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Il Comune recepisce il “Codice di autoregolamentazione nel consumo di bevande alcoliche”. Pioggia di divieti e limitazioni contro l'abuso di alcol in città

Pubblicato il 05-01-2011
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Il Comune di Bassano alza il tiro contro chi alza il gomito.
Oltre alla nota ordinanza del sindaco che limita gli spazi per il consumo di alcolici all'esterno dei locali pubblici in città, un nuovo provvedimento rafforza il giro di vite contro l'abuso di alcol nel territorio comunale.
L'Amministrazione Cimatti ha infatti recepito e fatto proprie le indicazioni del “Codice di autoregolamentazione nel consumo di bevande alcoliche” varato e approvato lo scorso ottobre dalla Conferenza dei Sindaci dell'Ulss n.3.

Il documento, concepito dalle Amministrazioni del territorio per arginare il fenomeno del consumo di alcolici - che nei 28 Comuni dell'Ulss 3 è tra i più alti d'Italia - contiene una serie di prescrizioni e direttive mirate in primo luogo alla prevenzione.
In particolare, sulla falsariga dell'ordinanza già in vigore in città, il Codice comunale impone il divieto “di consumare in pubblico bevande alcoliche, con esclusione del consumo effettuato presso i pubblici esercizi e le aree adibite a manifestazioni, limitatamente al loro periodo di apertura”.
Viene inoltre fatto divieto “di somministrare e vendere superalcolici in occasione di manifestazioni, sagre e fiere” e “di somministrare e vendere bevande alcoliche a partire da un'ora prima della chiusura della manifestazione”.
Nessuna bevanda alcolica va inoltre somministrata e venduta “ai minori di 16 anni” e “a soggetti con indubbia disabilità psichica o che manifestano evidente ubriachezza”.
Limitazioni in vista anche dopo aver bevuto. Non sarà infatti più consentito “abbandonare in luogo pubblico contenitori vuoti di qualsiasi tipo di bevanda”.
Accanto alle prescrizioni, che non contengono tuttavia l'indicazione di eventuali sanzioni a carico dei trasgressori, il Codice comunale di autoregolamentazione aggiunge anche alcuni “suggerimenti” rivolti anche agli organizzatori di eventi e manifestazioni che prevedono la somministrazione al pubblico di bevande alcoliche.
Tra questi, il divieto “di intitolare manifestazioni promosse dall'Amministrazione pubblica con termini ascrivibili a prodotti alcolici, come “Festa della Birra”, “Festa del Vino” eccetera” e il consiglio “di promuovere il consumo di bevande analcoliche”.
Il documento suggerisce inoltre di “prevedere, all'uscita di sagre, fiere o manifestazioni una postazione per la rilevazione del tasso alcolemico, attraverso test volontario”.
Il Codice afferma infine il “divieto di promuovere bevande alcoliche sulle pubblicazioni edite dal Comune” e l'indicazione di “promuovere, nell'ambito delle manifestazioni, una giornata o serata senza alcol”.

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