Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 10-03-2011 12:57
in Attualità | Visto 2.036 volte
 

“Il Comune è il primo imprenditore che investe in città”

Il testo integrale della relazione del sindaco Cimatti sul bilancio di previsione del Comune di Bassano. “L'ente locale, in un momento di difficoltà, deve dare prospettive per il futuro compiendo delle scelte”

“Il Comune è il primo imprenditore che investe in città”

Il sindaco Stefano Cimatti

Il testo è molto lungo, ma contiene i principali argomenti che interessano la città di Bassano.
E' la relazione del sindaco Stefano Cimatti al Bilancio di previsione 2011 e pluriennale 2011/2013, in discussione nella seduta odierna del consiglio comunale.
Qui sotto riportiamo il testo integrale della relazione, che abbiamo suddiviso in capitoli tematici a beneficio dei nostri lettori:

“Signor Presidente del Consiglio Comunale, Signori Assessori, Signori Consiglieri, comporre la relazione di bilancio diventa ogni anno più difficile e complicato, non solo per me, ma per tutti i colleghi Sindaci, ai quali rivolgo un pensiero solidale, chiamati a confrontarsi con la difficile ricerca di un equilibrio tra le risorse a disposizione e i bisogni della cittadinanza.
Non metto in dubbio che le difficoltà imposte da un momento economico particolarmente delicato tocchino anche altre persone, chiamate a ricoprire incarichi politici o di pubblica amministrazione, ma sappiamo bene che sono i Sindaci, nella realtà, ad avere il contatto diretto con il territorio, ad ascoltare in prima persona le istanze della gente e quindi a conoscerne meglio le reali esigenze.
Diventa quindi una responsabilità particolarmente gravosa quella di scegliere, tra le tante questioni aperte in una comunità complessa come la nostra, quelle che sono assolutamente urgenti, per le quali tagli o riduzioni sono impensabili, e quelle che si possono rinviare se non, pur dolorosamente, eliminare.
D’altra parte, non possiamo nemmeno pensare di rimanere immobili o di limitarci ad una amministrazione ordinaria del quotidiano, basata semplicemente sul funzionamento dei servizi inderogabili, perché rischieremmo di diventare parte di un ingranaggio destinato ad involvere, mentre ritengo che funzione di un ente locale, soprattutto in un momento di difficoltà, sia quello di dare respiro e prospettive per il futuro.
Come? Compiendo delle scelte. Evitando di rinviare ad un futuro più o meno lontano decisioni importanti solo perché mossi dalla preoccupazione di non accontentare qualcuno o di scontentare altri.

Demografia e immigrazione
Bassano del Grappa registra una popolazione di 43.540 cittadini, 4.890 dei quali stranieri, suddivisi in 18.818 nuclei familiari, 2.148 dei quali stranieri.
I dati ci dicono che aumentano le persone che vivono da sole, molte delle quali anziane, o le famiglie composte da una coppia, aumentano i matrimoni civili e diminuiscono quelli religiosi; aumenta anche l’età in cui si sceglie di sposarsi. Accelera il processo di invecchiamento, non c’è una significativa ripresa della natalità.
E’ facile capire, anche da questi pochissimi dati, che si tratta di un ritratto assai diverso da quello che avremmo potuto proporre dieci o quindici anni fa.
E’ questo un ritratto che racconta una realtà di trasformazioni rapide, non sempre prevedibili, che richiedono adeguate politiche per i giovani, per le famiglie, per la casa, per l’immigrazione.
Soprattutto richiedono flessibilità e capacità di mettersi in discussione, strumenti più psicologici che economici, per i quali è necessario compiere un percorso culturale tutti insieme.
Non è a caso che abbiamo scelto “Dialogando” come titolo del primo festival dell’integrazione che ospiteremo in città nel mese di giugno; tre giornate che affronteranno in maniera qualificata e coinvolgente le tematiche legate all’immigrazione, alla multiculturalità, alla tolleranza e alla civile convivenza, intervallati da attività artistiche e di spettacolo, che giungeranno al termine di un percorso articolato nel territorio che coinvolgerà le realtà associative locali.
Accanto a questo quadro di mutamenti sociali, non possiamo sottacere la crescente preoccupazione per la tenuta del nostro sistema economico, passato in pochi anni da visioni miracolistiche a scenari allarmanti. La piccola media impresa non sembra più capace di reggere il confronto con le nuove categorie di sviluppo. L’obiettivo della crescita ha lasciato tristemente il posto a generosi tentativi, a volte estremi, di sopravvivenza di una rete di imprese che fino a ieri era fondamento di un sistema che garantiva l’occupazione e sosteneva la produzione del nostro territorio.
Davanti a queste sfide un Sindaco si chiede quale nuovo contributo deve offrire il Comune alla propria comunità.

