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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
In punta di penna
In memoriam: Gianfranco Aquila (1943-2022)
Pubblicato il 27-06-2022
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Molti anni anni fa ormai - ed era un’epoca in cui abitavo già da diverso tempo a Bassano - vennero a trovarci a casa mia una coppia di amici di famiglia, marito e moglie, provenienti dalla Croazia. E mi chiesero dove potevano trovare in città le penne Montegrappa.
Al momento non seppi cosa rispondere perché le penne Montegrappa non le avevo mai sentite nominare. Capita anche a chi deve essere informato per mestiere: mea culpa.
Fu grazie a loro, quindi, che venni a scoprire l’esistenza della Elmo & Montegrappa: questa incredibile azienda ubicata nello stabile di una ex centrale elettrica sulle rive del Brenta, accanto a Villa Ca’ Erizzo Luca, che produce penne da collezione, o per meglio dire “strumenti da scrittura di alta gamma” principalmente destinati al mercato internazionale del lusso, famosa e rinomata nel mondo. Prova ne sia che a farmi conoscere questo marchio iconico del Made in Italy, e ancor di più del Made in Bassano, siano state delle persone arrivate dall’estero.

Gianfranco Aquila (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
La triste notizia di oggi è che Gianfranco Aquila, continuatore di questa straordinaria impresa di famiglia iniziata dai suoi genitori e proprietario anche del marchio Tibaldi, è venuto a mancare. Se ne è andato in punta di piedi, dopo lunga malattia, in sintonia con quella discrezione che faceva parte del suo modo di essere. E io non posso che ricordarlo in punta di penna.
Il “Signore delle penne”, come si intitola il libro biografico a lui dedicato e uscito nel 2011, è mancato lo stesso giorno della scomparsa di Leonardo Del Vecchio, il fondatore e patron di Luxottica: una mesta coincidenza che rende la data odierna un giorno di grande lutto per l’imprenditoria veneta.
Considero Gianfranco Aquila “veneto” a tutti gli effetti anche se lui era un campano verace.
Nato a Benevento 79 anni fa ma sempre percepito come “napoletano”, questo capitano d’azienda che emanava lo stile del gentiluomo meridionale ha legato infatti in tutto e per tutto la storia e le fortune della sua impresa alla nostra città.
Aquila fu il protagonista di un insolito - e certamente raro, per gli assai poco romantici terreni dell’economia d’impresa - atto di amore nei confronti di quella che era la sua azienda di famiglia e di conseguenza anche nei riguardi della città di Bassano.
Nel 2000 decise infatti di vendere la società Elmo & Montegrappa alla multinazionale svizzera del lusso Compagnie Financière Richemont, proprietaria di marchi come Cartier e Montblanc.
Sono quelle operazioni a seguito delle quali puoi vivere di rendita. E invece no: nel 2009 Gianfranco Aquila tornò a Bassano e si ricomprò l’azienda, per trasferirsi definitivamente con moglie e figli dal Vesuvio al Brenta.
Il marchio Montegrappa è diventato un caso di studio sulla cosiddetta “valorizzazione del brand”. In primis per gli oggetti prodotti: penne in gran parte stilografiche a cui il sapiente marketing aziendale ha saputo conferire il valore, non solo economico, di pezzi unici d’arte. Spesso prodotti in edizione limitata e spesso anche su misura, gli strumenti da scrittura realizzati in via Ca’ Erizzo si sono sempre ispirati e sono stati intitolati a personaggi famosi, ad avvenimenti storici, ad anniversari importanti: una manna per i collezionisti.
Gli stessi personaggi famosi ne hanno fatto da testimonial e persino - come l’ex pilota di Formula Uno Jean Alesi, il celebrato scrittore Paulo Coelho, il re dei produttori di musica pop Quincy Jones e anche un certo Sylvester Stallone - ne hanno condiviso il successo, avendo comprato una quota societaria dell’azienda. Non risultava tanto importante l’oggetto da scrittura in sé - per quanto rifinito e prezioso, di alta manifattura artigiana e anche costoso - ma tutto il valore aggiunto, in comunicazione d’immagine, che gli veniva costruito attorno.
L’apoteosi del Signore delle penne e dalla sua famiglia, soprattutto nei riguardi di quella città di Bassano divenutane la patria adottiva, ha una precisa data di riferimento.
Ed è il 10 luglio 2014, quando in piazza Garibaldi venne inaugurato il Flagship Store (negozio di rappresentanza) Montegrappa, con tanto di red carpet, zona vip e palco musica in grado di infondere alla piazza cittadina un clima da raffinata Isola dei Famosi o da party della Napoli bene in via Caracciolo.
La cantante Anna Tatangelo, la Pr Tiziana Rocca, Roby Facchinetti e Red Canzian dei Pooh, l’attore Remo Girone, la sempre bellissima Clarissa Burt, Nick the Nightly di Radio Monte Carlo con la sua band: furono alcuni dei volti notissimi che parteciparono a quell’evento come ospiti. Più il super ospite d’onore Quincy Jones, arrivato appositamente dagli States per tagliare il nastro del nuovo negozio di lusso, dotato anche di un comparto di orologi di pregio e di un angolo dedicato alla sartoria napoletana.
In prima fila, in rappresentanza dell’azienda di famiglia, c’era il figlio Giuseppe Aquila: ma anche in quella occasione il padre Gianfranco era rivestito del ruolo del grande patriarca.
Come ho già scritto, io ho scoperto l’esistenza dell’Elmo & Montegrappa in ritardo: ma negli anni ho avuto più volte l’opportunità di incontrarmi di persona col Signore delle penne, con cui ci davamo del tu e avevo piacere - spero ricambiato - a fare conversazione.
Perché davanti a me avevo un gentiluomo, nelle parole e nei modi, che una volta mi ha anche accompagnato di persona a vedere coi miei occhi come venivano fatte quelle penne così uniche e così preziose, dedicandomi un bel pezzo del suo tempo.
Non era scontato, di questi tempi e soprattutto in un ambiente d’impresa.
Gianfranco era così: disponibile all’incontro, consapevole della sua storia eppure schivo ai riflettori della notorietà. Ma, quasi in onore al suo cognome, sapeva bene di volare alto.
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