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Cronaca

Maxi evasione fiscale internazionale scoperta dalla Guardia di Finanza

Sgominata un'organizzazione criminale capeggiata da un residente nel bassanese. Ricuperati al fisco oltre 9 milioni di euro

Pubblicato il 09-02-2010
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I finanzieri di Bassano del Grappa hanno concluso una complessa attività investigativa, avviata da tempo, che ha consentito di portare alla luce un’enorme evasione fiscale internazionale nel settore del tessile e della compravendita immobiliare.
L’organizzazione criminale che ha posto in essere l'attività illegale faceva capo a C.A., residente nel bassanese il quale, dal 2003 ad oggi, si è avvalso di ben sedici società dislocate in Italia, Austria e Paesi del Nordest Europa, guidate da propri soggetti prestanomi, che emettevano ed utilizzavano fatture per operazioni inesistenti e una serie di conti correnti bancari aperti in Italia e all’estero.
Lo scopo dell'attività illecita era quello di movimentare ingenti somme di denaro verso l’estero, al fine di creare scorte finanziarie in nero e di sottrarre i proventi all’imposizione fiscale in Italia indirizzandoli su Paesi a fiscalità agevolata.

Inoltre l'organizzazione si proponeva di abbattere il reddito d’impresa, iscrivendo in bilancio i costi fittizi derivanti dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da società estere collegate all’organizzazione.
Gli sviluppi dell’attività ispettiva e di indagine, coordinata dalla Procura di Bassano del Grappa, con la collaborazione dell’Interpol, hanno indotto i finanzieri nel giugno 2009 ad effettuare anche rogatorie in Austria ove, con l’ausilio delle autorità locali, hanno sottoposto a sequestro una copiosa documentazione comprovante l’attività illegale.
Scoperte inoltre due società cartiere, dedite esclusivamente all’emissione delle fatture false utilizzate in Italia .
L’intuizione e la tenacia delle fiamme gialle hanno consentito inoltre di individuare nella medesima sede altre 170 società facenti capo a tale H.A., prestanome e collaboratore del capo dell’organizzazione criminale, sulle quali sono tutt’ora in corso indagini per accertare eventuali collegamenti con aziende operanti in Italia.
Gli esiti dell’attività di indagine hanno consentito, ad oggi, di recuperare a tassazione circa 9 milioni di euro e contestare oltre un milione di Iva non versata denunciando all’Autorità Giudiziaria quattro soggetti per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.

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