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Democrazia Finchiana
Nicola Finco è ufficialmente il candidato sindaco della coalizione di centrolega. Con il deferente appoggio della nuova entrata Italia Viva e con la benedizione del segretario regionale della Lega Alberto Stefani. E su Elena Pavan…
Pubblicato il 22 mar 2024
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“Oggi è una giornata importante per Bassano.”
Alberto Stefani, segretario regionale della Lega per il Veneto, ha appena finito di pronunciare questa frase d’inizio del suo discorso quando nel buio antro della Sibilla di sala Tolio si irradiano all’improvviso le note di una musica trionfante, con tanto di festoso scampanio. Sembra quasi fatto apposta, ma è solo la suoneria del telefonino di Dino Secco, maggiorente della DC bassanese seduto in prima fila, che corre fuori dalla sala per rispondere alla chiamata.
Non posso che iniziare questo articolo con questo faceto aneddoto, perché sono quelle cose che m’illuminano d’immenso.
Gianni Castellan, Luigi D’Agrò, Alberto Stefani, Nicola Finco, Andrea Viero, Mariano Scotton (foto Alessandro Tich)
“Giornata importante”, dunque. Ma perché?
Perché oggi è il F-Day: il giorno dell’annuncio ufficiale della candidatura a sindaco di Nicola Finco per la coalizione di centrolega, nata dall’accordo tra Lega, Forza Italia, Democrazia Cristiana-Popolari per Bassano e - ultima arrivata, fresca fresca, anzi viva viva - Italia Viva.
Nell’occasione, il pubblico in sala è composto dal solito melting pot di presenze politiche che avevamo avuto già il piacere di notare nella conferenza stampa dello scorso 9 marzo di annuncio della nascita della nuova coalizione.
Gianni Castellan, coordinatore cittadino di Italia Viva e ormai non più candidato sindaco “pro tempore” del partito di Renzi, quella volta si era seduto tra gli spettatori: oggi invece, come si conviene, presenzia e interviene di diritto al tavolo dei relatori.
Nelle file del pubblico, per la Lega c’è la senatrice Mara Bizzotto.
Riguardo ai rappresentanti della Lega di Bassano, ce ne sono quattro in tutto: oltre al segretario cittadino e assessore uscente Andrea Viero, che parlerà in conferenza stampa e che ovviamente non può mancare, fanno parte del Legagroup l’altro assessore uscente Mavì Zanata e i due consiglieri comunali Giada Pontarollo e Valentino Antonio Piccolotto.
Completa il parterre degli amministratori comunali uscenti la presidente del consiglio comunale Chiara Tessarollo, di Forza Italia, oltre all’assessore Mariano Scotton che in quanto coordinatore cittadino di Forza Italia, e non più candidato sindaco alla stregua di Castellan, prende posto tra i pezzi da 90 dell’incontro.
Per quanto concerne il resto del pubblico presente, è un’insalata mista che va di pari passo con la variegata composizione della coalizione.
In mezzo al pubblico c’è persino un giovane, la qual cosa fa notizia.
Ma non passano inosservati alcuni rappresentanti della vecchia guardia della Democrazia Cristiana delle balene che furono, per un auditorio frammisto tra il nuovo che avanza e il Jurassic Park.
Gianni Castellan di Italia Viva, il nuovo acquisto della squadra titolare, parla per primo.
“Come Italia Viva siamo partiti dal tema europeo, dentro lo schema di un centro riformista, di buon senso, liberaldemocratico - afferma -. Il disegno di Renzi è ripetibile anche sul piano comunale, con l’obiettivo di dare a Bassano e ai bassanesi una buona amministrazione.”
Poi Castellan se ne esce in versione osservatorio astronomico:
“La mia candidatura di servizio era funzionale a trovare l’allineamento dei satelliti al centro, necessari a individuare un programma e un leader confacente. Faccio un passo indietro a favore di Nicola Finco, per prendere la rincorsa sulle cose da fare.”
Chi fa un passo indietro è anche Mariano Scotton, ormai ex candidato sindaco per Forza Italia.
“Sono virtualmente con me l’onorevole Tosi e il senatore Zanettin, con cui ho condiviso ogni parola che dirò - esordisce l’assessore uscente -. Quanto sta succedendo a Bassano è perfettamente in linea con quanto ha detto il segretario di Forza Italia Tajani: “La nostra ambizione è aggregare l’area che sta tra Meloni e Schlein, che è molto vasta e che cerca rappresentanza”. Faccio un passo di lato per favorire la formazione di un grande centro a Bassano per il bene dei cittadini.”
“Il nostro è un laboratorio amministrativo che rappresenta il nuovo passo della politica - dichiara il segretario cittadino della Lega Andrea Viero -. Nicola Finco è l’espressione della Lega bassanese oggi qui presente, scelto in un percorso condiviso con la sezione.”
Il gran ciambellano di tessiture politiche Luigi D’Agrò - che per la Democrazia Cristiana-Popolari per Bassano interviene al posto di Giovanni Battista Sandonà, assente per impegni di lavoro - osserva: “Noi siamo la forza più giovane, stranamente, nel panorama politico bassanese.”