Il Comune “imprenditore”
Negli ultimi vent’anni, soprattutto dopo le leggi nazionali di inizio anni ‘90 che hanno dato attuazione al principio costituzionale dell’autonomia dell’ente locale, l’Amministrazione comunale si è configurata soprattutto come un’erogatrice di servizi da svolgere con “efficacia ed efficienza”.
Oggi, anche per un Comune far bene ciò che la legge indica di fare non basta più.
La vita di ogni giorno, che cambia a una velocità non più misurabile, impone una scelta di fondo: il Comune deve accompagnare e orientare i processi sociali e contribuire a vivere la crisi guardando al futuro con gli occhi di un attore di prima scena, con progetti e politiche rivolte all’innovazione e all’ottimismo.
In un certo senso deve farsi “imprenditore” di innovazione e di speranza.
In un momento di crisi il Comune diventa - a conti fatti - il primo imprenditore che investe in città. Basta sfogliare il “librone” degli investimenti allegato a questo Bilancio, per rendersene conto.
E tutto questo nonostante tutto: le difficoltà per recepire i finanziamenti, l’ancora pesante macchina burocratica a cui dobbiamo fare riferimento, le difficoltà dei nostri partner privati che a volte cominciano a realizzare un’opera pubblica e poi devono abbandonare il cantiere perché la loro azienda non ce la fa più.
Se è vero che non c’è imprenditore di successo che non debba riconoscimento ai propri collaboratori, è così anche nel pubblico, dove troppe volte non si riconosce il valore e la professionalità di chi opera all’interno delle strutture comunali. Possiamo contare su persone che per competenza e impegno potrebbero avere gratificazioni economiche ben maggiori se operassero nel privato, ma per la loro ammirevole etica pubblica scelgono di mettersi a servizio della comunità anche in termini professionali. Per chi conosce bene il mondo delle imprese è veramente disarmante e angosciante non poter riconoscere le capacità e gli impegni dei propri collaboratori mediante progressioni di carriera ed incentivi economici; nella nostra realtà ci troviamo a non poter in alcun modo premiare la meritocrazia ed anzi, a seguito della nota ispezione della Corte dei Conti del 2007, siamo stati costretti a penalizzare alcune delle nostre migliori risorse, riducendo molto significativamente la loro retribuzione, ed arrivando addirittura a dovere richiedere la restituzione di importi percepiti.

Riorganizzazione comunale
Fin dal nostro insediamento abbiamo adottato interventi a livello organizzativo e abbiamo avviato un processo interno di ripensamento della struttura organizzativa e dei suoi processi operativi, coinvolgendo direttamente il personale di tutte le categorie, che sta lavorando sull’obiettivo principale della riforma del pubblico impiego, che è il raggiungimento di significativi livelli di “performance” organizzativa, individuale e funzionale del Comune.
Oltre a questo, possiamo dire che il Comune affronta le difficoltà presenti anche diventando un promotore e facilitatore di sinergie con il proprio territorio e con tutte le forze vitali che lo compongono e lo animano. Non si amministra Bassano del Grappa pensando solo a questa nostra città. Anzi, abbiamo un gran bisogno di essere contagiati da epidemie esterne. Non si tratta di non difendere la nostra storia e le tradizioni a cui siamo orgogliosamente legati, ma di aprirci fiduciosamente a ciò che in tutti i settori è portatore sano di innovazione.
Conosciamo bene i nostri limiti, ma fino a quando potremo sopportare l’idea che nessuno dei nostri giovani laureati e successivamente specializzati, avrà la possibilità di rimanere nel nostro territorio per farlo evolvere e crescere? Ci rendiamo poi conto che un giovane che aspetta due anni prima di trovare un lavoro, per tutta la vita avrà sempre due anni in meno di esperienza?

