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Sì, ma, però
Errore di comunicazione del consiglio regionale: nessun voto contrario al Pdls sui tribunali. Astenuti 5 consiglieri di minoranza. Parla Chiara Luisetto (Pd) che ha votato a favore: “Coerente con la mia posizione da sindaco, ma permangono dubbi seri”
Pubblicato il 06 set 2023
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Anche i ricchi piangono e anche gli uffici stampa sbagliano. Capita.
Nel mio articolo ieri “La Giustizia in gondoleta” vi avevo dato notizia dell’approvazione da parte del consiglio regionale del Veneto del Progetto di legge statale - con Nicola Finco (Lega-Liga Veneta) primo firmatario e relatore in aula - sul ripristino dei tribunali soppressi nel 2012 dal decreto legislativo del governo Monti su delega del parlamento.
E avevo riportato i numeri della votazione, così come riferiti dal comunicato trasmesso in redazione dall’ufficio stampa del consiglio regionale. Vale a dire: 38 voti favorevoli e 5 contrari. In più avevo aggiunto che si sono astenuti dal voto i consiglieri del Pd, come sempre scritto nella comunicazione ufficiale pervenuta da Palazzo Ferro Fini a Venezia. Ma a un successivo riscontro compiuto oggi è emerso che non è andata esattamente così.
La consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto
Il Pdls ovvero Progetto di legge statale è stato infatti approvato con 38 voti favorevoli (della maggioranza e di alcuni consiglieri di minoranza), nessun voto contrario e 5 astenuti: i consiglieri di minoranza Vanessa Camani (capogruppo del Pd e tra l’altro anche correlatrice della proposta legislativa), Arturo Lorenzoni (Misto), Jonatan Montanariello (Pd), Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) e Andrea Zanoni (Pd).
E tra i voti a favore c’è stato anche quello di Chiara Luisetto, consigliera regionale del gruppo Pd e già sindaco di Nove. Tuttavia, con dei precisi distinguo: sì, ma, però.
“Ieri è stata una seduta abbastanza dibattuta - riferisce Chiara Luisetto a Bassanonet - e alla fine il progetto di legge è passato coi voti favorevoli della maggioranza e con l’astensione delle minoranze che hanno sostenuto dubbi seri. Dubbi che peraltro io condivido.”
“Ho votato a favore per due motivi - prosegue -. Il primo perché durante il mio mandato da sindaco avevo condiviso la mobilitazione che era partita da Riccardo Poletto e poi con gli altri sindaci per avere un presidio di giustizia territoriale in un luogo che era rimasto vuoto.”
“E poi perché durante la discussione, anche se subito era stato rifiutato dalla maggioranza, è stato deciso di discutere e approvare un emendamento che avevo presentato - aggiunge -. E l’emendamento chiede che non si vada a toccare gli organici di altri tribunali, e in particolar modo pensavo a Vicenza, nel momento in cui dovesse vedere la luce questo progetto di legge. Perché rubarsi il personale, in una situazione già di carenza nelle strutture centrali, a mio avviso diventerebbe una guerra tra poveri.”
“I dubbi che io ho su questo progetto di legge, per i quali “aspetto al varco” la maggioranza regionale, sono gli stessi che hanno espresso i miei colleghi che si sono astenuti - dichiara la consigliera regionale Dem -. E cioè il fatto che questo disegno di legge non mette un euro, è a invarianza del bilancio dello Stato. E quindi la prima preoccupazione è con che soldi si pensa verrà aperto questo tribunale e con quali soldi verrà fatto vivere. Ci hanno detto che dobbiamo aspettare le convenzioni. Allora aspetteremo le convenzioni e vedremo se saranno mantenute le promesse.”
“Il secondo grande dubbio è quello appunto relativo al personale - puntualizza Luisetto -. Al di là del fatto di non portarsi via il personale da un tribunale all’altro, la mia considerazione e quella di tutte le minoranze è questa: ma se già ora siamo in carenza di personale nelle strutture aperte, se non si investe su questo personale e Giorgietti l’altro giorno a Cernobbio ha detto che non ci sono più soldi per niente, in sostanza, e che arriverà di nuovo il patto di stabilità, come faremo a prevedere nuovo personale per il Tribunale della Pedemontana o per altri tribunali periferici che si rivaluti di aprire?”
