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Redazione
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Ponteveciogram ha superato i 10.000 follower: incontro con Filippo Lessio e Stefano Artuso, creatori e gestori della pagina Instragram che propone tutti i giorni spassose meme su Bassano e territorio
Pubblicato il 20-11-2021
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Bassano come “meme”. Per chi - magari un po’ avanti con l’età, come me - non fosse avvezzo ai nuovi mondi di internet, spiego brevemente che la meme (o “il” meme, si dice in entrambi i modi) è un’idea - solitamente un’immagine con una battuta scritta - che prende spunto da foto, notizie di avvenimenti o immagini di personaggi reali per rielaborale e creare un contenuto di natura umoristica che per la sua immediatezza e per il suo messaggio spiritoso si diffonde rapidamente in Rete.
È quello che accade tutti i giorni su Ponteveciogram: pagina Instragram, rilanciata anche su Facebook, che trasforma in divertenti meme notizie, consuetudini, abitudini, personaggi e quant’altro di Bassano del Grappa e territorio, raccontando a modo suo - come si legge nelle info di presentazione - “fatti e personaggi di una ridente cittadina sorta sulle rive del Brenta”. Ponteveciogram è quindi un “blog personale di satira e parodia” dove finalmente vige la regola che non dobbiamo prenderci troppo sul serio.
Qualche esempio? La foto di Zio Paperone che si tuffa a nuotare nell’oro e Paperino che lo guarda mestamente da lontano, con la scritta: “Io che guardo quelli che possono permettersi di usare la Pedemontana”. Oppure la foto del “corpo esterno” previsto dal progetto di ampliamento del Caffè Italia, ripresa da un articolo di Bassanonet, con la scritta: “Possibile ripensamento dell’amministrazione comunale sul progetto “scatolone di vetro” del Caffè Italia. Delusa la sempre crescente comunità del padel bassanese”.
Da sinistra: Filippo Lessio e Stefano Artuso, i due creatori di Ponteveciogram (foto Alessandro Tich)
Poi ci sono ad esempio le meme per i bassanesi-bassanesi-doc, inspiegabili ai non partecipanti ai riti della città. Tipo quella del figlio che parla col padre: “Papà...perché mia sorella si chiama Rosa?”. “Perché a tua madre piacciono le rose!”. “Grazie papà!”. “Di nulla, Complete di Philippe!”.
Strepitoso il post dello scorso 12 ottobre, anticipato dalla frase “Ah, come cambiano le cose in soli 6 giorni”. Poi due immagini: una foto dei soldati di guardia sul Muro di Berlino con la scritta “Gestione inaugurazione Ponte” e una foto di un megaparty affollatissimo con la scritta “Gestione Fiera”. Sempre sull’inaugurazione del Ponte, con foto di una tastiera: “Città organizzata per accogliere oltre 50000000000 persone, non pervenute. «Mi sono addormentato sullo “0”» dichiara l’addetto stampa”.
Una delle meme di Ponteveciogram da me preferite in assoluto è però questa, con immagine di Dante all’Inferno e intitolata “Sapevate che…?”: “Dante, nell’ottavo girone infernale cita, nella nona bolgia, coloro che percorrono viale XI Febbraio a destra per poi buttarsi a sinistra all’ultimo secondo con la freccia”. E siccome io faccio tutti i giorni quella strada e prima di girare da viale XI Febbraio su via Parolini c’è sempre quello che ti arriva da destra e si butta all’ultimo momento a sinistra, e cioè sulla mia corsia, invece di mandarlo a quel paese mi torna in mente la meme e mi vien da ridere.
Ho ricordato solo alcune piccole citazioni sparse, tratte da questo singolare “memificio” bassanese che in un paio di occasioni ha tirato in ballo anche me. Non mi sono arrabbiato: ne sono stato anzi onorato.
E intanto, tra una meme e all’altra, Ponteveciogram - che è nato nel maggio 2020, praticamente un parto post-lockdown - ha continuato a crescere. Gli autori degli spiritosi contenuti, però, in tutto questo tempo hanno mantenuto segreta la loro identità, un po’ come i Daft Punk.
Finché, giovedì scorso 11 novembre, la pagina Instagram ha raggiunto il traguardo dei 10.000 follower. Una gran bella soddisfazione: l’equivalente di un PontevecioGrammy Award.
E in quella occasione gli inventori di questa oasi di sdrammatizzazione online della nostra realtà cittadina si sono finalmente rivelati.
Si tratta di Filippo Lessio e Stefano Artuso, che vengono a trovarci - su mio invito - in redazione. Filippo di lavoro fa il designer grafico, quindi ha già “le mani in pasta” sulla composizione di pagine social. Stefano invece, quello dai capelli lunghi, opera nel settore della medicina del lavoro e di passione fa anche il musicista e il cantautore.