Intesa Programmatica d'Area
Agire pensando non alla città, ma al territorio, è stato fin da subito il nostro modo di progettare e di operare, ed i primi risultati concreti sono arrivati.
L’Intesa Programmatica d’Area Pedemontana del Brenta, importante strumento di programmazione territoriale composto da 17 Comuni, 7 Associazioni di Categoria, 3 Organizzazioni Sindacali, dalla Provincia di Vicenza, dalla Comunità Montana del Brenta e dall’Associazione Terre del Brenta, che a sua volta raggruppa 5 Comuni e oltre 30 associazioni, non solo è stato riconosciuto dalla Regione del Veneto come interlocutore ufficiale per la programmazione decentrata, ma ha già registrato un primo cospicuo finanziamento.
La Regione del Veneto finanzierà con un contributo di 689.000 euro (539.000 dei quali al nostro Comune e i rimanenti a Marostica) il primo progetto che abbiamo presentato, relativo ad una strategia complessiva legata all’attrattività del fiume Brenta e delle colline tra Bassano e Marostica.
L’obiettivo principale del progetto è quello di realizzare un percorso naturalistico che, partendo dal fiume Brenta, percorra le colline tra Bassano del Grappa e Marostica, rispondendo a diverse esigenze: valorizzare e rendere fruibile un ambiente naturalistico di pregio finora poco utilizzato, mettere in rete e potenziare i siti ambientali e culturali posti lungo il percorso, incrementare e ottimizzare l’attività didattica dedicata ai luoghi descritti, implementare un processo di auto-sostenibilità per assicurare un percorso sempre fruibile, allargare l’offerta turistico - ambientale esistente.
Il percorso è una sorta di anello che, partendo dal centro storico di Bassano del Grappa (Ponte degli Alpini), si sviluppa a nord lungo il Brenta sino a Campese, sale a ovest nelle colline bassanesi per poi spingersi alle Cave di Rubbio, scendere a Marostica e ritornare nell’area bassanese, ove raggiunge Valrovina, l’area naturalistica “Gemma” di San Michele, le Acque di San Giorgio per ritornare a Bassano del Grappa.
Un risultato che ci fa particolarmente piacere sia perché permetterà di agire nel territorio con azioni di riqualificazione, sia perché testimonia che lavorare insieme, al di là delle diverse appartenenza politiche, ma mossi solo dalla volontà di agire per il bene del territorio, produce risultati.

Ambiente
Dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro ambiente è la nostra vera materia prima su cui dobbiamo investire senza remore.
E’ per questo che abbiamo voluto con grande decisione comporre ed arrivare in tempi rapidi all’approvazione del Regolamento per l’Edilizia Sostenibile, entrato in vigore proprio all’inizio di questo 2011, perché siamo convinti che l’attenzione per i giovani e per il futuro debba necessariamente passare attraverso un preciso impegno nei riguardi della sostenibilità, della qualità ambientale, dell’energia, ed anche, naturalmente, della viabilità e dei trasporti.
Concetti fondamentali per tutta la nostra programmazione e per le scelte che compiamo, anche in questo bilancio, caratterizzato purtroppo, nella sua impostazione, dalle drastiche riduzioni di trasferimenti che abbiamo dovuto registrare.

Bilancio di previsione
Nel 2010 abbiamo provveduto ad inviare a tutte le famiglie bassanesi il nostro bilancio di previsione riclassificato in modo da renderlo facilmente comprensibile a tutti. Era stata questa una precisa promessa fatta nel corso della campagna elettorale al fine di una sempre maggiore trasparenza, che ritengo essere principio inderogabile per una sana amministrazione. Identica cosa faremo quest’anno, con il prossimo notiziario In.Comune.
Ne approfitto quindi per presentare già in questa relazione una prima bozza del bilancio così riclassificato sulla base dei dati proposti al Consiglio Comunale.

Voci di Entrata

Tributarie
20.918.701,00
Trasferimenti da Stato e Regione
10.942.677,51
Extra-tributarie
6.299.600,00
Oneri di urbanizzazione
2.200.000,00
Violazioni codice strada
983.000,00

Totale Entrate
41.343.978,51

Voci di Spesa

Personale
12.565.955,00
Gestione mutui
6.745.230,00
Servizio raccolta e smaltimento rifiuti
5.560.000,00
Trasporto pubblico
1.180.000,00
sociale
4.309.946,68
cultura e spettacolo
1.912.946,00
fabbricati
1.586.000,00
pubblica istruzione e sport
1.545.600,00
spese generali
958.260,40
gestione finanziarie e tributi
1.106.365,43
viabilità - illuminazione pubblica
965.300,00
edilizia residenziale pubblica
928.300,00
lavori pubblici - urbanistica
494.200,00
polizia locale e uffici giudiziari
572.300,00
informatica e telecomunicazioni
367.500,00
organi istituzionali
284.225,00
attività economiche e turismo
163.600,00
celebrazioni, comunicazione, rappresentanza
98.250,00