“Questi sono due grandi punti di domanda - commenta l’esponente della minoranza in Regione -. Al netto della coerenza che dovevo in qualche modo agli anni scorsi, a questa battaglia in cui ho creduto, ci sono degli elementi di cambiamento che vanno affrontati.”
E cioè? “È stato introdotto il processo telematico, è stata ridisegnata una geografia che si concentra sui grandi centri giudiziari e si sta andando anche verso una specializzazione della giustizia per tema. Come tutto l’ambito del diritto del lavoro, tutto l’ambito del diritto di famiglia. Sempre più una specializzazione per temi potrebbe essere una strada che può valorizzare i territori. Nel nostro caso bassanese potrebbe essere quella relativa alla giustizia per la piccola e media impresa, per il tessuto produttivo-imprenditoriale.”
Continua la consigliera regionale del Pd: “Come ho detto ieri nel mio intervento, è questa una risposta al Bassanese? No. Io credo che sia un tentativo e un tentativo anche debole perché è un progetto di legge statale e praticamente tutti i progetti di legge statale quando partono a Roma, poi si fermano.”
“Speriamo che non sia così e il mio voto favorevole è un auspicio che non sia così -aggiunge -, ma che ci sia anche la volontà di ridisegnare una geografia giudiziaria coerente, non “a spot” come “il Bassanese o il Chioggiotto”, il cui rappresentante ieri lamentava il fatto che si parlasse di Bassano e non di Chioggia.”
“Il progetto di legge, peraltro, non parla del Tribunale della Pedemontana. È un progetto di legge generico - chiarisce la politica novese -. Nella relazione introduttiva il relatore ha parlato e scritto di Tribunale della Pedemontana, ma tutto il resto è assolutamente generale e applicabile a qualsiasi tribunale periferico del territorio che sia stato chiuso.”
“Quindi è importante secondo me che si facciano le cose con coerenza - sottolinea la rappresentante del centrosinistra a Venezia -. Quello che dicevo ieri è che peggio che dire di no, c’è solo illudere di nuovo un territorio che a lungo tempo si è mobilitato per un obiettivo e poi in realtà ha visto tutto fermo. Questa è la posizione che ho tenuto in aula, cercando anche di far riflettere sull’importanza di una condivisione e di non spaccare un territorio con l’altro, perché a un certo punto anche i toni del dibattito si erano alzati nella divisione.”
“Sono contenta che sia stato approvato questo emendamento perché, ripeto, non si può aprire una cosa a scapito di altre, ma spero, e questi sono i due grandi punti di domanda, che risorse e crescita del personale vengano trovate - osserva la consigliera del Partito Democratico -. In una Regione in cui non ci sono i soldi per la sanità, o quantomeno ci continuano a dire che non ci sono soldi per la sanità, per il socio-sanitario, per le case di riposo, per la medicina di territorio e di prossimità, parlare di giustizia di prossimità diventa una sfida.”
“Ma spero e attendo di capire - conclude Chiara Luisetto - se questa maggioranza sarà in grado di cogliere questa sfida e di portarla a termine, oppure se è soltanto una boutade per far vedere che si è fatto qualcosa. Credo che i territori si meritino di più.”
Fin qui le dichiarazioni rese a Bassanonet dalla consigliera regionale del Pd.
Ora la conclusione del vostro umile cronista.
Il governo ha già aperto la finestra sull’ipotesi del Tribunale della Pedemontana.
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari incontrando i portatori di interesse del territorio ha più volte assicurato di voler rendere concrete le loro istanze.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è atteso a Bassano per visitare la Cittadella della Giustizia ed essere aggiornato sulla questione.
Il governo ha licenziato il Piano di nuova geografia giudiziaria attualmente in esame presso la Commissione Giustizia del Senato.
Sempre in Senato è già depositato il Disegno di legge - prima firmataria Mara Bizzotto, co-firmatari Luca De Carlo, Antonio De Poli, Barbara Guidolin e Daniela Sbrollini - “Istituzione del tribunale ordinario della Pedemontana e della procura della Repubblica presso il tribunale della Pedemontana”.
Adesso si aggiunge anche il Progetto di legge statale del consiglio regionale del Veneto sul ripristino dei tribunali soppressi, che sarà trasmesso al parlamento nazionale.
Non corriamo il rischio che ci sia troppo traffico?
Non vorrei che si concretizzasse il saggio detto popolare: “Quando troppi galli cantano, non sorge mai il sole.”
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