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Ci risiamo. Le cronache sulla stampa di queste ore parlano di un'improvvisa recrudescenza di episodi collegati agli eccessi della movida del weekend a Bassano, favoriti anche dal “rompete le righe” da molti interpretato come l'atteggiamento da mettere in pratica col rientro del Veneto in zona gialla. Una zuffa tra quattro giovani in via Verci, un'animata discussione tra ubriachi in via Portici Lunghi, una lite con pestaggio tra ragazzini in viale dei Martiri e altri sbarbatelli emuli delle Tartarughe Ninja in azione tra di loro via IV Armata. Si passa poi alla categoria “trasgredisco ma me ne frego”: come le due donne colte in via Verci dai Carabinieri a passeggiare senza mascherina che hanno risposto, secono i resoconti di stampa, di non volerla indossare perché tanto a loro “il Covid non fa nulla” e si sono beccate, per il disturbo, una multa di 400 euro a testa.
Si aggiunge alla compagnia il genio della lampada di cui ci siamo già occupati ieri in questo portale: il 21enne del Bassanese alla guida di un'auto (senza mascherina) con altre tre persone a bordo che ha richiamato l'attenzione di una pattuglia della Polizia Locale dopo aver urlato frasi contro gli agenti che provenivano in direzione opposta e lo hanno quindi inseguito e fermato in via Pusterla. Una genialata che alla fine è costata al giovane leone della strada una denuncia alla Procura della Repubblica per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente, il sequestro dell'auto, una segnalazione alla Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti e una multa di 400 euro per violazione alla normativa anti-Covid. Questo, in sintesi, il bilancio degli interventi delle Forze dell'Ordine nello scorso weekend a Bassano. Francamente troppo, per un fine settimana di una tranquilla (?) cittadina veneta.
Ce n'è quanto basta per rinfocolare le giustificate preoccupazioni sulla sicurezza della frequentazione del centro storico e di altre zone sensibili della città, specialmente in taluni giorni e in taluni orari, e le osservazioni critiche su un'amministrazione comunale che al di là degli annunci istituzionali non sembra ancora tenere le redini, per quanto di sua competenza, del controllo sull'ordine e sul decoro in città. Ora però l'assessore comunale alla Sicurezza non è più Tamara Bizzotto, ma Pat Garrett Claudio Mazzocco.
Fioriera all'esterno del negozio Ronchi in via Roma (foto Alessandro Tich)
E la circostanza che la serie di fatti spiacevoli dello scorso weekend possa essere accaduta nell'Era dell'Assessore-Sceriffo ha quasi dell'incredibile.
Sicuramente l'assessore Mazzocco, il cui grado di consenso poggia sull'immagine di ferreo tutore amministrativo dell'ordine, è rimasto spiazzato dalla sequela di “movimentati episodi” accaduti in contemporanea o quasi nella città per la quale ha dichiarato (intervista a Bassanonet del 20 novembre 2020) di aspirare a un “ritorno all'antica” con “un controllo assiduo, costante e se possibile 24 ore su 24 del territorio”. Lo si capisce da un comunicato stampa trasmesso in redazione in data odierna dal Corpo di Polizia Locale dell'Unione Montana del Bassanese (oggi i vigili del Comando di via Vittorelli si chiamano così) che riferisce di un ulteriore intervento del fine settimana o giù di lì. La cosa risale alla serata di venerdì scorso: su segnalazione di alcuni residenti, due pattuglie sono intervenute per un controllo in centro storico. Hanno così identificato tre soggetti, tutti con precedenti penali: uno di loro è risultato colpito da un ordine del questore di Vicenza riguardante il divieto di dimora a Bassano del Grappa per tre anni ed è stato deferito all'autorità giudiziaria. Il comunicato stampa si conclude con le parole virgolettate dell'assessore Mazzocco che, tra le altre cose, dichiara: “Non appena abbiamo avuto la segnalazione della situazione i nostri agenti sono prontamente intervenuti e posso assicurare che questo genere di controlli proseguirà in maniera sempre più serrata in centro storico e in tutti i quartieri della città.”
Al netto del fatto che il controllo della Polizia Locale era un atto dovuto e che la segnalazione dei residenti è stata un positivo esempio di collaborazione civica, la dichiarazione del componente di giunta profuma intensamente di excusatio non petita: una giustificazione non richiesta circa la volontà di “stare sul pezzo”, di tenere la situazione sotto controllo e di prevedere anzi un giro di vite mentre proprio oggi il Giornale di Vicenza, nel riferire gli episodi di cronaca sopra ricordati, titola a caratteri cubitali: “Ressa, risse, droga. In centro ritorna il caos della sera”. Che coincidenza...
Ma in questo breve compendio di convivenza incivile a Bassano c'è anche l'altra faccia della medaglia. Zuffe, risse e altri eccessi generati da persone stordite dai fumi dell'alcol o in preda alla febbre del sabato sera sono episodi da condannare, da contenere e soprattutto da prevenire. E in quanto tali vanno gestiti, inquadrati e limitati come manifestazioni di inciviltà fortunatamente circoscritte. Ma c'è anche un'altra forma di inciviltà, non violenta e più soft, minore ma assai più diffusa, più subdola e meno esposta i titoli dei giornali, che alimenta l'humus dei comportamenti non rispettosi delle regole e della convivenza civica di cui le notizie che finiscono sui media rappresentano la degenerazione. Il degrado urbano non nasce il sabato e non muore alla domenica, ma è una stalattite che si forma goccia dopo goccia, giorno dopo giorno.
Provate a camminare per il centro storico di Bassano - e limitiamoci solo al “salotto buono” della città - guardando per terra. Troverete una quantità impressionante di mozziconi di sigarette, intervallati qua e là da deiezioni di cani (ho voluto usare una parola elegante), da cartacce e anche da mascherine gettate sulla strada. “È una fioriera, non un pisciatoio per cani”, avverte un poco ospitale cartello conficcato nei vasi con le piante all'esterno del negozio Ronchi di via Roma. Poco più in là, l'aiuola di delimitazione della Biblioteca Civica davanti alla galleria Tabacchi diviene regolarmente, il lunedì mattina, ecocentro di smaltimento di resti di cibi e di beveraggi. Tempo fa su questo portale avevo pubblicato la foto di un altro cartello affisso sulle grate del cancello di ingresso di una proprietà privata nell'appartato vicolo Callegherie Vecchie, con la scritta: “Questo non è un bagno pubblico. Andate a fare i vostri bisogni da un'altra parte. Area videosorvegliata”. Sono passati anni, ma quel cartello è ancora là. Potrei continuare ma mi fermo qui.
Non voglio assolutamente dire che Bassano “sia” questa, ci mancherebbe altro. Dico solo che Bassano è “anche” questa.
Ben vengano dunque i controlli soprattutto preventivi della Polizia Locale e delle Forze dell'Ordine: facciano in modo che gli episodi dello scorso weekend non si ripetano, perlomeno in questa preoccupante quantità, e l'assessore Mazzocco dimostri di saper collegare le parole ai fatti. Ma in una città come la nostra non basta limitare i danni di alcuni violenti e di quattro ubriachi per aumentare il decoro. Il decoro della nostra convivenza urbana, proprio in questi tempi che ci hanno incattivito, ha bisogno anche di una coscienza civica che riconosca la necessità di arginare il vero problema. Che altro non è, come intitolerebbe Almodóvar, che la mala educación.
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