Totale spese
41.343.978,51

Con questi raggruppamenti non vogliamo ovviamente sostituire il dettaglio dei singoli conti, con indicato: 2.007 accertato, 2.008 accertato, 2.009 accertato, 2.010 assestato, 2.011 previsione, 2.012 previsione, 2.013 previsione, come prevedono le normative in essere. I Consiglieri Comunali, avendo certamente dimestichezza con i bilanci pubblici ed essendo stati loro forniti tutti i dati di dettaglio, potranno sviluppare analisi maggiormente approfondite di quelle riportate sommariamente in questa relazione.
Sappiamo perfettamente che i numeri di un bilancio si possono interpretare in molti modi, evidenziando quello che più ci aggrada, soprattutto quando si provvede a confrontare dati non omogenei, quali ad esempio un bilancio preventivo con i dati del consuntivo precedente. Qui, per avere assoluta omogeneità, vorrei analizzare le differenze principali tra il bilancio che proponiamo al Consiglio Comunale per la sua approvazione e quello dello scorso anno, in base ai raggruppamenti sopra riportati.

Entrate e uscite
La prima evidenza, che condiziona tutte le altre, è rappresentata dalla minori entrate che, apparentemente ammontano a circa 1,5 milioni. Dico apparentemente, perché quest’anno la legge permette di portare fino al 75% degli oneri di urbanizzazione al bilancio corrente ed abbiamo quindi potuto imputare tra le entrate 2.200.000 Euro (57,7% del totale), contro i 2.000.000 dell’anno passato, malgrado l’importo totale previsto per questa voce diminuisca da 4.050.000 a 3.810.000 Euro. Si tratta quindi di tagli per circa 1,7 milioni di Euro.
Ridurre le uscite della cifra necessaria alla quadratura è stato difficile ed a volte doloroso, soprattutto a causa della rigidità del bilancio che non permette di intervenire su alcune poste molto significative, ma posso dire con grande soddisfazione che, grazie all’impegno ed alla disponibilità degli Assessori e dei relativi Dirigenti, siamo riusciti a non penalizzare nel suo complesso il “Sociale” che, anzi, vede un incremento di previsione di oltre 100.000 Euro. Altro aumento, sia pure modesto, è previsto per la Polizia Locale: non sono certo 31.000 Euro che possono dare la svolta che vorremmo per destinare maggiori risorse per la sicurezza ed il controllo del territorio, ma rappresentano un segno di attenzione a questo tema, pur in un momento di grandi ristrettezze.
Altra nota decisamente positiva riguarda l’essere riusciti a ridurre spese di gestione (personale, fabbricati, spese generali) di oltre 370.000 Euro. Siamo certi che con la dovuta attenzione e continuando con la sburocratizzazione e l’utilizzo di tecniche innovative queste spese, molte delle quali improduttive, possono essere ulteriormente contenute, soprattutto dal momento in cui riusciremo ad unificare gli uffici comunali, oggi sparsi in ben 9 siti.
E’ di questi giorni, ad esempio, l’eliminazione dell’Albo Pretorio cartaceo, oggi facilmente e comodamente consultabile tramite il sito internet del Comune.

Cultura e spettacolo
La rinegoziazione selettiva dei mutui, operando solo su quelli i cui tassi attuali erano migliorativi rispetto a quelli applicati, ci ha permesso di ridurre la rata annuale di 177.000, mentre il taglio più consistente, derivante anche dai minori trasferimenti da parte di enti superiori, pari a circa 740.000 Euro riguarda la Cultura e lo Spettacolo. Naturalmente ci auguriamo, e ci impegneremo in tal senso, a trovare sponsorizzazioni e contributi privati per allargare soprattutto il campo dello spettacolo che, con Opera Estate Festival Veneto, rappresenta un fiore all’occhiello non solo di Bassano, ma di tutto il nostro territorio.
Il ridimensionamento del bilancio della Cultura è anche determinato dal fatto che nel 2010 è stata organizzata la mostra “Jacopo e lo stupendo inganno dell’occhio” mentre quest’anno le celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di Jacopo continueranno con un importante congresso internazionale e con una mostra , Jacopo ai raggi X, che, utilizzando solo opere in possesso del nostro museo, hanno costi minimi rispetto a quanto impegnato lo scorso anno.

