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“Un film non si può fermare”

Il vicesindaco Carlo Ferraro presente al casting di “Cose dell'altro mondo”. “Solo nei regimi autoritari si va a sindacare sui copioni dei film”

Pubblicato il 21 ott 2010
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Alle 15.30, orario d'inizio della prima giornata di casting di “Cose dell'altro mondo” all'Hotel Palladio, lui era già sul posto.
Per osservare di persona la processione delle aspiranti comparse del film con Diego Abatantuono e per un confronto di idee con l'ispettore di produzione della Rodeo Drive su alcuni aspetti organizzativi delle location del set.
Carlo Ferraro, vicesindaco e assessore alla Cultura e agli Spettacoli di Bassano, è stato delegato dal sindaco Cimatti a seguire le questioni logistiche con la produzione dell'opera cinematografica.

Il vicesindaco di Bassano Carlo Ferraro: "Quello di questi giorni è un polverone inconcepibile"

Un compito che gli dà il suo bel daffare: e che lo ha portato ad affrontare per prima la questione dell'ormai famosissima “scena del toro”. La quale, nell'intenzione originaria della produzione, doveva essere girata all'interno del Ponte degli Alpini. Ma che invece - su indicazione dello stesso sindaco - sarà dirottata in Piazzotto Montevecchio.
Prima dell'inizio del casting, il vicesindaco si concede per qualche minuto alla stampa.

Assessore Ferraro, cosa pensa di tutte le discussioni scoppiate in questi giorni sul film ospitato a Bassano?
“Io penso che questo dibattito preventivo sia una cosa assurda. Solo nei regimi autoritari si va a sindacare sui copioni dei film. Un film non si può fermare.”

Lei ha letto la sceneggiatura. Che idea se ne è fatto?
“E' una storia dal taglio grottesco, con toni forzati, ed è stato scelto di ambientarla nel Nordest. Se tutte le città del Veneto dicessero di no, lo si farebbe comunque. A Cinecittà, o in un'altra regione, il film verrebbe girato ugualmente. Giudicare un'opera neanche su un copione, ma sul “sentito dire” è semplicemente assurdo. Giudicarla dopo, una volta realizzato il film, è invece lecito. Dopo la sua uscita nelle sale potremo esprimere il nostro parere, sotto il profilo artistico e su tutti gli altri aspetti. E poi il film ha avuto 1 milione e 300mila euro di finanziamento dal Ministero. Se mai c'è un vizio, è all'origine. Chi solleva polveroni e barricate deve semmai rivolgersi al ministro. Chi critica fa parte dello stesso governo, si mettano d'accordo.”

Quindi lei, come il sindaco Cimatti, è pienamente convinto della validità dell'operazione...
“Abbiamo ospitato un film a Bassano in un momento di crisi economica. Ci sono 50 persone, nella troupe, che dormono negli alberghi di Bassano. E poi 80 euro al giorno, per una comparsa, non sono da buttar via. E' un aspetto secondario, ma non disprezzabile. Quello che è stato sollevato in questi giorni é un polverone inconcepibile.”

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