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Passano i giorni e passano i mesi, ma la situazione dei 35 dipendenti della ex Lametal - Like di Oliero, oggi Gruppo Giona - in presidio permanente dallo scorso novembre davanti ai cancelli della fabbrica nella frazione di Valstagna - non si sblocca. In stato di agitazione dopo la decisione della proprietà di portare via i macchinari e di chiudere di fatto lo stabilimento, dove si producevano scaldacqua e nonostante non mancassero le commesse di produzione, i lavoratori hanno a tutt'oggi diverse mensilità di stipendio ancora da percepire.
Intanto, a sostegno delle maestranze in presidio, si profila una nuova iniziativa: un “aperitivo e cena benefit” il cui ricavato sarà devoluto “in solidarietà ai lavoratori in lotta della ex Lametal di Oliero”.
L'incontro conviviale solidale (adesioni entro e non oltre il 13 febbraio, contatti info.nsn@libero.it) si svolgerà sabato 15 febbraio alle 18.30 nella Sala Polivalente di via Friuli 1 in quartiere Rondò Brenta a Bassano del Grappa, ed è promosso dall'Assemblea operaia “No Signor No”: associazione extrasindacale sorta in città un paio di anni fa per dare voce alle richieste dei lavoratori.
I cancelli presidiati della ex Lametal - Like di Oliero (foto Alessandro Tich)
“La loro lotta è anche la nostra lotta - afferma una nota degli organizzatori riferendosi ai dipendenti dell'azienda della Valbrenta -, portare solidarietà a questi lavoratori è il minimo che possiamo fare.”
Nell'occasione, l'Assemblea operaia “No Signor No” ha trasmesso in redazione anche un comunicato stampa, che pubblichiamo di seguito:
COMUNICATO DI SOLIDARIETA' AI LAVORATORI IN LOTTA
DELLA EX LAMETAL DI OLIERO (VALSTAGNA)
Oltre il danno…anche la beffa!
Sono passati oramai tre mesi da quando i dipendenti della ex Lametal, ora Gruppo Giona di Oliero (Valstagna), hanno deciso di “abbandonare” il loro posto di lavoro per presidiare in modo permanente, notte e giorno, i cancelli di quello che, fino al giorno prima, era il loro posto di lavoro.
Stanchi di essere presi in giro (diverse le mensilità arretrate non percepite) hanno voluto dare un taglio deciso alla questione: bloccare lavoro e produzione, smettendo, di fatto, di ingrassare gratuitamente le tasche del padrone!
Ora, a distanza di parecchie settimane, la loro situazione è sempre più precaria: di soldi non se ne parla (se escludiamo quei pochi spiccioli che il padrone, in forma caritatevole, ha fatto avere loro) e il futuro, insieme al presente, si tinge sempre più di nero. Dai numerosi tavoli di contrattazione, il sindacato (FIOM su tutti) non ha ottenuto praticamente nulla, arrivando addirittura a ridicolizzare i lavoratori e la loro lotta per tutelare, una volta in più (che sia mai!), le figure del padrone e dell’azienda (il giorno della vigilia di Natale, è stata fatta uscire della merce finita, che rappresenta a tutti gli effetti una piccola parte dei loro stipendi arretrati, in cambio di nessuna contropartita).
Come assemblea operaia, fin dall’inizio siamo stati vicini e solidali alla battaglia di questi lavoratori, e lo siamo tuttora. Sappiamo bene una cosa: quello che oggi sta succedendo a loro, domani potrebbe capitare a chiunque. Girarsi dall’altra parte e far finta di non vedere, risulta essere solamente inutile e dannoso. L’indifferenza fa il gioco dei padroni e, in generale, dei nemici dei lavoratori, specie se in lotta.
Rompere il muro di silenzio che molto spesso ricopre interamente situazioni come questa di Oliero, è stata la prima mossa giusta e doverosa di questi operai ed impiegati sbattuti in mezzo alla strada da chi, per anni, li ha sfruttati ed ha costruito, sul loro lavoro e sulla loro professionalità, la propria ricchezza. E ad oggi, non si fa scrupolo a tenerli alla canna del gas, con situazioni personali sempre più drammatiche, privandoli di diritti e dignità (per citare lo striscione esposto al presidio).
Posti di lavoro che se ne vanno, la disoccupazione (terrificante quella giovanile) che continua a salire, una ripresa che non arriva. Questo è il bollettino di guerra quotidiano! E in tutto ciò, le istituzioni tutte non avendo più nulla da dire, facendo emergere sempre di più il loro reale ruolo antioperaio di pompieri “ammazza lotte”, ci costringono a subire passivamente e ad accettare lo stato di cose.
La situazione è durissima per noi lavoratori ed abbattersi la complica ulteriormente. E’ il tempo di scegliere da che parte stare. Noi stiamo con chi lotta quotidianamente per riprendersi ciò che gli è stato tolto, con chi scavalca i diktat dei sindacati asserviti ai padroni, con chi viene manganellato dalla polizia perché si oppone all’uscita della merce.
Noi stiamo coi lavoratori della ex Lametal e con tutti coloro che stanno pagando sulla propria pelle, le ricette per curare la crisi prescritte da governi, banche, sindacati e padroni. Abbiamo pagato fin troppo: basta attendere, basta chiacchiere! Uniamoci e lottiamo per il nostro lavoro e la nostra dignità!
Assemblea operaia “No Signor No”
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