Associazioni e volontariato
I contributi ad associazioni varie, anche sportive e di volontariato, hanno dovuto subire un ridimensionamento. La nostra scelta sicuramente non va nel senso della ricerca del consenso che deriverebbe da numerosi contributi a pioggia, ma riteniamo vada nell’interesse complessivo della nostra comunità; ci auguriamo tuttavia che nel corso dell’anno si possano recuperare risorse destinate alle tante realtà che si dedicano agli altri con nobili finalità. Dobbiamo tuttavia avere il coraggio, in questi momenti difficili, di affrontare il tema delle elargizioni, a volte di solo poche centinaia di Euro che, tutte insieme, ci permettono magari di aumentare gli interventi per le bollette di chi rischia di vedersi chiusi i contatori dell’acqua o dell’energia elettrica.

Patto di stabilità
La stesura di questo bilancio, come si può facilmente comprendere, non è stata certo facile, anche perché lo stesso deve rimanere rigorosamente nell’ambito del Patto di Stabilità che, come potremo rilevare all’atto della presentazione del Conto Consuntivo, è stato rispettato, pur tra tante difficoltà, nell’esercizio 2010. Di questo desidero ringraziare tutti i Dirigenti, tra i cui obiettivi anche per l’anno in corso vi è il rispetto di questo strumento di controllo sulla buona amministrazione. I decreti di attuazione del Federalismo Municipale dovrebbero portare al Comune maggiori risorse, ma per il momento dobbiamo sforzarci, pur con qualche dolorosa scelta, a fare quadrare i conti come abbiamo fatto fino ad ora.

Italia 150
Per i 150 anni dell’Unità d’Italia consegneremo a tutti gli studenti della scuola primaria una copia della Costituzione appositamente redatta con illustrazioni per la loro giovane età. Nei prossimi anni la consegneremo, in linea con quanto stiamo facendo per i diciottenni, a tutti gli iscritti alla classe prima. Questo lavoro, e lo dico con soddisfazione, congratulandomi con chi lo ha ideato e realizzato, ha ottenuto il riconoscimento che gli permette di fregiarsi dell’apposito logo previsto per le celebrazioni del centocinquantenario. Ci sarebbe piaciuto fare qualcosa di più, ma dobbiamo abituarci alle ristrettezze che il bilancio ci impone e che, probabilmente, si rifletteranno anche in altre commemorazioni e celebrazioni.

Masterplan e Urban Center
Il difficile quadro appena esposto non ci limita però nell’elaborazione della nostra azione programmatoria, parte della quale è stata presentata proprio di recente nel corso di un incontro in sala Chilesotti ed è ora esposta in una mostra nei locali dell’Urban Center a palazzo Sturm.
Mi riferisco al “Masterplan Bassano 2020”, frutto dell’impegno volontario e gratuito di un gruppo di professionisti che lo hanno offerto alla città, e che ci permette di aprire un confronto nella nostra comunità per delineare i nuovi scenari di uno sviluppo urbanistico che, partendo da un’area in particolare come quella che va dal vecchio ospedale al mercato ortofrutticolo, si apra a tutta la città.
In questi giorni i locali di palazzo Sturm, identificati come sede dell’Urban Center, ospitano una mostra dedicata proprio al masterplan, che mi auguro possa essere visitata da molti cittadini, perché ne emergano riflessioni che ci aiutino a delineare nuovi scenari per lo sviluppo urbanistico prossimo futuro non solo dell’area compresa tra il vecchio ospedale e il mercato ortofrutticolo, ma in generale del nostro territorio.
In mostra c’è anche il progetto dell’architetto di fama internazionale David Chipperfield, che riguarda un’altra area particolarmente importante della nostra città, quella compresa tra il ponte degli alpini e il ponte della vittoria, che abbiamo già avuto modo di conoscere e approfondire con lui personalmente quando è venuto a Bassano qualche mese fa.
Non so dire se e quando queste idee troveranno concretezza, se saranno realizzate tutte o in parte, ma voglio sottolineare con soddisfazione ed anche con un certo orgoglio di Sindaco, che anche questo progetto, come il masterplan, è stato offerto gratuitamente alla città da due imprenditori sensibili e illuminati; sarebbe stato impossibile, per le nostre casse, anche solo ipotizzare certe presenze o certi studi.
Lo metto in evidenza per ribadire un concetto a cui tengo moltissimo: è chiaro che il Comune deve essere l’attore principale in alcune situazioni, ma quando le risorse sono limitate solo un impegno corale, da parte di tutti coloro che ne hanno la possibilità, può tutelare beni primari come la dignità della persona umana, la convivenza civile, la crescita culturale, lo sviluppo armonico della città e del territorio.
Da questo punto di vista, e i due esempi appena ricordati lo dimostrano, siamo ricchi.

