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Intervengo adesso, a freddo, sul caso della cancellazione di Opera Circus, la rassegna di arte circense della durata di tre giorni che al Castello degli Ezzelini doveva concludere il cartellone 2019 di Operaestate Festival Veneto.
Quando è uscita la notizia non ho potuto seguirla, perché preso da altri impegni fuori città. Ma le varie persone che in questi giorni mi hanno rivelato che aspettavano un mio articolo sulla questione, chiedendomi comunque di esprimere la mia opinione al riguardo, mi hanno spinto a prendere in mano la tastiera per riprendere in mano la vicenda.
Fonte immagine: Facebook/Comune di Bassano del Grappa
La notizia, come ben sapete, è questa qua: Opera Circus - che era in programma da venerdì 13 fino ad oggi domenica 15 settembre in varie postazioni dell'intera area del Castello, camminamento attorno alle mura compreso - è stato annullato, come affermato da un comunicato stampa del Comune di giovedì scorso 12 settembre, “per imprevisti e insormontabili motivi di natura tecnica”.
Gli “imprevisti e insormontabili motivi” di cui sopra riguardano il veto posto in extremis dalla Commissione Pubblico Spettacolo, e nella fattispecie da un severo funzionario dei Vigili del Fuoco di Vicenza, per l'insufficienza delle vie di fuga per la pubblica sicurezza. Un parere negativo del tutto “inaspettato” dal momento che gli uffici di Operaestate si erano dedicati al progetto con largo anticipo e sulla base di precedenti pareri positivi sulla fattibilità degli eventi in quegli spazi.
Da fonte autorevole ho appreso che l'unica alternativa per salvare capra e cavoli, su indicazione della stessa Commissione, era quella di concentrare tutte le esibizioni, e quindi tutto il pubblico, all'interno del Teatro all'aperto “Tito Gobbi” nel cortile dell'Ortazzo. Ma la grande quantità di performance circensi in programma, rivolte peraltro anche a fasce di età di pubblico diverse, e la relativa tempistica rendevano l'alternativa logisticamente e tecnicamente impossibile.
La cosa, in sé, ha suscitato un inevitabile senso di sbigottimento nell'opinione pubblica perché per la prima volta in assoluto, nei 39 anni di storia di Operaestate, è accaduto che una rassegna del Festival venisse annullata. Il tutto ingigantito dalla lente deformante delle voci e delle notizie, a cui si aggiunge anche una consistente dose di fake news sulle chat virtuali, che stanno circolando in questi giorni sul presente e soprattutto sul futuro del Festival delle Città Palcoscenico.
La notizia reale della cancellazione dell'evento, cioè, ha avuto la sfortuna non solo di ufficializzare il primo stop organizzativo di Operaestate della storia, ma anche di materializzarsi in un momento della cronaca cittadina in cui ogni parola sui media riguardante il Festival non viene letta, ma interpretata. Una conseguenza del fatto che la comunicazione sulla delicata questione è sfuggita di mano all'Amministrazione comunale, sia nei tempi che nei modi. Facendo addirittura gridare al “boicottaggio” l'ala complottista dei sostenitori dell'attuale direzione del Festival, alla cui tesi di deliberata volontà di smantellamento dei vertici di Operaestate da parte dell'Amministrazione comunale hanno tuttavia ampiamente contribuito le ondivaghe dichiarazioni del sindaco Pavan sull'argomento.
Va detto che nel comunicato stampa che annunciava l'annullamento di Opera Circus il Comune di Bassano ha confermato “la sua piena adesione al progetto” e ha comunicato “sin da ora l’intenzione di riproporlo per la prossima edizione di Operaestate Festival, anche inserito nel più ampio piano di valorizzazione del Castello della città, nel quale l'Amministrazione è fortemente impegnata”.
Come dire: Opera Circus è cosa buona e giusta, peccato che la Commissione abbia dato inaspettatamente un parere negativo, brava Operaestate che lo avevi organizzato e programmato, l'Amministrazione è sulla stessa lunghezza d'onda e l'anno prossimo lo rifacciamo. Pax et Bonum.
Ma che si sia rappresentata una commedia degli equivoci, ovvero di circostanze diversamente interpretabili, lo attesta il fatto che poco dopo la diffusione del comunicato l'ufficio stampa del Comune abbia dovuto trasmettere alle redazioni un secondo comunicato “di chiarimenti sull'annullamento dell'iniziativa”.
La novità di questa seconda comunicazione è che è stata congiuntamente diffusa dal sindaco di Bassano Elena Pavan e dal direttore artistico di Operaestate Rosa Scapin.
Una cosa impensabile fino a qualche ora prima, visti i precedenti post intervista al Corriere del Veneto del sindaco, che prima ancora di informare gli attuali vertici del Festival aveva annunciato sul quotidiano l'intenzione di sostituirli, in seguito all'imminente scadenza del contratto del direttore Scapin.
Per il sindaco Pavan “è preciso dovere dell’Amministrazione garantire la sicurezza degli eventi pubblici sul territorio comunale” e “di fronte a quanto emerso durante l’ultimo sopralluogo abbiamo dovuto prendere questa sofferta decisione”.
“Con il sindaco - ha precisato Rosa Scapin - abbiamo preso in considerazione anche l’ipotesi di spostare l’evento in altri luoghi del centro storico, ma purtroppo questo diniego dell’ultimo momento non ha concesso tempo per organizzare una possibile soluzione alternativa.” Pavan e Scapin hanno quindi garantito che “il progetto sarà riproposto per la prossima edizione di Operaestate” e che “siamo già al lavoro per superare ogni e qualsiasi criticità al fine di utilizzare quello spazio senza ulteriori possibili ed inaspettate sorprese in futuro”.
Così è, se vi pare: dichiarazioni congiunte che comunicano un clima di accordo tra le due parti e hanno cercato di mettere i puntini sulle “i” di una notizia che rischiava nuovamente di sfuggire di mano all'Amministrazione comunale.
Ma che non hanno comunque evitato l'immediato contrattacco del Partito Democratico di Bassano del Grappa, che sempre giovedì scorso ha diffuso a sua volta alle redazioni un comunicato stampa in cui ha bollato la cancellazione dell'evento come “una pessima figura e una prosecuzione del pessimo inizio per la cultura targata Pavan a Bassano”.
“Se fosse successo quando il sottoscritto era assessore - ha tuonato nella nota Giovanni Cunico - i consiglieri di minoranza che oggi siedono in giunta avrebbero già attivato la gogna mediatica sui social. Ma noi siamo diversi, e ci muoveremo nelle sedi istituzionali per conoscere i responsabili politici di questa pessima figura per il festival e la città.” Sempre secondo il PD cittadino, “non esiste una linea comprensibile sulla politica culturale e nessuno si assume la responsabilità politica dei danni che l'Amministrazione sta causando”. “Sono problemi - ha rincarato la dose il responsabile comunicazione e social del PD Bassano Domenico Riccio - che potevano essere superati facilmente, come fatto ogni anno, avendo un assessore dedicato alla cultura.”
E così, egregi lettori, il severo funzionario dei Vigili del Fuoco di Vicenza che per motivi tecnici ha opposto il suo veto allo svolgimento della manifestazione ha inavvertitamente alimentato un incendio di natura politica, in quello che è stato il primo festival del Circo mediatico dell'Amministrazione Pavan.
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