli poco premiato dalle preferenze (appena 22).
La costanza quinquennale di Luigi Tasca nell’opera comunicativa di demolizione dell’amministrazione di centrodestra e il suo bilancio da consigliere negli ultimi mesi di legislatura comunale non sono stati quindi sufficienti a convincere, secondo le attese, il suo elettorato di riferimento.
Per contro Rosanna Filippin, totalmente scomparsa dai radar mediatici dal 2018, l’ultimo anno della sua attività parlamentare come senatrice del Partito Democratico, con 130 voti è stato il candidato più gradito agli elettori Dem, al primo posto nelle preferenze di lista.
Per la serie: a volte ritornano.

Interpretare il Big Bang della mancata rielezione di questi big della politica bassanese come un segnale della “voglia di rinnovamento” da parte degli elettori, al netto del successo al primo turno della lista civica è il Momento, sarebbe tuttavia una lettura impropria e superficiale.
Perché se è vero che anche altri consiglieri comunali uscenti se ne staranno a casa (ad esempio Stefano Facchin, Impegno per Bassano, già presidente del consiglio comunale, 78 voti e Giulia Tulini della Lega, con un flop di appena 11 voti) è anche vero che altre vecchie conoscenze, come le ho chiamate all’inizio, hanno confermato le attese della vigilia.
Oltre al già citato Riccardo Poletto è il caso di Andrea Viero e Giada Pontarollo della Lega (259 e 118 voti), entrambi in odore di assessorato in caso di vittoria di Finco come pure Marina Bizzotto di Impegno per Bassano, la più votata della sua lista con 142 preferenze.
Ma anche del vicesindaco uscente Andrea Zonta con Fratelli d’Italia (248 voti).
Altri volti noti della maggioranza uscente, come ad esempio Gianluca Pietrosante, potranno rientrare a Palazzo in via Matteotti in caso di vittoria del candidato sindaco di centrodestra, altrimenti Home Sweet Home.
Ma c’è anche il rovescio della medaglia, costituito dal consenso per chi metterà per la prima volta piede in consiglio comunale e, se vincerà Roberto Campagnolo, siederà sui banchi di maggioranza.
Le 636 preferenze di Manuel Remonato di è il Momento, primatista assoluto di voti personali al primo turno, le 253 della sua collega di lista Giulia Moro e i consensi sopra quota 100 delle altre tre Momentanee Sonia Zonta, Marta Scomazzon e Camilla Gasparini; i 362 voti di Paolo Retinò di Bassano per Tutti - Europa Verde; le 125 preferenze della giovanissima sorpresa di Bassano Passione Comune Giovanni Campagnolo, secondo in lista dietro a Poletto.
Sono le espressioni del nuovo, e non lavato con Perlana.

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