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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
L’inquietudine dei nordcoreani dopo l’attacco americano ai siti nucleari in Iran
Il sito di Yongbyon, considerato il centro del programma nucleare della Corea del Nord, ospita diversi impianti di produzione di combustibile nucleare, tra cui un reattore da 5 megawatt utilizzato per produrre plutonio
Pubblicato il 01 lug 2025
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Non si è fatta attendere la risposta di Pyongyang al recente attacco americano in Iran.
Pyongyang condanna l'attacco aereo di Washington contro le strutture nucleari di Teheran.
Sebbene molti analisti ritengano improbabile un attacco preventivo degli Stati Uniti contro la Corea del Nord, a causa del suo arsenale nucleare più avanzato e dell'instabilità geopolitica della regione, alcuni funzionari nordcoreani potrebbero vedere gli attacchi come un possibile avvertimento: il presidente Donald Trump potrebbe un giorno prendere in considerazione un'azione militare simile contro il programma nucleare nordcoreano.
North Korean leader Kim Jong-un, center, gestures as he inspects nuclear warheads at an unidentified location in this photo carried by the North's official Korean Central News Agency, March 28, 2023. Yonhap
Pertanto, l'attacco all'Iran potrebbe costringere Pyongyang a rivedere le proprie ipotesi strategiche.
Secondo quanto dichiarato da Doo Jin-ho, direttore dell'Eurasia Research Center (think tank con sede a Seul), "il regime di Kim Jong-un è molto allarmato da quanto sta accadendo in Iran", e "Pyongyang potrebbe considerare l'attacco statunitense agli impianti nucleari iraniani come un momento in cui sarebbe opportuno approfondire i legami con la Russia per ottenere maggiori garanzie per la propria sicurezza".
La decisione a sorpresa di Trump di lanciare un attacco diretto alle infrastrutture nucleari iraniane ha segnato un netto distacco dalla precedente posizione di non intervento. L'operazione ha alimentato l’idea che i siti nucleari chiave della Corea del Nord, tra cui il complesso di Yongbyon, possano diventare potenziali obiettivi degli Stati Uniti se le tensioni dovessero continuare ad aumentare.
Il sito di Yongbyon, appunto, ospita diversi impianti di produzione di combustibile nucleare, tra cui un reattore da 5 megawatt utilizzato per produrre plutonio. Il complesso è stato un elemento centrale nei colloqui di denuclearizzazione tra Trump e Kim durante il primo mandato dell’ex presidente statunitense, anche se alla fine i negoziati sono falliti.
Tuttavia, molti esperti sono scettici sul fatto che Trump voglia rischiare un attacco aereo contro la Corea del Nord.
Il direttore dell'Eurasia Research Center ha sottolineato che, "con la Russia che ora sostiene formalmente la Corea del Nord nell'ambito di un patto di mutua difesa, le probabilità di un attacco preventivo da parte degli Stati Uniti sono estremamente basse, in considerazione delle conseguenze che ne deriverebbero".
Il trattato di mutua difesa, firmato nel giugno 2024 ed entrato in vigore a dicembre dello stesso anno, prevede che i due Paesi si assistano a vicenda in caso di attacco: una clausola che complica notevolmente le prospettive di un impegno militare diretto degli Stati Uniti con Pyongyang.
A differenza dell'Iran, che secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) non possiede attualmente armi nucleari, si ritiene che la Corea del Nord abbia tra le 20 e le 50 testate e che abbia condotto sei test nucleari, l'ultimo dei quali nel 2017.
Leif-Eric Easley, professore di studi internazionali presso la Ewha Womans University di Seul, sottolinea che il programma nucleare di Pyongyang è molto più avanzato, con testate pronte per essere lanciate con diversi sistemi, inclusi missili balistici intercontinentali (ICBM).
"Il regime di Kim può minacciare sia Washington sia Seul, che si troverebbero nel raggio d'azione di alcune armi nordcoreane".
Trump e Kim hanno tenuto tre vertici durante il primo mandato del presidente statunitense (2017-2021) e si sono scambiati diverse lettere, che Trump ha definito "splendide", prima che lo sforzo diplomatico senza precedenti si interrompesse a causa delle richieste statunitensi affinché Kim rinunciasse alle sue armi nucleari.
Nel suo secondo mandato, Trump ha definito la Corea del Nord una "potenza nucleare", mentre la Corea del Sud si è affrettata a dichiarare che la denuclearizzazione nordcoreana è un prerequisito per la stabilità globale, sollevando timori che gli Stati Uniti possano avvicinarsi al riconoscimento de facto della Corea del Nord come Stato dotato di armi nucleari.
L'11 giugno, la Casa Bianca ha dichiarato che Trump sarebbe favorevole a una ripresa delle comunicazioni con Kim, senza tuttavia confermare l’invio di alcuna lettera.
I nordcoreani non hanno mostrato alcun interesse a riprendere i colloqui dopo il fallimento della diplomazia di Trump nel 2019.
Hanno invece ampliato significativamente i propri programmi di armi nucleari e missili balistici, sviluppando stretti legami con la Russia attraverso il sostegno diretto alla guerra di Mosca in Ucraina, alla quale Pyongyang ha fornito truppe e armamenti.
Nel frattempo, la Corea del Nord ha ufficialmente aperto la zona turistica costiera di Wonsan-Kalma, il cui completamento era stato a lungo posticipato, indicando una nuova spinta a generare valuta estera attraverso il turismo, uno dei pochi settori non esplicitamente vietati dalle sanzioni delle Nazioni Unite.
Il Korea Times riporta che il complesso, situato sulla costa orientale vicino alla città portuale militare di Wonsan, comprende hotel di alto livello, spiagge, piscine, centri commerciali e strutture ricreative progettate per ospitare fino a 20.000 visitatori.
Secondo l'agenzia di stampa statale Korean Central News Agency, il sito sarà aperto ai cittadini nordcoreani a breve, mentre l’accesso per i turisti stranieri avverrà gradualmente in un secondo momento.
La decisione di aprire il resort di Wonsan-Kalma arriva mentre l’economia della Corea del Nord continua a subire forti pressioni a causa delle sanzioni internazionali che colpiscono i suoi programmi nucleari e missilistici.
Le risoluzioni delle Nazioni Unite hanno bloccato l’accesso del Paese a entrate vitali provenienti da esportazioni chiave come carbone, tessuti e frutti di mare, nonché la sua capacità di effettuare transazioni finanziarie internazionali.
Anche se il sito diventasse pienamente operativo, i visitatori principali proverrebbero probabilmente da Cina e Russia, a causa del continuo isolamento diplomatico della Corea del Nord da parte di Giappone e Corea del Sud.
L’idea di sviluppare Wonsan-Kalma era già emersa in passato, anche durante gli incontri tra Kim jong-un e il presidente americano Donald Trump nel corso del suo primo mandato.
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