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Grande successo alla Sala d’Oro del Musikverein di Vienna per il Requiem di Puccini e la Messa da Requiem di Verdi diretti dal maestro di casa nostra Roberto Zarpellon. “È come tirare un rigore al Bernabeu nella finale di Coppa del Mondo”
Pubblicato il 13 apr 2025
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“Io sono un topo di campagna, che con la forza di volontà che avevano i nostri emigranti, orfano di padre, è andato a studiare all’Accademia Musicale di Vienna.”
Così il maestro Roberto Zarpellon, originario di Casoni di Mussolente, direttore d’orchestra di chiara fama, iniziava il suo racconto nell’intervista che gli avevo dedicato su Bassanonet nel febbraio 2022, intitolata “Robert von Karajan”.
Nella capitale austriaca, che è anche una delle capitali della cultura e della musica europea, il maestro del resto è di casa. Non solo perché lì ha studiato, ma anche perché nella sua ormai lunga carriera artistica ha più volte diretto concerti nella città della Sachertorte - potevo anche dire del Valzer, della Secessione o della ruota panoramica del Prater, ma io sono un goloso -, dove ha anche debuttato con la bacchetta al Wiener Festwochen del 1987.
Grandi applausi al termine del concerto al Musikverein
Per una parte bassanese, per un’altra asolano e per il resto cittadino del mondo, Zarpellon è fresco reduce da un grande successo riscosso alla Goldener Saal, la Sala d’Oro, del Musikverein viennese.
Tanto per intenderci e per capire di cosa stiamo parlando, la Sala d’Oro del Musikverein è la sede principale dei Wiener Philharmoniker ed è quella che vediamo ogni 1 gennaio in eurovisione col Concerto di Capodanno di Vienna, nel quale si alternano ogni anno sul podio i più grandi direttori d’orchestra del mondo.
In quella stessa sala, quando era studente Roberto Zarpellon andava a vedere e ad ascoltare le prove sul palco dei mostri sacri del leggio (come Karajan, Bernstein, Abbado, Kleiber…) e già nel gennaio del 2022 aveva avuto la straordinaria occasione di dirigere un concerto, con la sua Orchestra Lorenzo Da Ponte.
Proprio la sua “prima” da direttore al Musikverein era stata lo spunto per quella mia intervista di tre anni fa.
E adesso, diversamente da Paganini, si è ripetuto.
“È un grande onore entrare in questa sala, che si può ben definire la sala delle sale.”
Così Roberto Zarpellon prima del concerto che lo ha visto nuovamente all’opera alla Goldener Saal domenica scorsa 6 aprile.
Una serata speciale che ha rappresentato il coronamento di una breve tournée, iniziata a Bassano del Grappa (lo scorso 4 aprile, nella chiesa di San Francesco) e proseguita a Klagenfurt (5 aprile, Konzerthaus Klagenfurt, nell’ambito delle celebrazioni per i 125 anni del Musikverein Kärnten).
Un ensemble di respiro internazionale ha portato in scena un programma che celebra il genio di due grandi compositori italiani: il Requiem di Giacomo Puccini e la monumentale Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, per l’esecuzione dell’Orchestra Lorenzo Da Ponte e del Venice Monteverdi Academy Choir, entrambe formazioni artistiche con sede in Veneto.
L’Orchestra Lorenzo Da Ponte è composta da musicisti di prim’ordine provenienti dall’area mitteleuropea, mentre il Venice Monteverdi Academy Choir è una formazione di cantanti professionisti, annoverata tra gli ensemble vocali più importanti della Regione.
Fin dalle prime note, l’Orchestra Lorenzo Da Ponte, sotto la direzione precisa e carica di energia di Roberto Zarpellon, ha sviluppato un suono di meravigliosa trasparenza. I musicisti hanno espresso una notevole chiarezza nei singoli registri, senza mai sacrificare l’omogeneità e la fusione del suono d’insieme.
L’interpretazione di Zarpellon è stata caratterizzata da un’energia palpabile, che si è manifestata in accenti incisivi nei momenti più drammatici delle partiture. Nelle sezioni liriche, invece, l’orchestra ha saputo creare atmosfere quasi impressionistiche, ricche di sfumature delicate e suggestive.
Il Venice Monteverdi Academy Choir si è rivelato un partner di pari livello.
Con una potenza vocale e un’omogeneità di suono impressionanti, il coro ha riempito la sala, trasmettendo con intensità le dimensioni emotive e spirituali delle opere.
Roberto Zarpellon ha guidato le compagini orchestrali e corali con mano ferma e ispirata, rivelando una profonda conoscenza dell’architettura musicale e della sostanza emotiva di entrambi i lavori. Ha esplorato con convinzione la profondità delle composizioni, conferendo a ogni sezione un peso significativo e accentuando con efficacia sia i momenti drammatici che quelli lirici.
Morale della favola, anzi del concerto: Zarpellon è riuscito a creare una tensione musicale che ha saputo catturare il pubblico, in una serata nella quale si è distinto il celebre basso Ferruccio Furlanetto, la cui presenza scenica è stata perfettamente in linea con il carattere sacro della musica.
Gli altri giovani solisti della mdw - Università per la Musica e le Arti performative di Vienna, Eunhye Grace Kwon (soprano), Anthea Barac (mezzosoprano) e Sehyun Kyung (tenore), si sono integrati perfettamente nell’ensemble di alto livello, offrendo prestazioni tecnicamente impeccabili e ricche di espressività.
Un plauso particolare va anche alla violista Barbara Rodio, anch’essa studentessa della mdw, il cui assolo sensibile e dal suono incantevole nel Requiem di Puccini ha toccato profondamente il pubblico.
Il programma si è aperto con il Requiem di Puccini, nell’elaborazione per coro, viola solista e orchestra d’archi realizzata dallo stesso Roberto Zarpellon.
Ma il fulcro della serata è stata la Messa da Requiem di Verdi.
In questa interpretazione, l’intensità drammatica e la profondità emotiva dell’opera sono state rese con grande efficacia, con le parti di basso di Ferruccio Furlanetto a rappresentare un momento di particolare rilievo.
Il pubblico nel Musikverein gremito ha mostrato una profonda ammirazione per l’esecuzione. La concentrazione durante il concerto è stata palpabile e l’impatto emotivo della musica innegabile.
Alla fine della serata nel tempio viennese della musica, il riconoscimento si è concretizzato in un lungo e caloroso applauso con standing ovation per tutti gli artisti.
Ma cosa significa per un direttore d’orchestra di casa nostra salire sul podio di uno dei santuari assoluti della musica, qual è la Goldener Saal del Musikverein di Vienna?
“Per uno che viene da un Paese baeonaro come il nostro, dove il football è tutto, è come tirare un rigore al Bernabeu nella finale di Coppa del Mondo - afferma Roberto Zarpellon con una metafora -. Al Bernabeu, però, la gente esulta e ride. A Vienna c’era gente che piangeva.”
E ovviamente quel rigore non potrebbe che tirarlo lo stesso Zarpellon, centravanti italiano del Rapid Vienna.
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