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La famiglia Bonotto inizierà a giorni la ristrutturazione dell'ex Macello, di sua proprietà. E il Progetto Chipperfield per il restyling delle due rive del Brenta, finanziato dai Bonotto e Renzo Rosso, potrebbe essere gettato alle ortiche
Pubblicato il 09 set 2011
Visto 7.069 volte
Hanno aspettato che sul fronte pubblico si muovesse qualcosa. Ma, dopo dieci mesi, la risposta del Comune è stata zero. E così la famiglia Bonotto, proprietaria dell'ex Macello sull'omonima via sulla riva destra del Brenta a Bassano del Grappa, ha deciso di iniziare per conto proprio la ristrutturazione dell'edificio.
La decisione è stata presa indipendentemente dal “Progetto Chipperfield”: l'avveniristico progetto di restyling urbano delle due rive del fiume tra il Ponte Vecchio e il Ponte Nuovo, commissionato al celebre architetto inglese David Chipperfield dagli stessi Bonotto e da Renzo Rosso e presentato in pompa magna alla città nel novembre dello scorso anno (notizie.bassanonet.it/attualita/7394.html).
Un progetto complessivo di riqualificazione dell'area di cui l'ex Macello di Bassano - destinato nelle intenzioni dei promotori a diventare Centro Culturale Polifunzionale - è una delle parti integranti e che a questo punto potrebbe essere gettato alle ortiche.
L'ex Macello di Bassano del Grappa. Partono i lavori di ristrutturazione, extra Progetto Chipperfield (foto Alessandro Tich)
“A giorni inizierà la fase di ristrutturazione dell'edificio, così com'è - dichiara a Bassanonet un componente della famiglia Bonotto -. L'intervento sarà previsto in due fasi. La prima fase sarà la messa in sicurezza dell'immobile, puntellando i soppalchi, a cui seguirà un'indagine sulle strutture murarie. Il progetto di massima è stato approvato dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Verona.”
L'obiettivo finale sarà comunque quello di creare all'ex Macello “uno spazio per la collettività” con esposizioni e iniziative artistiche e culturali e la collocazione delle collezioni d'arte dell'imprenditore Luigi Bonotto.
Ma si tratta di un intervento a sé stante e non più collocato nell'originaria prospettiva del suo inserimento nella futuristica “piazza d'acqua” (con una nuova passerella tra Porto di Brenta e la riva opposta, una nuova piazza prospiciente al fiume in via Macello, la ristrutturazione del Ponte Nuovo, rampe e scale tra le rive e il Ponte Nuovo ristrutturato, un percorso pedonale a livello d'acqua tra i due ponti e appunto un Centro Culturale all'avanguardia all'ex Macello) disegnata da Chipperfield per la Bassano che verrà.
Per il primo stralcio del Progetto Chipperfield, il costo preventivato era di 9 milioni di euro, per un quadro economico di 14 milioni di euro.
In sede di presentazione, lo scorso novembre, i due committenti privati Bonotto e Rosso si erano dichiarati disposti a coprire la metà della spesa. Il resto delle risorse si sarebbe dovuto trovare “attraverso banche, istituzioni, finanziamenti pubblici e anche dalle disponibilità del bilancio comunale”.
Il sindaco Cimatti, nell'occasione, aveva aperto una finestra di fattibilità.
“Dobbiamo vedere il progetto - aveva pubblicamente affermato il primo cittadino - in una situazione di stralci, e riteniamo che lo stralcio minimo indispensabile sia la ristrutturazione dell'ex Macello, la passerella pedonale e la nuova piazza.”
“Da allora - riferisce l'esponente della proprietà Bonotto - non abbiamo avuto nessun feedback dal Comune sul progetto. Siamo rimasti fermi a discorsi “di possibilità” e non è stato fatto niente di più. Sappiamo bene del difficile momento economico per le Amministrazioni, ma non è stato fatto nulla neppure per partire con la progettualità, per capire come fare, in quali tempi e con che risorse. Si potevano coinvolgere banche e fondazioni, qualche altro importante imprenditore della zona, e per le risorse del Comune prevedere un bilancio a stralci per i prossimi dieci anni. Abbiamo sollecitato l'Amministrazione comunale, ma l'Amministrazione non ci ha mai risposto.”
“Noi andiamo avanti per la nostra strada - continua il referente della famiglia Bonotto -. La Soprintendenza ci ha imposto scadenze ben precise, che dobbiamo onorare. Se si aprirà ancora il discorso Chipperfield, ben venga. Noi ora pensiamo alla realizzazione di un Centro Culturale privato.”
Non è ancora il “de profundis” per il grande progetto urbano firmato dall'architetto inglese, ma poco ci manca. Anche perché l'altro promotore privato, il patron della Diesel Renzo Rosso, ha annunciato nelle scorse settimane di voler sponsorizzare e finanziare il progetto del restauro del Ponte di Rialto a Venezia, per un budget di spesa previsto tra i 4 e i 5 milioni di euro.
Proprio in questi giorni Rosso starebbe preparando un piano di finanziamento, condiviso con il Comune di Venezia, con il quale permettere l'esecuzione dei lavori di conservazione del monumento sul Canal Grande.
Un intervento che a questo punto, secondo fonti informate, escluderebbe ulteriori investimenti mecenatistici della Diesel nella nostra città.
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