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Benvenuti a Zaialand, il Paese della Sanità di eccellenza, della Sanità che il mondo ci invidia, dei servizi socio sanitari collocati ai più alti standard qualitativi. Sempre che tu riesca a capire in che modo potervi accedere. È un Ferragosto insolitamente frenetico quello che stiamo vivendo e tra le balle c'è sempre lui: quello che gli scienziati chiamano
SARS-CoV-2 ma che noi tutti chiamiamo Coronavirus o Covid-19 (il primo è il virus e il secondo è la malattia). Da ieri in Veneto è in vigore la nuova OPGR (Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale) by Luca Zaia che impone, tra le tante altre cose, l'effettuazione obbligatoria del test di screening, altresì detto “tampone”, per tutte le persone che fanno rientro nella nostra Regione da Spagna, Croazia, Grecia o Repubblica di Malta.
I soggetti interessati devono comunicare il loro rientro dai suddetti Paesi all'Azienda Ulss di appartenenza, per prenotare lo screening di controllo, e ciascuna Azienda Ulss del Veneto dispone di un numero verde da chiamare allo scopo. Tra le persone interessate c'è anche un componente della mia famiglia che proprio oggi sta rientrando a Bassano da una vacanza di una settimana in Croazia. Questa mattina il mio congiunto mi chiama e mi dice che ha provato a chiamare il numero verde della nostra Ulss 7 Pedemontana, che però dall'estero non è raggiungibile. Mi chiede quindi se posso chiamare io per chiedere informazioni e prenotare il test a nome suo. “Ma certamente, figurati!”, gli rispondo, convinto di poter espletare in pochi minuti quella che dovrebbe essere una semplice formalità.
Non l'avessi mai pensato. Chiamo infatti più volte il numero verde dell'Ulss 7 dedicato alle procedure di prevenzione Covid, ma non risponde nessuno. Prima suona una musichetta, poi seguono un paio di squilli e alla fine viene fuori il rumore da telefono staccato.
Dopo il sesto o settimo tentativo, decido quindi di chiamare il centralino dell'Ospedale per capire se posso raggiungere l'obiettivo in qualche altro modo. Anche in questo caso devo rimanere in stand-by perché gli operatori “sono tutti occupati”, ma almeno la musichetta di attesa che risuona le note della “Primavera” di Vivaldi tranquillizza lo spirito in modo tale da non sacramentare più di tanto. Finalmente mi risponde il primo operatore libero.
Gli dico che ho bisogno di prenotare un tampone e che il numero verde dell'Ulss continua a non rispondere. “È pieno di chiamate”, mi replica l'addetto al centralino che però, nell'occasione, mi dà anche il numero diretto del Dipartimento di Prevenzione a cui posso rivolgermi. Ma mi mette in guardia: “È intasato anche quello”. Infatti. Chiamo più volte il fisso del Dipartimento di Prevenzione, ma è costantemente occupato.
All'ennesima chiamata andata a vuoto, finisco automaticamente nella rete a cui da anni ci ha ormai abituato la nostra Sanità pubblica: mi viene cioè in mente di rivolgermi alla Sanità privata. Chiamo quindi un centro medico di Bassano del Grappa e una gentile voce femminile dall'altro capo del telefono mi informa che gli screening col tampone vengono svolti solamente dall'Azienda Socio Sanitaria. “Ha provato a chiamare il numero verde dell'Ulss?”, mi chiede. “Certo - le dico -, ma non risponde nessuno.” “Non è possibile che accadano queste cose”, replica la mia intelocutrice che alla fine, molto cortesemente, mi fornisce il numero verde della Regione Veneto: “Provi a chiamare loro per avere informazioni.” Ed è quello che, ovviamente, faccio. Sentendo però il bisogno di invocare la protezione di Santa Pazienza.
Il numero verde della Regione fa risuonare un'altra musichetta e ogni dieci secondi riecheggia una vocina che dice: “Gli operatori sono al momento impegnati, rimanga in attesa per non perdere la priorità acquisita.” E allora rimango in attesa di un contatto ancora lungi a venire.
Mi sono organizzato male: se avessi saputo in anticipo che avrei passato tutto questo tempo ad aspettare una risposta telefonica, avrei preso con me la Settimana Enigmistica per fare le parole crociate.
Finalmente, dopo una dozzina di minuti abbondanti, mi risponde qualcuno.
È un'altra cortese voce femminile, che alla notizia che il numero verde della mia Ulss suona “staccato” non si scompone più di tanto. Ma capisce il caso umano e mi fornisce tutte le informazioni di cui ho bisogno. Mi dice che per prenotare l'appuntamento per il test devo inviare un'email a un indirizzo dedicato ai rientri dall'estero dell'Ulss 7 nel quale devo indicare una serie di dati del soggetto interessato. Una volta fissato l'appuntamento e una volta effettuato il test, la persona interessata deve rimanere in isolamento domestico fino all'esito del tampone. L'esito può arrivare anche dopo un paio di giorni, ma in questo periodo di Ferragosto e di rientri dalle vacanze la tempistica può allungarsi.
Alla fine dispongo di tutte le info di cui avevo bisogno, ma per arrivarci sono stato costretto a bypassare l'incredibile Ulss e ho dovuto fare un giro lunghissimo. Ci ho messo un paio d'ore della mia mattinata, ma ce l'ho fatta. Prima di riattaccare, essendo stata la mia informatrice così precisa e soprattutto così gentile, chiedo all'addetta del numero verde della Regione qual è il suo nome. Si chiama Laura. Grazie Laura, la prima volta che incontro Zaia gli chiedo di darti una promozione.
AGGIORNAMENTO DEL POMERIGGIO
Post Scriptum. Questo pomeriggio non ho ancora ricevuto risposta dall'Ulss 7 alla mail di richiesta prenotazione che ho inviato questa mattina, ma per fortuna c'è anche un perché. Sempre nel pomeriggio la stessa Ulss 7 Pedemontana ha diffuso una nota nella quale informa che a partire da domani, 15 agosto, sono attivate due postazioni per l'effettuazione gratuita di tamponi, ad accesso diretto e senza prenotazione, dalle ore 7 alle 13, 7 giorni su 7, festivi inclusi, presso l'ex ospedale di Marostica in via Panica e nella Casa della Salute a Schio in via De Lellis. Con un successivo comunicato, ancora l'Ulss 7 informa che sono attivati ulteriori due ambulatori ad accesso libero per effettuare da domani i tamponi, presso gli ospedali di Bassano e di Santorso. Per effettuare il tampone è necessario esibire una qualche documentazione del viaggio effettuato. Non è pertanto più necessario contattare prevenivamente il numero verde aziendale o la mail dedicata (che rimangono attivi solo per informazioni) per la prenotazione del test. Alla fine della fiera, e dopo questa convulsa giornata da centralini in tilt, la situazione sembra finalmente assestata.
Per la serie: meglio tardi che mai.
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