Linea dei musei
Tra i tanti spunti proposti da entrambi i progetti, trovo significativo ricordare quello relativo alla “linea dei musei”, con un collegamento ideale tra le diverse sedi culturali che attraversano il centro storico e mettono in evidenza il patrimonio, sia in termini di palazzi che di proposte culturali.
L’avvio di questa linea ideale è dato dal polo museale di Santa Chiara, che proprio quest’anno vedrà il suo avvio in termini di realizzazione grazie all’apporto di molte persone ed al fondamentale sostegno della Fondazione Cariverona, che proprio in un recente incontro mi ha confermato al massima attenzione verso le nostre proposte. Abbiamo ereditato questo progetto, la cui realizzazione completa ammonta a circa 18 milioni di Euro, dei quali circa 1,6 milioni erano già stati spesi per la progettazione. Daremo avvio al primo stralcio di 11,5 milioni che abbiamo a disposizione, ma non può non preoccupare il fatto che la successiva realizzazione del secondo stralcio provocherà notevoli diseconomie rispetto ad una sua realizzazione contemporanea, anche per quanto riguarda la successiva gestione, che dovrà comunque essere in equilibrio, data la situazione del bilancio corrente. Stiamo quindi alacremente battendo tutte le strade possibili per trovare i finanziamenti che permettano di completare quest’opera nel minor tempo possibile.

Vecchio ospedale
Sono ormai in pieno svolgimento, nella zona immediatamente ad est del Polo, i lavori di sistemazione dell’area del vecchio ospedale, che dopo il completo abbattimento degli edifici ormai da molti anni inutilizzati e non vincolati, vedrà la realizzazione di un nuovo parcheggio che siamo riusciti a portare a 420 posti auto. Un numero cospicuo, di certo ben superiore ai circa 270 posti che verranno eliminati per la chiusura del parcheggio Villaraspa, determinato dall’inizio dei lavori nel comparto Parolini, e di quello della caserma Cimberle-Ferrari. Sono certo che questo parcheggio rappresenterà un’ottima soluzione all’annoso problema, da più parti evidenziato, della mancanza di posti per le auto a ridosso del centro storico. L’area infatti, per posizione e contesto, si può considerare praticamente in centro; contiamo di averla a disposizione prima dell’inizio dell’estate. Naturalmente siamo consci che questa sistemazione è del tutto provvisoria e stiamo lavorando alacremente per definire la destinazione finale dell’area, che a breve presenteremo come proposta alla collettività, e per trovare le risorse necessarie.
Come previsto dalla delibera di indirizzo approvata dal Consiglio Comunale, in quell’area sorgerà la Cittadella dei Servizi, ove verranno riuniti gran parte degli uffici comunali, con un notevole risparmio in termini di spese correnti ed aumento di efficienza nelle risposte ai cittadini. Il numero dei dipendenti che opereranno nella Cittadella saranno circa 240 ed il nuovo fabbricato dovrebbe occupare circa 18.000 metri cubi. Oltre agli uffici comunali sono in corso verifiche per ospitare nell’area in questione altre realtà che permettano di evitare la desertificazione serale di un zona che, essendo nei pressi della stazione ferroviaria, potrebbe creare problemi di degrado e di insicurezza. Naturalmente l’area sarà dotata di un parcheggio di grande capienza, sicuramente superiore a quello dell’attuale struttura in via di realizzazione. Siamo particolarmente soddisfatti della scelta da noi effettuata, perché la bonifica ambientale effettuata ha rilevato importanti quantità di amianto che, se lasciata ancora a lungo non smaltita, avrebbe potuto provocare danni alla salute non facilmente quantificabili. Ci auguriamo di non avere ulteriori sorprese circa la bonifica, ma in ogni caso siamo consci che il tempo che oggi stiamo investendo in questa attività sarebbe comunque stato necessario al momento di metter mano a qualsiasi iniziativa in quell’area.

