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Isacc: è l’acronimo dell’Istituto Servizi Assistenziali Cima Colbacchini, che amministra e gestisce la Casa di Riposo di Bassano del Grappa. Così, tanto per ricordarlo.
Servizi assistenziali che, a giudicare dal comunicato stampa del Circolo di Bassano del Grappa trasmesso oggi in redazione, stanno soffrendo di una situazione “di incertezza e di apprensione”.
Nel mirino della consigliera regionale del PD Chiara Luisetto e del segretario cittadino dem Luigi Tasca, le mancate risposte dell’amministrazione regionale e dell’amministrazione comunale sulla “crescente preoccupazione” circa il futuro dell’istituto, la qualità dell’attuale servizio agli ospiti e la situazione del personale.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Come dal testo che segue:
COMUNICATO
Case di riposo: Luisetto e Tasca PD “Isacc nel caos, troppe domande senza risposta.”
La situazione dell’Isacc di Bassano sta generando crescente preoccupazione, sia per il piano di sviluppo intrapreso dal CdA sia per le mancate risposte dell’amministrazione comunale e regionale.
“Dopo la notizia dei mesi scorsi della perdita di posti letto e della parallela realizzazione di una struttura privata da parte di Numeria, nel quadro del piano Mar, siamo ancora in attesa di una risposta da parte dell’assessore Lanzarin - interviene Chiara Luisetto, consigliera regionale del Partito Democratico, che prosegue - A giugno ho presentato un’interrogazione in consiglio regionale e ancora non ho avuto risposta. Tutto questo appesantisce il clima di incertezza e apprensione derivante anche dalle indagini in corso da parte della guardia di finanza.”
“È tempo che l’amministrazione comunale e il CdA facciano chiarezza sulle prospettive dell’Isacc dando risposte concrete ai bassanesi, agli ospiti e alle loro famiglie. Ci dicano che idee hanno per il futuro, sulla qualità del servizio agli ospiti nel presente e sulla situazione del personale.
Perché di fronte alla riduzione ad un terzo del numero di ospiti, in una struttura che fino a qualche anno fa aveva liste d’attesa, è doveroso porsi delle domande tanto quanto pretendere delle risposte.” prosegue Luisetto.
Abbiamo ricevuto anche noi diverse segnalazioni di familiari che si sono visti costretti a spostare i propri cari altrove davanti a carenze di personale e disservizi. Da qui partono le nostre domande.
“Come è possibile essere arrivati a questo stato di cose e cosa intendono fare amministrazione e CdA per risolvere questi problemi?
Se è grave il silenzio è ancor più grave la soluzione che vedrebbe il privato sostituirsi al pubblico, per l’ennesima volta, con meno posti letto e solo per chi potrà permetterselo.
Un servizio cosi importante per Bassano e l’area vasta non puó essere impoverito e progressivamente depotenziato alla chetichella. La città e le fragilità qui ospitate meritano molto di più dello scenario precario al quale assistiamo ora” conclude Luisetto.
Quello che ci conforta è che quest’amministrazione comunale è giunta oramai al termine dei 5 anni di mandato amministrativo e lo fa con il CdA delle case di riposo dimezzato.
Tutto questo per l’incapacità di trovare delle persone disponibili a sbrogliare le matasse in cui si sono attorcigliati.
“La cosa più grave è che nella matassa sono attorcigliati ospiti, parenti e dipendenti delle case di riposo bassanesi - interviene Luigi Tasca, consigliere comunale e segretario dem bassanese, che insiste - Vediamo da anni una sanità pubblica impoverita da politiche di privatizzazione, dove alcuni servizi sono garantiti solamente a chi può permettersi di pagare le visite specialistiche: il nostro timore è che anche la giusta cura ed il meritato riposo dei nostri anziani perdano il loro carattere di universalità, diventando, come le visite specialistiche, un privilegio per pochi.
Ritengo che il comune di Bassano non debba assecondare questo spostamento dal pubblico al privato.
Bassano deve ritrovare la leadership del territorio anche attraverso azioni politiche concrete che rafforzino la cura e l’assistenza degli anziani, deve tornare ad essere un punto di riferimento per i comuni contermini perché una sanità ed un sociale pubblico che funzionino non possono essere rinchiusi nel recinto di un comune ma devono essere patrimonio di tutto il territorio.”
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