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Esproprio così
Il consigliere di #PavanSindaco Antonio Guglielmini replica ad Impegno per Bassano sul tema Teatro. “Non è vero che l’Astra sia già escluso a priori. Proprietà privata sorda ad ogni richiamo, l’unica strada oggi percorribile è l’espropriazione”
Pubblicato il 18 gen 2024
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Te lo do io il “buon governo”.
Potrebbe essere sintetizzato così il lungo comunicato trasmesso oggi in redazione dal consigliere comunale di #PavanSindaco Antonio Guglielmini sul tema politico cittadino del momento e cioè la questione del futuro (?) Teatro comunale.
La nota stampa del consigliere di maggioranza è chiaramente riferita - pur non facendone mai esplicitamente menzione - all’intervento della lista civica Impegno per Bassano, a seguito della presentazione pubblica del documento di fattibilità sul Teatro comunale di venerdì scorso in sala Chilesotti, a sua volta affidato ad un comunicato stampa inviato in redazione, come dal mio precedente articolo intitolato “Progetto Pilota”.
Foto Alessandro Tich
In sostanza, Impegno per Bassano ha bollato la presentazione pubblica, promossa dall’amministrazione comunale, come un “incontro pilotato” a favore di una sola alternativa e cioè la costruzione ex novo di un Teatro, sia essa al parcheggio Le Piazze o nell’area dell’ex Polo Santa Chiara, a scapito dell’ipotesi dell’acquisto e recupero dell’immobile storico del Teatro Astra.
Da qui, nella nota stampa della lista dell’ex vicesindaco Marin, una serie di domande aperte “a cui un buon governo deve dare risposta”.
Guglielmini, che come noto di professione fa l’architetto, su questo tema corrisponde alla categoria delle “persone bene informate sui fatti”.
Fu lui, infatti, nel 2016, come consulente di Zetafilm Srl (incarico svolto dal settembre 2015 al febbraio 2016), a realizzare il progetto di restauro e riuso polifunzionale del Teatro Astra, presentato all’amministrazione comunale dell’epoca e poi finito nei cassetti dei Cold Case comunali.
Da allora è passata tanta acqua sotto il Ponte di Bassano e nell’intervento di oggi il consigliere di #PavanSindaco rimarca, in risposta ad Impegno, che “non c’è nulla di pilotato” e che “non è vero che l’attuale complesso Cinema-Teatro Astra (…) sia già escluso a priori da una possibile soluzione finale”.
Ma, con l’occasione, attacca la stessa proprietà dell’Astra “che si è dimostrata, e continua a dimostrarsi (…) sorda ad ogni richiamo ad anteporre l’interesse pubblico all’interesse privato”.
Ne consegue la “soluzione finale” guglieminiana:
“Affinché il Cinema-Teatro Astra, che è sempre stato di proprietà privata, possa diventare un bene pubblico su cui investire importanti risorse, l’unica strada oggi percorribile, dopo almeno un decennio di tira e molla, dopo il crollo di parte della copertura nel giugno 2021, è dettata dal Codice dei Beni Culturali, Decreto Legislativo 42/2004 - art. 95 e seguenti: Espropriazione di beni culturali.”
Sì, il consigliere comunale dichiara esproprio così.
Nota a margine ma assolutamente non marginale: nel suo comunicato, Guglielmini cita “la recente e importante mutazione nell’assetto societario” di Zetafilm Srl.
Non posso occuparmi adesso e in dettaglio del nuovo assetto societario della proprietà privata dell’Astra, perché, aggiungendolo al già corposo contenuto del comunicato del consigliere comunale, scriverei un libro al posto di un articolo.
Sarà però certamente, a stretto giro di scrittura, l’argomento di uno dei miei prossimi pezzi.
COMUNICATO
Il Teatro Cittadino, cuore pulsante della nostra Identità
Il livello culturale di un paese si misura attraverso due elementi fondamentali: l’offerta e la domanda di cultura, e il Teatro è cultura.
La nostra Città ha una ricca tradizione teatrale che affonda le radici nel lontano 1730, con il Teatro Brocchi in vicolo Teatro Vecchio, fondato da Virgilio Brocchi, struttura privata di proprietà di alcune famiglie di antico ceppo, diventata ben presto insufficiente per le sue dimensioni ridotte rispetto alle crescenti richieste del pubblico verso le attività musicali e di prosa.
Nel 1802 l'architetto Giacomo Bauto presentò un progetto che diede vita al Teatro Sociale di Bassano in Via delle Grazie - ora Viale dei Martiri, inaugurato nel settembre del 1811. Molte strutture come questa, nate a ridosso dell'Unità d'Italia, hanno contribuito in modo significativo all'unità del nostro Paese, diventando testimonianze storiche che dobbiamo proteggere per le generazioni future.
