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Genius incompreso
Genius Center e l’annuncio del sindaco a San Bassiano dell’“intenzione di arrivare alla fine dell’anno con l’avvio del cantiere”. Vi spiego perché è una scadenza dura da rispettare
Pubblicato il 09 feb 2023
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Scusate se ritorno a battere il chiodo su questo argomento, ma c’è una cosa che non mi va a Genius.
Sicuramente l’amministrazione comunale di Bassano avrà modo di smentirmi, ma sul progetto del Genius Center da costruire sulla tomba del defunto Polo Museale Santa Chiara mi pongo - e rilancio a voi - alcune domande.
Ovvero degli interrogativi che riguardano più i tempi che non i modi di realizzazione del nuovo maxi contenitore dell’innovazione al posto dell’attuale cratere col cantiere interrotto attorno.
Un render ‘notturno’ della prima ipotesi progettuale del Genius Center
Parto dai fondamentali. Vale a dire dal discorso del sindaco Elena Pavan alla cerimonia di San Bassiano dello scorso 19 gennaio.
Annunciando “i cantieri di opere pubbliche o altre iniziative che partiranno nel 2023” il sindaco ha dichiarato quanto segue: “Tra i maggiori, per consistenza e per la soluzione che daremo ad una questione annosa in città, cito quello che a tutti è noto come Polo Santa Chiara e che abbiamo rinominato Genius Center.”
“Proprio nella giornata di ieri - ha rivelato la Pavan nell’occasione - abbiamo avuto un aggiornamento del progettista, che proporrà all’amministrazione una nuova visione ed ulteriori utilizzi.” “Ed è nostra intenzione - ha aggiunto - arrivare entro la fine dell’anno all’avvio del cantiere per un’area strategica della città e del centro storico, dedicata all’innovazione, alla scienza, alla tecnologia, senza trascurare l’arte e la creatività.”
Dunque, secondo le predizioni della Maga Pavan, entro i prossimi dieci mesi si terrà la cerimonia della posa della prima pietra, o del simbolico primo colpo di benna, del supercalifragilistic Genius Center de noialtri.
A prescindere dal fatto che in questo breve periodo - perché “entro la fine dell’anno”, nel campo dei Lavori Pubblici, è già domani mattina - un percorso di condivisione con la città sul maxi progetto sarebbe assai gradito, ci sono altre incognite al momento precluse a noi non addetti ai lavori che delineano i contorni ancora poco netti dell’intervento in divenire, a cominciare proprio dalle tempistiche.
Non si tratta infatti di un appalto qualsiasi, bensì - come già scritto in precedenti articoli - del risultato di una proposta avanzata all’amministrazione comunale, e accolta dalla stessa, da parte di un’ATI e cioè Associazione Temporanea di Impresa costituitasi all’uopo.
La proposta, in soldoni, è la seguente: il Genius Center sarà progettato, realizzato e anche gestito dai privati, tramite il sistema del “leasing in costruendo”.
L’ATI, di cui fa parte anche una banca, costruisce quindi l’opera a proprie spese, al suo interno è inclusa la società che la gestisce per un certo numero di anni e il Comune, per contro, restituisce poi all’ATI la somma investita con un piano pluriennale di rate da corrispondere. Il famoso canone di disponibilità, come la Superstrada Pedemontana Veneta.
È il PPP-Partenariato Pubblico-Privato, bellezza.
Domanda inevitabile: l’investimento privato che poi il Comune dovrà restituire in comode rate fisse da caricare nei bilanci di previsione annuali a quanto ammonta? 10 milioni di euro?
20 milioni, come già si è vociferato? Al momento non è dato ancora esattamente sapere.
Si accettano scommesse.
Rinfreschiamoci intanto la memoria sui componenti dell’ATI proponente del Genius Center di Bassano.
I loro nomi sono ufficialmente indicati nel documento di “manifestazione di interesse preliminare” al Comune di Bassano con “proposta di locazione finanziaria quale strumento di PPP (…) per la riqualificazione dell’ex area denominata Santa Chiara”, protocollato in Comune il 24 giugno 2022.
Il documento è redatto su carta intestata della GBR Consulting Sas di Trento, società di coordinamento dell’ATI e advisor delle imprese del raggruppamento per il management finanziario.
Il resto della squadra comprende innanzitutto il progettista: lo studio GrisDainese Architetti Srl, con sedi a Padova e a Verona, nome già ampiamente noto alle nostre cronache nella sua veste di consulente del Comune per il precedente studio del “concept” di riuso dell’area Santa Chiara, alias Hub Urbano per l’Innovazione.
C’è poi il gestore: la società Pleiadi Science Farmer Srl di Padova che opera “nel campo della formazione, dell’educazione e dell’edutainment (education + entertainment, NdR)”.
E non può mancare la banca e cioè quella che mette materialmente i schei come soggetto finanziatore mandante: si tratta di Iccrea Banca Impresa S.p.A., banca “corporate” del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, presentata come “uno dei leader nazionali rispetto allo strumento del Leasing Pubblico”.