Mi raccontano che l’avventura del blog è nata per puro divertimento, dopo che per un certo periodo sia Filippo che Stefano avevano già collaborato a una precedente pagina di satira e parodia cittadina che era gestita da un gruppo di studenti. Ma le loro idee non sempre venivano accolte e quella pagina stentava a decollare. Hanno quindi deciso di “mettersi in proprio” facendo partire questa nuova avventura su un loro profilo Instagram.
E questa volta l’idea “ha fatto sbrego”. Non solo: dopo che i loro nomi sono stati rivelati, nell’ultima settimana i follower hanno avuto un’ulteriore impennata e hanno già superato quota 10.100.
“Forti della precedente pagina che ci dava lo spunto di fare dei meme su una città così piccola, ci abbiamo provato - mi spiegano Filippo e Stefano -. Confrontandoci abbiamo visto che il bagaglio di idee era abbastanza pieno e ci siamo chiesti: perché non metterci anche noi in prima linea? E siamo approdati a questo profilo.”
Ma perché puntare sul taglio-meme? “Il meme - risponde Filippo Lessio - è l’unico modo per far ridere, se vogliamo. Ora nel web funziona quasi esclusivamente il meme, con questo taglio ironico. Un taglio informativo, scientifico, divulgativo, culturale su Bassano non avrebbe tirato nella stessa maniera.” “Volevamo proprio “beccare” i cliché del bassanese, gli stereotipi, i locali, i baristi e comunque i personaggi e le personalità conosciute, coi loro modi di fare e con il modo di fare dei bassanesi stessi - aggiunge -. Quindi ad esempio la ricerca di un parcheggio in Terraglio diventa un meme divertente… Insomma, queste cose qua.”
Dunque la satira spiritosa è un “genere” che piace. “Comunque si vede ogni giorno che Facebook sta sempre più perdendo, specialmente tra le generazioni più giovani - sottolinea Stefano Artuso -. Quindi servivano delle immagini o comunque degli stimoli immediati.”
Uno dei punti di forza di Ponteveciogram è la riconoscibilità delle situazioni prese di mira, in cui tutti o molti di noi possiamo immedesimarci.
“Volevamo che tutto l’hinterland, perché si va da Marostica a Mussolente, si riconoscesse in questi cliché, quegli stessi cliché con cui noi stessi siamo cresciuti”, spiega Filippo.
Ma come nasce una meme, o un meme che dir si voglia? Si pensa prima all’immagine o alla battuta? “In percentuale - afferma ancora Filippo - si pensa prima all’idea, quindi alla cosa che fa ridere, e poi cerchiamo l’immagine più adatta per rappresentarla. Stefano è un grandissimo amante dei meme e lui talvolta butta sul tavolo dei meme, quindi delle immagini, e poi ci sforziamo di metterci un’idea sopra.”
Una cosa è certa: nessuno dei due creatori del profilo si aspettava di raggiungere il risultato dei 10.000 follower così presto.
“Ci abbiamo sempre tenuto a far bene - conferma Stefano -. Poi non sapevamo a che numero potessimo arrivare perché se pensiamo agli abitanti di Bassano, poco più di 40mila, più comprensorio, considerando le persone che possano avere Instagram o accedere ai social network si taglia una bella porzione di popolazione. Diciamo che 10.000 sono veramente tanti.”
E perché i due Ponteveciogram’s Boys hanno tenuto segreta la loro identità fini ai 10.000 follower? “Inizialmente un po’ per fascino, per mistero - replicano -. È stata un po’ una sfida e ci siamo detti “dai, ai 10.000 ci svegliamo”, convinti che non ci saremmo mai arrivati.”
È certamente importante, per una pagina del genere, essere sempre “sul pezzo” per le notizie di attualità. Chiedo pertanto ai miei due interlocutori se in qualche modo ogni tanto diano un’occhiatina a Bassanonet. Filippo: “Bassanonet è la nostra unica fonte di informazione.” Addirittura? Stefano: “Io guardo anche i telegiornali.” Filippo: “Ad esempio, per la “gabbia di vetro” del Caffè Italia ho copiato le parole di un suo articolo.”
Dunque sono un po’ Ponteveciogram anch’io? Risposta: “Siamo tutti Ponteveciogram!”.
“La satira - conclude scherzando Filippo - è legata anche al rapporto con l’amministrazione comunale. Insomma, non siamo esposti, però ci è toccata questa amministrazione, e per fortuna abitiamo fuori Comune tutti e due.”
Questo (passo definitivamente al genere maschile) non è un meme: è uno sfogo di sincerità.
Grazie ragazzi. Il PontevecioGrammy Award è tutto vostro.
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