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La maggioranza, sai, è come il vento
Ecco perché ieri sera in consiglio comunale si è aperta la più grande crepa nel muro della maggioranza che sostiene l’amministrazione Pavan. Meno vistosa di altre, ma politicamente assai più significativa
Pubblicato il 22 nov 2023
Visto 10.324 volte
“La lontananza, sai, è come il vento
che fa dimenticare chi non s’ama.”
Così cantava tanti, tanti anni fa il grande Domenico Modugno.
Foto Alessandro Tich
Ma basta sostituire la parola “lontananza” con “maggioranza”, ed ecco che la vecchia canzone diventa di pregnante attualità.
Ieri sera abbiamo assistito in consiglio comunale all’apertura della più grande crepa nel muro della maggioranza che sostiene l’amministrazione Pavan.
Meno vistosa, forse, di altre rotture come lo strappo di Impegno per Bassano, dopo le dimissioni del vicesindaco Marin, sul caso Isacc oppure come l’epocale voto dello scorso luglio sulla proposta di accordo Baxi/Pengo. Ma politicamente assai più significativa.
Perché è una frattura che si è aperta nella fase più sensibile del quinquennio amministrativo, quella dell’ultimo anno di mandato dove ogni cosa influisce sul consenso del voto che verrà.
Abbiamo assistito ad un capogruppo (Ilaria Brunelli di #PavanSindaco) che esprime una proposta di un certo tipo e ad un altro capogruppo della stessa coalizione (Roberto Gerin della Lega), che poi è anche il capogruppo di maggioranza, che lo sconfessa e lancia una controproposta in antitesi, che poi risulterà quella vincente.
E qui bisogna fare molta attenzione al significato delle parole.
Colpisce infatti la formula con la quale Ilaria Brunelli ha presentato il nome del suo collega di gruppo Guglielmini quale candidato alla presidenza del consiglio comunale: “Il centrodestra propone nuovamente all’aula il nome di Antonio Guglielmini.”
Cosa si intende con “il centrodestra”? L’intera coalizione di maggioranza, nonostante Gerin avesse già affermato nel consiglio precedente, ribadendola anche ieri sera, la propria contrarietà alla candidatura di Guglielmini?
È Gerin che è rimasto “isolato” dal centrodestra oppure è la Brunelli che pensa oggi di essere, non ufficialmente ma di fatto, il nuovo capogruppo di maggioranza?
Rispetto agli inizi di questa legislatura comunale, conseguenti ai rapporti di forza del voto del 2019, sono cambiate molte cose. E una, in particolare, sta rompendo le uova nel paniere nella forma di una frittata che appare sempre più “ormai fatta”.
Fratelli d’Italia, da infima molecola del consenso cittadino, ruotino di scorta della coalizione vincente, incapace di superare quattro anni fa la soglia del 3% e di far eleggere qualcuno della sua lista in consiglio comunale, vive oggi della luce riflessa dell’era del governo meloniano e si comporta politicamente di conseguenza.
Al Comune di Bassano non può farlo direttamente: deve appoggiarsi al paravento di una formazione che si dichiara civica, vale a dire #PavanSindaco, e la cui metà dei componenti, ovvero tre su sei, ha in tasca la tessera di Fratelli d’Italia.
Gianluca Pietrosante (longa manus bassanese del consigliere regionale di FdI Joe Formaggio), Paolo Bertuzzo e Mauro Zen (questi ultimi confluiti invece in corso d’opera dal gruppo consiliare della Lega, partito con il quale erano stati eletti nel 2019): sono loro i famosi Fratelli d’Ilaria.
Di certo, l’appartenenza politica dei tre consiglieri, e di Pietrosante in primis, fa a pugni con il dichiarato spirito civico della lista. Anche se si tratta di un concetto del tutto relativo: in lista, quattro anni fa, #PavanSindaco ha candidato e fatto eleggere alcuni candidati molto vicini al gradimento politico di Elena Donazzan.
Niente di nuovo sotto il sole.
Ma intanto, grazie alla attuale campagna acquisti di FdI ai danni della Lega, #PavanSindaco è diventato il gruppo più numeroso, ovvero di maggioranza relativa, all’interno della maggioranza stessa.
Ed è per questo che, sicuramente con gradimenti politici esterni sempre attinenti alla sfera regionale di Fratelli d’Italia, la “civica” Brunelli può permettersi di dichiarare qualcosa presentandosi come “il centrodestra”.
Ma non ha fatto bene i conti con lo stesso centrodestra.
Il Reality Show dell’elezione del presidente del consiglio comunale, con tanto di nomination e di eliminazione come al Grande Fratello (d’Italia), ha scoperchiato la vera origine della maxi crepa nel muro di maggioranza: la resa dei conti tra Lega e FdI per l’egemonia su ciò che resta della coalizione, in vista anche e soprattutto della prossima coalizione che verrà.
E siccome, parafrasando Modugno, “la maggioranza, sai, è come il vento
che fa dimenticare chi non s’ama”, ieri sera ha avuto luogo l’apoteosi del “non amore” tra i due partiti che cercano di fissare la bandiera per la conquista della posizione di preminenza nell’alleanza di centrodestra per la primavera 2024.
Roberto Gerin, parlando della candidatura di Chiara Tessarollo come qualcosa di “non imposto dai diktat di partito”, si è opposto alla candidatura di Guglielmini: ma la sua non è stata una battaglia contro i Guglielmini a vento.
Alla prima votazione, nella quale il consigliere di #PavanSindaco era ancora l’unico candidato proposto, Gerin è stato l’unico esponente della maggioranza a votare contro. Ma gli altri quattro consiglieri del gruppo Lega - Giada Pontarollo, Nicola Schirato, Giulia Tulini e Valentino Antonio Piccolotto - hanno preferito non votare il “candidato del centrodestra”, come da presentazione della Brunelli, e si sono astenuti.
Gli stessi - fatta eccezione per la Tulini che si è astenuta - hanno poi votato a favore di Chiara Tessarollo, nome proposto da Gerin, alla terza e decisiva votazione.
Se dunque, come da asserzione della capogruppo di #PavanSindaco (con la gentile partecipazione di FdI) Ilaria Brunelli, Antonio Guglielmini era il candidato presidente del consiglio “del centrodestra”, ieri sera non hanno votato a suo favore 5 consiglieri di centrodestra, tutti della Lega, su 13 votanti di maggioranza presenti, oltre al sindaco. Un dato che rappresenta un chiaro segnale politico.
Ed è perlomeno insolito che proprio Gianluca Pietrosante, uomo di FdI e uno dei registi dello scambio di figurine nell’Album Panini della politica cittadina dalla Lega a Fratelli d’Italia, attacchi con dichiarazioni al veleno - vedasi articolo precedente - la sua capogruppo Ilaria Brunelli, colpevole a suo dire di aver “tentato di imporre ancora una volta la sua strategia fallimentare e divisiva” che ha avuto come risultato quello di “spaccare il centrodestra”.
È insolito che lo dichiari perché, con metafora volutamente aritmetica, appare più bravo lui a fare le divisioni.
Del consiglio comunale di ieri sera, ad elezione di presidente avvenuta, rimane degna di nota la dichiarazione in aula del capogruppo della Lega nonché di maggioranza Gerin, poi condivisa anche dal sindaco Pavan: “Oggi chiedo che questa maggioranza si ricompatti.”
Non so se assomigli di più ad un richiamo al suo esercito del generale Diaz durante la battaglia decisiva del Piave oppure del generale Cadorna durante la ritirata di Caporetto.
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