Per la procedura del PPP con leasing in costruendo non deve mancare nell’ATI anche la ditta esecutrice dell’opera: nel documento di giugno non viene ancora indicata, perché in fase di “due diligence” (approfondimento di dati e informazioni) da parte del finanziatore.
Tradotto per la signora Maria e il signor Bepi: la banca, che finanzia l’intervento, sonda il terreno e alla fine, in base a tutta una serie di determinati requisiti, sceglie l’impresa costruttrice dell’opera da finanziare. E in caso di un’impresa che finisca in difficoltà in corso d’opera, come può sempre accadere, è la banca stessa che la sostituisce.
Tutto semplice, no? Come bere un bicchiere di acqua oligominerale Santa Chiara.
E arriviamo adesso alla questione delle tempistiche.
Il primo vagito pubblico della proposta di PPP per il Genius Center risale al 19 luglio 2022, data della presentazione della prima ipotesi progettuale alla 3° Commissione consiliare Territorio, Cura e Sostenibilità Urbana.
In sala Chilesotti l’operazione di leasing in costruendo e le caratteristiche del futuro “museo scientifico interattivo” furono spiegate dal titolare di GBR Consulting Giorgio Malimpensa, da Lucio Biondaro e Alessio Scaboro, cofondatori di Pleiadi Science Farmer e dall’arch. Valentina Babolin di GrisDainese Srl.
All’epoca si era ancora in fase di “fattibilità tecnica” dell’intero complesso finanziario-progettuale dell’intervento, a seguito della quale l’ATI proponente deve poi presentare all'ente pubblico l’effettivo e completo impianto della proposta: il progetto di fattibilità, la bozza di convenzione, la disciplina dei rischi, la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione e il piano economico-finanziario asseverato che è di fatto un piano di ammortamento per le casse comunali nei 20 anni di validità dell’accordo.
In quella seduta di commissione, e nella conferenza stampa che l’aveva preceduta, era stato affermato che l’ATI avrebbe presentato il progetto definitivo del Genius Center con tutte le carte correlate “entro otto-nove mesi”.
Eravamo a luglio dell’anno scorso: ciò significa che l’intero dossier del progetto in PPP dovrebbe pervenire in Comune tra il marzo e l’aprile di quest’anno.
Dopodiché il Comune avrà 90 giorni di tempo per approvare la proposta o per presentare eventuali osservazioni.
E si arriva già all’estate. Se tutto va bene - e sottolineo “se” - e cioè nell’ipotesi che i competenti uffici comunali in sede di valutazione del progetto e di valutazione dell’offerta non ravvisino alcun elemento tale da congelare l’iter in attesa di proposte migliorative, la convenzione di Partenariato Pubblico-Privato tra il Comune di Bassano e l’ATI proponente può essere stipulata tra i prossimi mesi di agosto e settembre. In caso contrario, il rinvio della complessa pratica è inevitabile.
Ma la cosa da tenere bene in mente è che la trafila non è ancora conclusa.
Facciamo quindi finta che nei tre mesi (90 giorni) di valutazione del Comune gli uffici tecnici aprano tutte le porte alla fattibilità dell’opera, al suo costo e al conseguente debito pluriennale a carico del Comune e a tutti gli altri intricati aspetti di carattere legislativo in tema di leasing in costruendo. Si va quindi a firmare la convenzione e, calendario alla mano, siamo già alle porte dell’autunno.
Non è però ancora il momento di passare al progetto esecutivo e al via libera al cantiere.
Trattandosi di un’opera pubblica di importo superiore ai 5 milioni di euro (la “soglia comunitaria” è di 5.382.000 euro), deve essere obbligatoriamente sottoposta a un bando di gara europeo, ovvero una gara per l’affidamento dell’appalto con procedura aperta a tutte le imprese d’Europa.
Qui il tempo si dilata ancora: almeno un altro mese e passa per la presentazione delle offerte, valutazione, aggiudicazione eccetera.
Il bando di gara può ovviamente essere vinto anche da un’ATI diversa dall’ATI proponente. Tuttavia quest’ultima ha il diritto di prelazione: in caso di proposta più vantaggiosa presentata da altri, può abbassare le proprie pretese e aggiudicarsi comunque l’appalto.
Ma intanto, ridendo e scherzando, siamo arrivati in pieno inverno. Il tutto al netto di eventuali condizioni “ostative” ravvisate in sede di valutazione della proposta dai competenti uffici comunali.
Dopo tutto questo simpatico e piacevole excursus burocratico-amministrativo, giungo al morale della favola.
In base a quali certezze il sindaco ha dichiarato a San Bassiano che è intenzione dell’amministrazione “arrivare entro la fine dell’anno all’avvio del cantiere del Genius Center”? È questa la cosa che non mi va a Genius, nel senso che non riesco a capirla, nell’auspicio che l’amministrazione stessa abbia modo di smentire i miei dubbi.
Quest’opera pubblica in partenariato coi privati rappresenta di certo il massimo trofeo per il sindaco Pavan da appendere sulla bacheca del bilancio del suo mandato, in scadenza nel maggio del prossimo anno.
Ma mi sembra proprio che si tratti di un Genius incompreso.
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