Caserma Montegrappa
In questi giorni vi è stato un sopralluogo da parte di Prefetto, Questore, tecnici del Demanio e della Polizia di Stato per verificare la possibilità di allocare i Commissariato nella Caserma Monte Grappa. Il progetto presentato da privati, che si impegnano in caso di accettazione del progetto da parte del Ministero, a costruire una nuova caserma della Polizia in adiacenza all’attuale sede della Polstrada, rendendola disponibile entro 24 mesi, è stato presentato agli organi competenti che ora ne stanno esaminando la convenienza economica rispetto all’utilizzo della Monte Grappa.
Da parte nostra siamo pronti alla piena collaborazione qualsiasi sia la scelta del Ministero, non avendo alcuna voce in capitolo sulla decisione; abbiamo tuttavia fatto presente che Viale Venezia, passaggio obbligato per i mezzi della Polizia, rappresenta una via molto trafficata e sulla quale è nostra intenzione intervenire, quando sarà realizzata la nuova bretella di Cassola, per farne una zona più vivibile, nella quale i mezzi, soprattutto alla sera, siano costretti a procedere molto più lentamente, le cui carreggiate vengano ristrette da aiuole che permettano una sosta regolare e non, come avviene ora, sui marciapiedi.
Inoltre un Commissariato nella Caserma Monte Grappa, a causa delle strutture di sicurezza e di isolamento necessarie alla Polizia, comprometterebbe sicuramente la possibilità che la Caserma venga messa a disposizione, come auspicato tramite il Federalismo Demaniale, degli Alpini, della Protezione Civile, delle Associazioni ed a depositi comunali, oggi fortemente carenti dopo la vendita effettuata dalla passata Amministrazione del magazzino comunale.

Società partecipate
Benché non siamo ancora in possesso dei dati di bilancio definitivo delle due principali società partecipate SIS spa e Farmacasa spa, abbiamo attentamente seguito le attività di queste due importanti imprese. I loro bilanci non dovrebbero vedere alcuna perdita e ciò è particolarmente importante, perché sembrerebbe che l’obbligo derivante da disposizioni di legge, per i comuni di meno di 50.000 abitanti, di poter mantenere una sola partecipazione, non si applicherebbe se le Società partecipate hanno sempre avuto andamenti positivi. Mi sento quindi in dovere di ringraziare gli amministratori delle nostre società per l’ottimo lavoro svolto. Naturalmente, indipendentemente dalle prescrizioni della legge, è nostra intenzione analizzare attentamente la possibilità di una migliore gestione delle funzioni di queste società, anche al fine di poter effettuare maggiori investimenti nell’edilizia popolare, oggi decisamente troppo carenti. A questo proposito stiamo mettendo a punto un piano di alienazioni che interessa, in via prioritaria, la dismissione di 39 appartamenti di edilizia che verranno messi in vendita; il ricavato verrà reinvestito in alloggi ERP.

Conclusioni
Per quanto riguarda le varie opere pubbliche del prossimo triennio rimando alla dettaglia relazione predisposta dall’Assessore ai Lavori Pubblici.
Scrivendo una relazione che ricorre annualmente si è sempre tentati di riprendere pezzi della relazione precedente. Ebbene, non mi vergogno affatto nel dichiarare che la chiusura è esattamente la stessa di quella relativa alla relazione del Bilancio 2010. Infatti credo che su alcune affermazioni e riconoscimenti, quando ne ricorrano le circostanze, non si possa e debba cambiare idea.
A conclusione di questo mio intervento desidero quindi ringraziare le molte persone che hanno collaborato alla progettazione e all’elaborazione di questo bilancio. Per non fare omissioni ringrazio genericamente tutti gli Assessori ed i loro Dirigenti di riferimento, che hanno tutti recepito lo spirito con il quale abbiamo dovuto effettuare dei tagli al fine di concentrare i nostri sforzi alle emergenze del momento, che ci ha visto ancora una volta dedicare particolare attenzione alle risorse destinate ai servizi alla persona ed alla famiglia.
Un grazie specifico al dott. Francesco Benacchio ed al suo staff per la puntualità, competenza ed efficienza ancora una volta dimostrate.”