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Nuove polemiche sul taglio degli aceri in Prato. Italia Nostra si appella a sindaco e giunta: “La città non merita di continuare a vedere iniziative occasionali, scollegate, mai discusse con i cittadini. “Piantiamola” di tagliare alberi”
Pubblicato il 02 apr 2021
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Oramai siamo a Pasqua e il clima generale è (o dovrebbe essere) incline ai sentimenti della festa. Ma la “sorpresa” confezionata nell'uovo pasquale dall'amministrazione comunale di Bassano del Grappa continua a generare discussioni e polemiche.
Mi riferisco ovviamente al caso degli aceri licenziati in tronco da Prato Santa Caterina e sostituiti con dei giovani alberelli, su disposizione del governo cittadino.
La motivazione dell'intervento ha richiamato il fatto che si trattava di piante ammalorate, ma non è questo il punto. Ciò che ha fatto specie in tutta questa storia è stata la modalità dell'operazione, decisa da parte dell'amministrazione senza un'informazione preventiva e senza un confronto con il Consiglio di Quartiere interessato. In più, a far discutere è stata anche la scelta delle giovani “essenze” sostitutive, che impiegheranno molti anni prima di restituire all'area del parcheggio e di quella zona del quartiere la fascia verde che siamo stati abituati a vedere fino a pochi giorni fa.
Un resto del tronco di uno degli aceri abbattuti in Prato, giacente vicino alla sua 'essenza' sostitutiva (foto Alessandro Tich)
Sulla questione interviene oggi, con un critico e appassionato comunicato stampa, il direttivo della sezione di Bassano del Grappa dell'Associazione Italia Nostra.
Trattandosi di un comunicato abbastanza lungo, non aggiungo ulteriori considerazioni e ve lo riporto quindi integralmente di seguito:
COMUNICATO
“PIANTIAMOLA" DI TAGLIARE ALBERI!
Cinquant’anni dopo la carta di Gubbio (Dichiarazione finale di uno storico Convegno promosso nel 1960 da Italia Nostra e da un gruppo di Comuni, parlamentari e studiosi, consentì la formulazione di una dichiarazione di principi sulla salvaguardia ed il risanamento dei Centri Storici) non possiamo dimenticare che i paesaggi urbani non sono fatti solo di pietre e di fisicità, ma anche di uomini vivi.
Gli uomini hanno bisogno di storia e di bellezza (perciò si vive meglio nel nucleo storico delle città, specie se a dimensione umana), ma anche di spazi in cui essere società: nei quali incontrare, scambiare, frequentare il vicino e il simile ma anche il lontano e il diverso, il forestiero.
Diamo priorità ad una nuova idea della città che consideri il verde come cultura e valore da salvare, incrementare e trasmettere non solo minimum estetico sacrificato dall’amministratore del momento.
Chi ha tagliato gli alberi, nel recentissimo passato, oggi ha privato per 30 anni i cittadini di un bene fungibile.
Lasciare e curare gli alberi in città è un gesto d’amore, ma è anche un atto generoso che altri godranno dopo di noi: un gesto umile e semplice ma carico di fiducia nel futuro.
Ma non è accettabile barattare il taglio degli alberi con false illusioni di piste ciclabili spacciandolo per un’azione di promozione a parole di sostenibilità e green.
Piantiamo alberi, piantiamoli subito, piantiamoli assieme ai nostri figli e ai nostri nipoti in ogni angolo della città, lungo le strade e persino nelle piazze. La parola d’ordine è: creiamo spazi verdi non distruggiamoli!
Siamo arrivati al punto di non ritorno?
È per questo che si possono, si devono costruire itinerari botanici, passeggiate, che colleghino i vari elementi della città, che penetrino nel costruito lungo fiumi, canali, strade, piste ciclabili e linee di trasporto e si aprano in giardini, parchi e spazi verdi ovunque ci sia terreno disponibile per godere momenti di serenità. Con la finalità di far convivere le esigenze di lavoro, produttività, mobilità, commercio, consumo che caratterizzano la nostra quotidianità, con le esigenze di vivibilità, cultura, salute, benessere che sono proprie del nostro essere. Itinerari studiati, cioè botanici e non “solo” verdi, perché le specie e varietà vanno scelte con cura e identificate, così chi li percorre entra ancor di più in contatto con questo paesaggio nuovo, grazie alla conoscenza delle piante e dei loro nomi.
Dal punto di vista sanitario studi dell’OMS hanno dimostrato che gli alberi rimuovono grandi quantità di inquinamento aereo e migliorano la qualità dell’aria, e che l’asma nei bambini è molto inferiore in aree con maggior numero di alberi lungo le strade; piantare alberi in aree con elevato inquinamento, incroci, semafori, produce un proporzionale maggiore effetto di rimozione degli inquinanti, rispetto agli alberi nei giardini; le osservazioni sotto un singolo albero mostrano riduzione del PM10 del 20% nell’aria, e i maggiori benefici si ottengono con 2-3 file di alberi vicini.
Una recente ricerca ha analizzato l’impatto benefico del verde sulla vita della popolazione usando modelli matematici: 850 vite salvate all’anno, 600mila attacchi respiratori in meno, un risparmio sui costi di salute di circa 7 miliardi di €
Il 14 marzo è stata presentata presso il Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo la Giornata Nazionale del Paesaggio per il 2021 (istituita con Decreto ministeriale 7 ottobre 2016 n. 457), con l’obiettivo di “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati, attraverso specifiche attività da compiersi sull’intero territorio nazionale mediante il concorso e la collaborazione delle Amministrazioni e delle Istituzioni, pubbliche e private”.
Qualche giorno dopo (31/03/2021) il Consiglio di quartiere Margnan-Conca d’oro a proposito del taglio degli aceri in Prato Santa Caterina faceva un accorato appello all’amministrazione comunale: “Fermate i lavori e avviate un dialogo per impiantare degli alberi della giusta dimensione”
È sempre con rammarico ma soprattutto con grande tristezza che l’Associazione Italia Nostra osserva questi interventi sulla distruzione del patrimonio dei "Beni Comuni" e sulla perdita di un pezzo di paesaggio che ci è stato consegnato da mantenere e curare, e che invece la pochezza di giudizio di qualche amministratore ci ha tolto.
Da molti anni inutilmente l’Associazione, sull’esempio di altre lungimiranti Amministrazioni Comunali, propone per Bassano del Grappa la “Consulta del verde”. Tale organismo realizzerebbe un nuovo modello partecipativo di confronto, di valutazione e di impulso alle azioni, anche innovative delle politiche sul verde. La città non merita di continuare a vedere iniziative occasionali, scollegate, mai discusse con i cittadini e giustificate troppo spesso con valutazioni botaniche discutibili: la potatura, la manutenzione, la messa a dimora di nuove specie arboree dovrebbe essere percepita da tutti come un responsabile arricchimento della qualità della vita ed invece troppo spesso si avverte incuria, disinteresse, danneggiamento di un patrimonio prezioso di tutti.
Rivolgiamo alla Sig.ra Sindaca e alla Giunta Comunale un appello accorato:
“PIANTIAMOLA” DI TAGLIARE ALBERI!
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