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Variante produttiva a San Lazzaro: fioccano le notizie anche a Natale.
Con un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione le due aziende MEB Elettroforniture Srl e AGB Alban Giacomo Spa, promotrici dell’intervento urbanistico, rendono noto di aver depositato nei giorni scorsi al Suap (Sportello unico per le attività produttive) le nuove istanze “per la realizzazione dell’hub produttivo” che modificano l’impianto del progetto originale.
Tra le variazioni sul tema viene prevista una riduzione della superficie dello stabilimento di AGB, la modifica dei prospetti degli stabilimenti, la piantumazione di 22.500 alberi “extra ambito” a compensazione delle emissioni di anidride carbonica e la creazione di una comunità energetica.
Uno scorcio dell'area di San Lazzaro interessata dalla richiesta di variante produttiva (archivio Bassanonet)
Questo e non solo questo nei progetti riveduti e corretti, come dal comunicato che segue:
COMUNICATO
PROGETTO SAN LAZZARO
MEB E AGB COSTRETTE A RIPRESENTARE I PROGETTI PER L’HUB
MEB Elettroforniture Srl e AGB Alban Giacomo Spa hanno depositato nei giorni scorsi le nuove istanze al Suap per la realizzazione dell’hub produttivo nell’area San Lazzaro a Bassano del Grappa.
I professionisti hanno lavorato seguendo scrupolosamente le indicazioni espresse dai vari Enti, in particolar modo Soprintendenza e Consorzio di Bonifica, nel corso di diversi incontri volti ad una collaborazione proficua per entrambe le parti.
Va fatto notare che già in occasione dell’ultima convocazione della Conferenza dei Servizi, il primo dicembre scorso, il progetto era stato aggiornato dalle aziende proponenti per rispondere a tutte le esigenze e le modifiche richieste dagli Enti. MEB e AGB non avrebbero però avuto in quella sede la possibilità di presentare le integrazioni, nonostante le progettazioni riviste secondo gli aggiornamenti richiesti.
Dal momento che gli Enti si sarebbero dunque ritrovati a giudicare un progetto già superato, MEB e AGB sono state costrette a ritirare le prime istanze, e a ripresentarle ex novo. Ora sono in attesa dell’avvio del procedimento e di una nuova convocazione della Conferenza dei Servizi da parte del Comune di Bassano del Grappa.
La procedura è quindi stata azzerata e deve ripartire da capo. L’iter amministrativo sconta già 6 mesi di ritardo, tempo cruciale per scelte di aziende in una fase di forte espansione e sviluppo.
Le revisioni e integrazioni apportate dai progettisti riguardano principalmente la distribuzione degli spazi a verde, le mitigazioni ambientali e l’equilibrio idraulico.
AGB ha infatti rinunciato a circa 600 mq del nuovo stabilimento in corrispondenza della Roggia Rosà in favore di una più ampia zona a verde verso il corso d’acqua.
Modificati i prospetti degli stabilimenti con diverse cromie, finiture e frangisole che rimandano agli elementi presenti nel territorio.
Le aziende prevedono di piantare 22mila e 500 alberi extra ambito (aree pubbliche da imboschire, quota alberi finalizzata alla sostituzione di esemplari malati, siepi per la creazione di una efficace rete ecologica su arginature, parchi e aiuole) a compensazione della CO². Da sottolineare che l’intervento di compensazione necessiterebbe complessivamente di 15.500 alberi, ma le ditte si sono impegnate ad assicurare la piantumazione di 7mila unità aggiuntive.
Per rispondere alle esplicite richieste della Soprintendenza, la nuova conformazione del verde all’interno del hub contemplerà spazi più aperti con un sesto d’impianto più simile al sistema “a filare” tipico delle sistemazioni agrarie, in maniera particolare verso la Roggia Rosà.
Per quanto riguarda la compatibilità idraulica, le modifiche riguardano sia l’aspetto qualitativo (tutte le acque meteoriche andranno trattate attraverso apposite vasche, non soltanto le acque di prima pioggia – afferenti i piazzali - ma anche quelle di seconda pioggia – definite pulite per normativa priva di contaminanti -, ad estrema tutela della falda), che quello strutturale: i bacini di laminazione saranno sistemi interrati che smaltiranno lo stesso volume di accumulo, con un minor impatto paesaggistico e una migliore gestione della manutenzione.
Fatto di estrema importanza e utilità per le comunità limitrofe, le aziende creeranno una comunità energetica. Oltre a provvedere al proprio fabbisogno metteranno a disposizione energia prodotta da fonti rinnovabili gratuitamente ad abitazioni e strutture pubbliche.
Le aziende riconfermano la loro volontà di farsi promotrici di diversi interventi volti a risolvere problematicità legate al sistema viabilistico bassanese (e non legate all’intervento), e si rendono disponibili a donare alla comunità, in un’area che dovrà essere indicata dal Comune, una “casa della comunità”, fabbricato di circa 200 mq a disposizione delle associazioni attive nel territorio.
Si ricorda che nel nuovo hub produttivo è prevista la creazione di 230 nuovi posti di lavoro.
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