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Ai confini del virus
Da oggi l’obbligo h24 di indossare la mascherina in centro storico a Bassano. La scherzosa provocazione di un commerciante cittadino
Pubblicato il 27 nov 2021
Visto 9.168 volte
Dai, giunti oramai a questo punto - pressati come siamo dalle sempre stringenti normative per contenere la pandemia e bombardati in queste ore dalle notizie sulla comparsa della nuova variante Omicron -, non fa male scherzarci anche un po’ su.
Intendiamoci: il Covid è una cosa seria, anzi drammatica. Ma per conviverci bisogna anche, seppur temporaneamente e per quello che serve, saper stemperare la tensione.
È lo spirito con il quale questa mattina un commerciante bassanese mi ha mandato due foto su WhatsApp. Le due immagini sono relative alla notizia del momento: l’entrata in vigore, a partire da oggi e almeno fino alla mezzanotte del 31 dicembre, dell’obbligo h24 di indossare la mascherina, coprendo naso e bocca, in centro storico a Bassano.
Lo impone l’ordinanza del sindaco di cui mi sono occupato nel precedente articolo “Natale in maschera”. Nel comunicato stampa trasmesso in redazione dall’amministrazione comunale in merito all’ordinanza era incluso l’elenco delle vie del salotto cittadino, praticamente tutte, dove vige l’obbligo “dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale delle vie aeree”.
C’è però una via, nel centro storico in sinistra Brenta, che in quanto alle disposizioni imposte dal provvedimento è tagliata in due tronconi. Si tratta di via Beata Giovanna.
L’obbligo di indossare la mascherina è infatti previsto per il tratto della via “compreso tra via Roma e via Remondini” e cioè da Porta Dieda fino al semaforo e corrispondente attraversamento pedonale. Il rimanente e assai più lungo tratto della via (500 metri, li ho calcolati io quando in via Beata Giovanna ci abitavo) che dalla statua della Beata va giù fino ai Pilastroni, invece, non è compreso nell’elenco e quindi vi si può camminare a naso e bocca liberi.
Ed è stato questo lo spunto delle due immagini, che in realtà sono due foto-composizioni, inviatemi dal satirico commerciante.
Nella prima, che raffigura il tratto di via Beata Giovanna che va verso le piazze con Porta Dieda sullo sfondo, compare all'angolo un cartello con la scritta “Attenzione qua c’è il Covid”.
Nella seconda, che mostra il tratto opposto che va a sud verso i Pilastroni, compare invece il cartello “Attenzione qua non c’è il Covid”.
È come se, attraversando l’incrocio pedonale con via Remondini, varcassimo o uscissimo dai confini del virus. Si tratta ovviamente di una scherzosa provocazione e nulla più, dettata da questa curiosa differenziazione delle misure imposte sulla stessa via della città.
Del resto la cintura immediatamente esterna del centro storico è esclusa dagli obblighi dell’ordinanza e il tratto più lungo di via Beata Giovanna rientra all’interno del perimetro transitabile con la mascherina sotto il mento o legata al braccio.
Ma è comunque significativo che qualcuno abbia voluto ironizzare su questa sorta di limite invisibile all’altezza della statua della Beata con questa rappresentazione in photoshop dei due “mondi opposti” che si incontrano e scontrano sulla stessa direttrice viaria.
Per la serie: giù la maschera. Ma solo, provenendo da Porta Dieda ovvero dalle piazze, dopo aver attraversato la strada.
In conclusione, resta un ultimo dubbio: l’attraversamento pedonale di via Beata Giovanna, all’incrocio con via Remondini-discesa Brocchi, posto esattamente tra i due confini del centro storico “mask” e del centro storico “free”, a che area appartiene?
Questa sì, che è una bella domanda senza risposta. Per cui, considerato anche in quale zona della città ci troviamo, non ci resta che dichiararlo diplomaticamente “terra di nessuno”.
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