Ricorda che la DC non esisteva più a Bassano dal 1994 e fa partire un Nostalgic Tour, citando Piero Fabris, Antonio Bisaglia e il conte Valmarana, su quello che fu il collegio senatoriale di Bassano del Grappa, feudo assoluto dello Scudo Crociato al punto da essere ambito anche dagli esponenti nazionali del partito.
“Noi - chiosa D’Agrò in puro stile bizantino - tentiamo di ricucire in quest’area un sentimento che ha segnato profondamente la storia di questa città. È la politica che prende insieme e si prende cura di una città e di un territorio e il centro è la condizione di mediazione fra tutte le lacerazioni e i rammendi che in città e nel Veneto hanno proliferato in questi anni.”
Il segretario regionale per il Veneto della Lega Alberto Stefani, deputato alla Camera e sindaco uscente di Borgoricco, benedice la candidatura di Nicola Finco.
“Nicola ha scelto la responsabilità da sindaco quando poteva rimanere in Regione - sono le sue parole -. Fare una scelta di questo tipo, rinunciando a un trattamento diverso e prendendosi molte più responsabilità, è qualcosa che denota un alto senso della politica. L’unanimità del direttivo e del gruppo consiliare sul suo nome è il frutto di un ragionamento che ha individuato in Nicola la figura giusta non solo per le sue competenze ma anche per la passione per la sua città.”
“È una scelta di coraggio e di rinuncia difficile, che pochi altri avrebbero fatto -prosegue Stefani -. La politica ha bisogno di esempi positivi e forti. L’esperienza di Nicola in consiglio regionale può dare una marcia in più a questo territorio.”
E il candidato sindaco? Eccolo qua.
“Ho sentito il bisogno di tornare a casa - dichiara Nicola Finco -. Bassano deve ritornare ad essere Bassano. Una realtà che ha sempre mantenuto una propria identità, autonomia e una forte ambizione di crescere in campo culturale, sociale ed economico.”
Poi il candidato sindaco elenca una serie di questioni, anticipi del programma che sarà presentato quando sarà il momento.
Ovvero: sanità locale e rilancio dell’Ospedale di Bassano, interventi a favore della fascia più anziana per il sociale, il potenziamento e adeguamento dell’asse di collegamento nord-sud per la viabilità, soluzione del problema Polo Santa Chiara e grandi progetti (“c’è la volontà precisa di questa coalizione di fare il Teatro con la prossima amministrazione”), risoluzione della questione del Piano Mar, tema del Commissariato, mantenimento in città dell’Agenzia delle Entrate, “riflessione da fare” sulla Casa di Riposo, sostegno alle fasce più giovani per l’accesso alla casa, ambiente (“la questione San Lazzaro è chiusa”).
“Noi abbiamo un’impostazione che guarda alla famiglia e ai suoi bisogni - riassume Finco dopo un discorso di oltre un quarto d’ora - ma che guarda con attenzione anche a far crescere l’intero territorio bassanese.”
L’intero impianto della conferenza stampa è stato dunque improntato sulle motivazioni del “perché sì” a Nicola Finco.
Ma la domanda di una collega della stampa spezza il tabù: “Perché no ad Elena Pavan?”.
“C’è stato un confronto interno al partito, come sempre - replica il segretario regionale della Lega Alberto Stefani -. La decisione su Nicola Finco è stata presa all’unanimità.”
A questo punto incalzo io Stefani e gli dico:
“Lei non ha risposto alla domanda della mia collega, assolutamente. Un “perché sì” a Nicola Finco presuppone un “perché no” ad Elena Pavan. Per quale motivo non è stata considerata la candidatura del sindaco uscente?”.
“Il gruppo consiliare e il partito, e non solo loro ma anche i nostri alleati, hanno ritenuto Nicola la figura adatta - ribatte il segretario regionale, continuando a prenderla alla larga -. Non c’è stata nessuna preclusione su un nome, ma sulla base delle necessità e delle prospettive di questa alleanza si è ritenuto che Nicola sia più confacente a quelli che sono stati gli obiettivi. Questo non vuole dire che chi c’era prima ha fatto male, ma che Nicola Finco può portare una marcia in più.”
Nota del redattore: secondo le parole di Stefani la candidatura a sindaco del vicepresidente del consiglio regionale è stata decisa all’unanimità, con il pieno appoggio del gruppo consiliare della Lega.
Ma alla conferenza stampa manca il capogruppo consiliare della Lega Roberto Gerin e non perché trattenuto da impegni di lavoro. Non so se mi sono spiegato.
Un’altra mia collega riferisce del post di oggi del sindaco Pavan (leggasi il mio articolo precedente “Fascia di rispetto”) nel quale la prima cittadina uscente chiede “rispetto”.
“Non c’è stata mancanza di rispetto”, replica Alberto Stefani.
Poi Nicola Finco intuisce che il botta e risposta tra i giornalisti e il segretario Stefani su Elena Pavan sta prendendo una china pericolosa e interviene:
“Io con Elena Pavan mi sento e mi vedo. Non c’è nessuna chiusura, per lei le porte sono sempre aperte. Se lei volesse far parte di questo gruppo, c’è la massima disponibilità. Nei suoi confronti non c’è nulla di personale.”
The End. Rompete le righe, classica fotona di gruppo dei sei relatori della coalizione di centrolega e ciao a tutti. Nasce ufficialmente la Democrazia Finchiana.
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