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Ambiente

Verso un “Contratto di fiume” per il Brenta

Riuniti a Cittadella gli utilizzatori delle acque del fiume: pescatori, Consorzio di Bonifica, Provincia di Vicenza ed Enel. Gettate le basi per un “Contratto di fiume” del Brenta: sarebbe uno dei primi esempi in Italia

Pubblicato il 19-04-2011
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Un “Contratto di fiume” per il Brenta. E' l'ambizioso obiettivo che si delinea nel nostro territorio sul modello di analoghe esperienze in Europa, dove i “Contratti di fiume” - sottoscritti dagli enti e dalle associazioni dei territori interessati - permettono una programmazione negoziata rivolta alla tutela e alla riqualificazione dei bacini fluviali.
E' il risultato più eclatante dell'incontro che, su iniziativa dell'associazione dei pescatori “Bacino Acque Fiume Brenta” di Bassano del Grappa, ha visto riuniti nella sede del Consorzio di Bonifica Brenta a Cittadella tutti i principali utilizzatori delle acque del fiume nel suo corso di alta pianura: pescatori, Consorzio di Bonifica, rappresentanti della Provincia di Vicenza, dell'Enel e di altre società idroelettriche.
Scopo primario dell'incontro è stato quello di valutare l'importante tematica del minimo deflusso vitale del Brenta, e cioè dei quantitativi d'acqua necessari alla vita degli ecosistemi acquatici del fiume. A tal proposito, come è stato ricordato nell'occasione, sono state emanate delle specifiche normative regionali: la gestione del minimo deflusso vitale, tuttavia, presenta ancora diversi aspetti problematici durante i periodi di siccità.

Foto Alessandro Tich

Nel corso della riunione, oltre a registrare l'ampia disponibilità di collaborazione da parte di tutti i presenti - tra cui il presidente del “Bacino Acque Fiume Brenta” Rolando Lubian e il presidente del Consorzio di Bonifica Danilo Cuman - i presenti hanno convenuto sulla necessità di potenziare le sinergie, ciascuno per il proprio ruolo, attraverso un adeguato strumento istituzionale di programmazione condivisa.
Da qui l'idea di addivenire a un vero e proprio “Contratto di fiume”, organismo rappresentativo della comunità che sarebbe preposto al raggiungimento coordinato di obiettivi quali la riduzione dell'inquinamento delle acque e del rischio idraulico e la riqualificazione dei sistemi ambientali, paesaggistici e insediativi afferenti ai corridoi fluviali del Brenta. Il “Contratto di fiume” del Brenta sarebbe una delle prime esperienze del genere in Italia, come ha rilevato l'ing. Giuseppe Baldo, esperto incaricato di predisporre un apposito studio con queste finalità.

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