Il Teatro Sociale di Bassano, nonostante le trasformazioni avvenute nel corso della storia, continua a vivere attraverso la modesta ma importante facciata del Cinema-Teatro Astra, radicalmente trasformato nel 1949 su progetto dell'architetto Bonfanti per dare nuove risposte alle mutate esigenze del pubblico verso lo spettacolo.
Non c’è nulla di pilotato, e non è vero che l’attuale complesso Cinema-Teatro Astra, da sempre luogo di aggregazione per la nostra comunità, di incontro e scambio di pensiero, ma anche simbolo dell’evoluzione sociale e umana, sia già escluso a priori da una possibile soluzione finale per ridare finalmente alla nostra Città un importante contenitore culturale quale è il Teatro, un luogo del cuore.
Affrontare i numerosi aspetti negativi di un intervento su un bene monumentale-culturale come l'Astra richiede sensibilità, coraggio e impegno.
Tuttavia, visti gli incentivi fiscali come l'Art Bonus e le altre agevolazioni previste dalla legge delega sul trattamento fiscale per il recupero dei beni culturali, ritengo che un maggior investimento sia non solo giustificato ma anche necessario per garantire il futuro di questo importante contenitore culturale.
Ma affinché il Cinema-Teatro Astra, che è sempre stato di proprietà privata, possa diventare un bene pubblico su cui investire importanti risorse, l’unica strada oggi percorribile, dopo almeno un decennio di tira e molla, dopo il crollo di parte della copertura nel giugno 2021, è dettata dal Codice dei Beni Culturali, Decreto Legislativo 42/2004 - art. 95 e seguenti: Espropriazione di beni culturali.
Non è più affrontabile l’ennesima e sfiancante trattativa con una proprietà che si è dimostrata, e continua a dimostrarsi, stante anche la recente e importante mutazione nell’assetto societario, sorda ad ogni richiamo ad anteporre l’interesse pubblico all’interesse privato.
Sarà un’importante sfida finanziaria ma soprattutto culturale.
E a tal proposito, voglio sottolineare che tutti i fondi riversati sulla cultura, come quelli destinati ad un museo o una scuola, non sono un costo ma un investimento per la crescita e l’aggregazione delle giovani generazioni, un investimento per il futuro, un “debito di qualità” a favore della nostra comunità, ma serve crederci.
In Italia, nessuna struttura teatrale si sostiene autonomamente, e la Fondazione Teatro la Fenice di Venezia è un esempio della necessità di un costante sostegno esterno per preservare un patrimonio storico-culturale, i ricavi della biglietteria, infatti, non coprono più di un quarto dei costi.
La proposta di una nuova struttura teatrale, grande quanto serve, da realizzare in un’area libera da vincoli, facilmente cantierabile e accessibile, si contrappone quindi alla sfida di preservare l'Astra con la sua lunga e prestigiosa storia, come parte integrante della nostra identità.
Ma prima di dare per scontato la costruzione ex novo di un nuovo Teatro nell’area dell’ex Ospedale per i minori costi d’intervento, è necessario un ragionamento più ampio su alcuni temi specifici.
Serve pensare ad un progetto unitario di intervento sull’intera area dell’ex Ospedale, 18.850 mq di superficie territoriale, acquisita dal Comune nel lontano 2005 con una capacità edificatoria di quasi 70.000 mc, e su cui è in funzione da fine 2011 un parcheggio pubblico a carattere provvisorio con 414 posti disponibili.
Serve pensare alla mancata disponibilità per almeno 2-3 anni di lavoro di non meno di 150-200 posti auto occupati dal cantiere, con i relativi disagi per la mancanza di questi spazi di sosta ma anche le minori entrate per le casse comunali di circa 250 mila euro/anno.
Sarà inoltre necessario ricavare un parcheggio in struttura interrato ad uso pubblico, con almeno 300-400 posti auto per soddisfare le nuove esigenze e compensare quelli che saranno sottratti in superficie, con maggiori costi per ulteriori 8-10 milioni di euro.
Tutto questo dovrà essere quindi tenuto in considerazione rispetto ai suoi minori costi iniziali.
Certo, ci sono anche altre opere di ampio interesse su cui riversare importanti risorse, ma una Città senza il suo Teatro di pubblico interesse perde ricchezza, perde attrattività, perde amore, perde ricordi, per questo servono scelte, serve essere lungimiranti.
E la nostra visione di governo mira a preservare la vitalità culturale della Città, e questo è “buon governo”.
Antonio Guglielmini
Gruppo Consiliare #PavanSindaco
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